In cammino verso il 2020. La sinistra laertina, il Pd in particolare, ha sofferto il “tallone” di Giuseppe Cristella: non ha mai “elaborato” le due cocenti sconfitte del 2001 e del 2006 ed era caduta in uno stato di afasica apatia. Le provinciali dell’anno scorso, con il Pd al punto più basso mai toccato, però, furono lo choc salutare: un gruppo di giovani, freschi di laurea e studenti universitari, Francesco Vasto, Bruno Bongermino, Silvestro Busto, Leonardo Matera ed altri, con l’aiuto dell’esperienza di Franco Catapano, fondarono il movimento “Laterza 2020”, ma sovrapponendo i due venti, per suscitare la curiosità di chi si fermasse dinanzi al manifesto e al logo, con lo scopo di intraprendere un cammino lungo un decennio, una programmazione in piena regola, un “business plan” come si dice col greve gergo anglomane imperversante. Il gorgoglìo di fonti sorgive giovanili, quando, nel suo insieme, la classe politica vigente ad ogni livello dà irreversibili sintomi di decrepitezza, accende le speranze che dalla palude si può uscire. Il “Corriere” ha fatto un’intervista collettiva a Vasto, Matera e Catapano, presenti e silenti il coordinatore del Pd, Franco Cantore, e Gianfranco Lopane, concorrente alle primarie per la candidatura a sindaco. «Il nostro paese, dicono i tre, era assente dalla stampa: la maggioranza o non aveva nulla da raccontare o non poteva raccontare nulla di buono; e il Pd era nella desolazione, per il suo miserrimo risultato elettorale. Per reagire occorreva conoscere le cause di questo stato comatoso e siamo andati a leggere, ad auscultare il paese: demografia e occupazione, economia e pressione fiscale, realtà e potenzialità. L’incremento demografico è così lento da parere fermo; l’occupazione è in calo perché i braccianti vengono sostituiti dagli extracomunitarie l’Ilva non assume più; il Pil pro capite è in diminuzione; in saldo negativo imprenditoria e commercio, cioè aziende ed esercizi che chiudono sono di più di quelli che aprono; la pressione tributaria del Comune aumenta in proporzione alla diminuzione delle rimesse statali; il Comune ha accumulato 15 milioni di euro di debiti, anche con spese dissennate come i tre milioni spesi per beni culturali, finanziabili o dallo Stato o dalla Regione, come il milione per il restauro dell’antica chiesa del Purgatorio e i due milioni per rappezzare il Palazzo marchesale; quanto al turismo non è nemmeno censito. Le uniche voci in attivo sono le macellerie e i prodotti da forno, carne arrostita, pane e biscotti». «Su questi dati di fatto, continuano Vasto, Matera e Catapano, stiamo mettendo a punto un’agenda per il centrosinistra, le cui voci portanti sono: portare la raccolta differenziata dei rifiuti al “porta a porta”; valorizzare la gravina facendo diventare “marchio” il Parco, dandogli cioè un ruolo di specificazione d’identità territoriale e produttiva; per le energie pulite, darsi l’autosufficienza energetica e vigilare che non ne sia stravolto il territorio; certificare la tipicità dei prodotti agricoli, vino, latte e carni, in particolare». Se il programma assomiglia a quello di sempre, perché mai attuato, il nuovo è che non nasce in un partito, cioè copiato dai programmi delle precedenti campagne elettorali, ma viene elaborato e motivato da un suo proprio think thank, un pensatoio, ragazzi capaci di critica e con il crisma del successore che incalza.