La città di Laterza in rete

L'area occidentale della provincia di Taranto ha scoperto la "ricchezza" del tessile. In che maniera? Attraverso l'investimento di produttori locali, nazionali e internazionali, che operano nel settore da anni. Un esempio concreto, e recente, è rappresentato da Mottola, che da qui a breve, nella sua aerea industriale (a soli duecento metri dall'uscita dell'autostrada), ospiterà l'insediamento dell'azienda bergamasca Albini. Attraverso un sostegno di Sviluppo Italia (partecipa col 20% al capitale sociale), nella zona Pip di San Basilio, nascerà il Centro Tessitura di Mottola-Cotonificio Albini, ovvero un impianto industriale per la produzione di tessuti per camiceria d'alta qualità. In questo caso il programma di investimenti ammonta a circa 15 milioni di euro e impiegherà a regime 180 addetti. A riguardo, sono già partite le selezioni di un certo numeri dei potenziali occupati, attraverso il monitoraggio realizzato dall'Adecco di Taranto. «Gli investimenti - precisa Sviluppo Italia - si avvalgono dei benefici previsti dalla legge 181/89, per la reindustrializzazione delle aree di crisi siderurgica». Per Mottola si tratta di una nuova via di sviluppo. Lo conferma il sindaco Giovanni Quero, che assieme alla giunta ha accelerato il più possibile le pratiche per l'assegnazione e il possibile utilizzo dei 6 lotti della zona industriale, che ospiterà un investimento costato circa 15 milioni di euro. «Il dato positivo - evidenzia il primo cittadino mottolese - è che le unità lavorative sono unicamente di Mottola e del circondario locale». Dalla fase burocratica si è già passati a quella realizzativa, attraverso il montaggio dei macchinari. Mentre nel 2004 è previsto l'inizio della produzione tessile. Nella parte occidentale, restando nella produzione della stoffa, c'è un'azienda che evidenzia già risultati positivi da tempo. Parliamo dell'insediamento fatto a Laterza, da parte di Natuzzi, che approfittando della snellezza burocratica attuata dalla Giunta-Cristella, ha impiegato circa 400 addetti, impegnati in una produzione diversificata. Sempre a Laterza, sta per insediarsi un'altra azienda del settentrione, la Babini, pronta a garantire l'impiego di circa 200 addetti per la costruzione di macchinari finalizzati a meccanica e arredamento. Sono tutti chiari ed inequivocabili segnali di come aree attrezzate ed a costi accessibili, burocrazia rapida e che non costituisce un ostacolo, la disponibilità di servizi possono costituire fattori di sicuro interesse per gli imprenditori. Sul versante occidentale, però, gravano ancora la carenza di strade di collegamento con l'autostrada e altri disagi nei collegamenti.



» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
» Autore: Alessandro Salvatore
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