Ventisei chilogrammi di peso, ottantacinque centimetri di diametro, due persone addette alla raccolta e un camion per trasportarlo. Sono i numeri eccezionali che spiegano le dimensioni di un fungo straordinario, quello coltivato nell'azienda agricola di Michelangelo Loizzi a Laterza. Il titolare dell'impresa racconta al Corriere l'insolito avvenimento con un pizzico di entusiasmo e grande orgoglio. «Anche se prodotto in serra – spiega l'agricoltore – questo cardoncello ha raggiunto un peso e una dimensione impensabili. Ieri sera (domenica per chi legge, ndr.), ad una sagra del fungo, il nostro era il più grande». Il segreto per la coltivazione di un cardoncello di tali dimensioni? «Il metodo – continua - non può essere svelato perchè deve rimanere confidenziale. Posso solo dire che ci siamo impegnati molto e abbiamo sempre messo tanta passione». Questa dedizione per il lavoro è stata ricambiata proprio nel momento meno atteso perchè le condizioni meteorologiche dei giorni scorsi non avevano fatto prospettare all'imprenditore agricolo un'ottima resa. «La situazione meteo perfetta – ammette l'agricoltore - sarebbe stata con il vento di tramontana perchè il fungo sarebbe cresciuto meglio, più basso e con una circonferenza maggiore. Nei giorni scorsi, invece, il vento di scirocco e l'umidità hanno modificato lo sviluppo del cardoncello. Se ci fosse stato un tempo diverso avremmo avuto un fungo ancora più grande, pesante e buono». La misure del vegetale hanno richiamato l'attenzione degli addetti ai lavori e dei numerosissimi curiosi laertini e tarantini che lo hanno ammirato nel Farmer Market in corso Umberto, dove è stato portato dal produttore per essere venduto. «Nel negozio ideato da Coldiretti – commenta - centinaia di persone si sono fermate incredule davanti al nostro prodotto. Non avrei mai pensato ad una cosa del genere, probabilmente oggi (ieri per chi legge) si arriverà a più di mille e cinquecento visitatori ». L'azienda agricola di Loizzi è conosciuta nella zona occidentale della provincia per la produzione di funghi “extralarge”. «Ogni settimana – a mmette - raccogliamo funghi particolarmente grandi, spesso di uno o due chili ma non eravamo mai riusciti a coltivarli di queste proporzioni». Il risultato eclatante ha spinto il titolare dell'azienda agricola a ritentare l'impresa nei prossimi giorni. «Nel weekend – afferma – raccogliamo i funghi che hanno le dimensioni più grandi. In questo modo sono commerciabili e più attraenti per i consumatori». In questa particolare situazione l'acquisto del vegetale è condizionato dalle sue dimensioni. «Il fungo viene venduto a fette perchè sarebbe impossibile cederlo intero. Il vero problema – sorride Loizzi – sarebbe cucinarlo. Non credo sia in commercio una pentola in grado di far fronte alle dimensioni del cardoncello». Un consiglio culinario da produttore a consumatore? «Al gratin è fantastico».