Un lunghissimo, interminabile abbraccio. Con l’inno di Mameli in sottofondo e un immenso tricolore a fare da apripista per tutto il percorso cittadino, fino al vicolo di casa addobbato a festa: così Laterza ha accolto Anna Clemente, campionessa olimpica nei cinque chilometri di marcia ai Giochi giovanili di Singapore. A Bari Palese, atterraggio intorno alle 14, l’aspettavano papà Enzo, mamma Flora Scarati, il fratello minore Andrea e il «coach» lungimirante Tommaso Gentile, all’ing resso del paese su via Roma, poco più di due ore dopo, c’erano tutti gli altri. Per dire che erano davvero in tanti: anche i ragazzi e le ragazze della Don Milani di Mottola, a cui Anna Clemente appartiene per marcia, volontà e passione, hanno voluto condividere l’intensa emozione di un pomeriggio senza eguali. Con loro pure Leonardo Serra, quarto a Singapore nella dieci chilometri, e Antonella Palmisano, altro gioiello della nidiata mottolese, lanciata verso Londra 2012. Non sapeva di quell’accoglienza, l’olim - pionica di Singapore. O forse sì, a leggerle lo sguardo, luminosamente aperto come sempre. Sorrisi, abbracci, flash a raffica. L’emozione di Mario Tucci, docente alla scuola media, la gioia finalmente «liberata» di Tommaso Gentile, le parole di Anna affidate alla Gazzetta. Partendo dalla fine. Il primo pensiero dopo il trionfo: «Non ci credo»; gli ultimi duecento metri: «Non mi prendono più»; l’allungo della Galchenko: «Incredibile, pensavo già all’argento». E poi? «Poi lei è scoppiata, e io mi sono accesa». Il «coach» ascolta poco più in là, sorride soddisfatto: «Ha i piedi per terra – assicura – può arrivare lontano». Intorno, tantissimi ragazzi. Gentile li vorrebbe tutti in marcia: «Lo sport aiuta a crescere, la Don Milani è nata per questo» racconta. Lungo il percorso, mamma Flora nasconde gli occhi sotto lenti scure: «Non sappiamo ancora che cosa stia succedendo, è una gioia senza fine». Stessa emozione per Papà Enzo: «Come trovarsi sotto un temporale improvviso - dice -, è tutto straordinariamente bello». Poi dispensa saggezza: «Mi dicevano di lasciar perdere, che Singapore è lontana, io ho risposto che non ci si può fermare per paura». Anna, naturalmente la pensa come lui. Il tuffo nel vicolo, cinque cerchi, bandiere e palloncini sospesi fra un balcone e l’altro, è il preludio al gran finale serale, in piazza. Musica, filmati, ricordi, futuro, il saluto della città (c’era il sub commissario Maria Luisa Ruocco): e martedì premiazione in municipio per mano del commissario Antonio Paglialonga. La marcia di Anna Clemente, 16 anni, da Singapore a Laterza.