La ritrovata unità degli allevatori del cavallo murgese è senz’altro uno dei più importanti traguardi raggiunti nel corso della seconda edizione del concorso interregionale di Noci, nel quale oltre la metà provenivano da Laterza, Mottola e Martina Franca. Gli acquirenti, però, sono arrivati da tutta Italia evidenziando il crescente interesse del mercato nazionale per una razza che fino a qualche anno fa sembrava destinata all’estinzione. Sulla spinta della ritrovata unità, ottenuta anche con l’intervento del direttore generale dell’Associazione italiana allevatori (Aia) Paolo Scrocchi e del vice presidente Stefano Genco, di certo il cavallo murgese potrà percorrere altra strada. Al termine dei quattro giorni di mostra interregionale e di mercato concorso tenutosi a Noci nel week end, gli allevatori hanno deciso di ricompattarsi in un’unica struttura. “L’obiettivo è l’ottimizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione Puglia per proseguire nel miglioramento genetico della razza murgese”, ha evidenziato Vito Surico che è il direttore dell’Apa di Taranto. Fortissimo è l’interesse tanto è che da La Spezia, per esempio, sono arrivati cavalieri e amazzoni specializzati nel cavallo murgese. Ma lo spettacolo equestre che ha lasciato il foltissimo pubblico a bocca aperta è stato quella dell’amazzone (arrivata da Roma) rizzata in piedi su due cavalli in corsa. Non solo tecnica ma altamente spettacolare, dunque, la manifestazione ad ingresso gratuito che ha attirato oltre un migliaio di visitatori nel foro boario di Noci. Una sorta di “palazzetto dello sport” ma riservato alle attività degli animali, ecco come potremmo definire questa struttura per chi non l’ha mai vista e qualcosa di simile si spera possa sorgere presto a Martina Franca, in sostituzione della vecchia struttura destinata ad altro uso. In totale sono stati 36 gli allevatori di Taranto e di Bari che hanno partecipato al mercato concorso di Noci, presentando 91 equini di razza murgese e 11 asini di Martina Franca. Tutti animali di altissimo valore genetico, morfologico e funzionale. Da non dimenticare, infatti, che gli allevatori assistiti anche dall’Istituto Regionale Incremento Ippico di Foggia stanno svolgendo un lavoro selettivo molto rigoroso. A tutti gli stalloni viene inserito il microchip e, dal 1997, tutti gli animali vengono sottoposti all’indagine del DNA, che oltre a consentire l’identificazione degli animali permette anche di accertare la parentela. I primi classificati a Noci sono stati i cavalli: maschi Rubens di Rosa Pappalardo (Mottola) e Roger di Pasquina Netti (Crispiano), femmine Rovella e Rivolta di Angelo D’Onghia (Mottola). Per gli asini: maschi Romeo e Rocco di Pasquina Netti (Crispiano), femmine Rucola di Andrea Novembre (Mottola) e Ribes di Angelo Capurso (Laterza).