La città di Laterza in rete

Legalità va cercando, la Cgil. La crisi è generale, tocca tutte le nazioni e tutti i settori, in primis quello morale. Inevitabile che a soffrirne di più siano i più deboli, l’Italia, l’agricoltura e i braccianti. La Cgil, sezione Flai, va di paese in paese a raccontare il dramma di una categoria economica e sociale, quale il bracciantato e a denunciare che il più delle volte, la crisi è perfino un’occasione per meglio sfruttare e derubare i lavoratori. Ieri sera ha portato il suo tema: “Storie di diritti negati nel mondo dell’agricoltura che vuole cambiare” a Laterza, un paese in cui il bracciantato del primo dopoguerra ha scritto memorabili pagine di storia. Al tavolo dei relatori il segretario regionale della Flai, Giuseppe Deleonardis, il segretario provinciale della Cgil, Luigi D’Isabella, il segretario provinciale Cosimo Stasi e il segretario laertino Lorenzo Caldaralo; in aula il segretario regionale Mario Fraccascia e i segretari provinciali Assunta Urselli e Sante Bernalda. Il dibattito è stato aperto con un docu-film della giornalista Maristella Bagiolini dal titolo “Mimma e Annibale” nel quale, con molti passaggi drammatici, si racconta la situazione di sfruttamento e di indegnità in cui versa il bracciantato: una situazione, ha detto un medico, di “Un mondo che non c’è”, oppure prerivoluzionaria, in attesa del suo Marat, un protagonista della rivoluzione francese che aveva fatto rifornimento di sdegno nelle campagne inglesi, dove un bambino valeva meno di un cane: Marat, però, che in Italia deve ancora nascere. D’Isabella ha detto che la Cgil va tenendo dibattiti sul tema dei diritti negati per mostrare a tutti ciò che c’è e che o non si sa o si fa finta di non sapere, oggi si usa parlar d’altro per non dare la voce ai lavoratori. E invece bisogna parlare dei problemi agricoli e dei lavoratori invisibili, anche perché il lavoro senza diritti si va estendendo e dalle campagne si sta insediando dovunque e per sollecitare al controllo chi deve controllare. A Stasi è toccato il tema del caporalato, imoderni mercanti di schiavi, gli autori della tratta delle braccia ed oggi anche tramite fra usura e aziende in crisi. Stasi ha definito i caporali contrabbandieri di braccia che impongono pizzo ed estorsioni. Il segretario provinciale ha anche detto che se ci sono braccianti finti ci sono anche falsi imprenditori agricoli ed è tempo di scovarli e punirli. Era il momento di dire qualcosa su Laterza: l’occupazione delle terre incolte a Melodia, del sindacalista Vito Fraccascia arrestato per aver guidato uno sciopero e rilasciato a furor di popolo, storie epiche da editare o rieditare, e Caldaralo ha ricordato di quando ragazzo, negli anni ’70, iscritto alla Fgci, pur sapendo che sarebbe stato schedato, partecipava agli scioperi e ai blocchi stradali, con tutto il Pci e tutti i braccianti. Allora, in tacita e dolente contrapposizione con l’oggi, ha concluso Caldaralo c’era un partito, il Pci, che portava in Parlamento quelle voci, quei bisogni, quelle persone. Dibattito dal pubblico. L’imprenditore Giovanni Matera ha osservato: bene la denuncia, ma che si fa? E ha proposto: si faccia come fa ogni azienda seria che si approvvigiona di tutti gli strumenti di lavoro, fra i quali anche la conoscenza. Il neo segretario Pd, Tony Gallitelli ha chiesto che si combatta il lavoro nero, soggetto ad ogni sfruttamento, controllando il prodotto finale: quanta terra e quanti lavoratori sono stati necessari per produrre quel frutto? La signora Antonietta ha lamentato di un’azienda che appesta l’aria del paese. Sebastiano Stano, uno dei due “primaristi” del Pd, ha chiesto più attenzione da parte della politica ai problemi agricoli a cominciare dalle false imprese. Bruno Bongermino, laureando in giurisprudenza, ha denunciato che, come nel ‘700, si è alla mercificazione delle persone e ha criticato il sindacato che, con Cisl e Uil dediti ai giochi di palazzo, si spacca, abdicando al proprio ruolo, che invece dovrebbe riprendere. Dalla doverosità di questo compito ha cominciato Deleonardis, denunciando che le divisioni siano piuttosto artefatte, parte di uno scontro politico-sociale. Deleonardis ha poi detto che la crisi non si può scaricare sul lavoro e ha polemizzato con Tremonti che disse che la sicurezza è un lusso che non possiamo permetterci. Entrando nel tema, il segretario regionale ha lamentato che il lavoro agricolo non fa opinione, che la legalità è assente sia nella politica sia nell’economia e ha denunciato il vasto giro di complicità fra aziende, caporali ed erogatori di aiuti pubblici. E l’anomalia di punti di incontro di domanda e offerta di lavoro controllati da intermediari, invece che dal pubblico. Nostro compito prioritario, ha concluso Deleonardis, è il recupero della legalità.



» Corriere del Giorno

» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Michele Cristella
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