Le news di LATERZA.ORG http://www.laterza.org Le ultime news dal portale Laterza.org it Perla Studio s.n.c. La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Agricoltura, è allarme continuo «Molte aziende rischiano di chiudere»]]>
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«Parole tante, soprattutto sotto elezioni, poi, al momento di operare, intoppi e cavilli la fanno da padrone: e i problemi della nostra agricoltura si espandono, sempre più gravi»: Paolo Giannico, vice presidente della Coldiretti di Laterza e presidente provinciale di Agrimercato, lancia l’ennesimo grido di allarme. «Comincia a mancare l’aria, molte aziende in difficoltà si chedono se non sia il caso di chiudere, e alcune, in effetti, lo stanno già facendo». Nel mirino le istituzioni. La Regione soprattutto. Un esempio: «Per gli aiuti in regime “de minimis” destinati alle aziende del settore primario in crisi - dice Giannico - c’è da tempo il sì della commissione europea, c’è pure il provvedimento nazionale che lo ha di fatto recepito attraverso decreto del ministro Zaia, ma alla Regione Puglia si è ancora fermi alla individuazione dei criteri di assegnazione». Tempi estenuanti, insomma, anche per quei piccoli interventi che «avrebbero l’effetto di una vera e propria boccata di ossigeno - spiega il vice presidente della Coldiretti laertina - per molti produttori alle prese con mutui, scadenze e pagamenti arretrati vari che sommano disagio a disagio: chi è in difficoltà, lo è sempre di più, se è vero che a molte aziende zootecniche sta già venendo meno la fornitura di materie prime per alimentare gli animali». Appunto: «Vendere gli animali, o chiudere». Mentre altre battaglie infuriano (il latte, per qualche centesimo in più).
E, come se non bastasse - insiste Giannico - «al mancato riconoscimento dello stato di calamità per il 2009, a pratiche regolarmente istruite dall’Ispetto - rato provinciale agricoltura, si aggiunge l’impossibilità per molte aziende non in regola con i pagamenti, e comunque in crisi, di accedere ai prestiti agevolati per le calamità 2002-03». E’ il danno che si aggiunge alla beffa. A queste aziende però – aggiunge Giannico – tocca il 10% dell’importo potenziale, la parte cioè relativa agli interessi connessi alla partecipazione statale ai prestiti non ottenuti: «Bene, soltanto l’altro giorno, la Provincia ha riconsegnato a mano, in Regione, gli elenchi, rivisti, degli aventi diritto: burocrazia infinita, sperando finisca qui». No, non si respira, ripete Paolo Giannico, al colpo di spillo finale: «La determina provinciale riguardante l’ultimo elenco delle aziende joniche che hanno subito danni alle strutture per l’alluvione 2003, è stata inoltrata in Regione il 5 maggio scorso: ad oggi non risulta sia stata ancora consegnata all’ufficio liquidatore, qualche stanza più in là».
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Thu, 29 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Fornelli in festa ed è arrosto per tutti]]>
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L’hanno chiamata “Fornelli in festa”, e punta a rilanciare in punta d’estate il “luogo” principe della gastronomia “veloce” di Laterza. Quel luogo cioè che, nel lessico paesano da sempre usato nell’accezione di contenente per il contenuto (espressione massima di metonimìa applicata al “gusto” che fa tipicità e tradizione) sintetizza una serie infinita di delizie allo “spiedo”. Allora: E’ stata fissata al 29 agosto, con la stagione vacanziera all’epilogo in cerca di “botti” finali, la prima edizione d’«U furnjidde», l’arrosto laertino spiegato (e servito) a turisti e visitatori a caccia dei sapori, più o meno nascosti, dell’entroterra.
Ma non solo: l’iniziativa vuole essere momento diretto, non mediato, per rafforzare antiche abitudini degustative e per tener viva la memoria delle estati a venire. E’ stata promossa e organizzata dall’Associazione Macellai di Laterza (ne fanno parte Scottadito, Varegliano, Mille Idee, Catapano, Tamborrino, Cellaro, Rizzi, Italia, Verdano, Colacicco & Bruno, Parisi), e si svolgerà, a partire dalle 20,30, negli ampi spazi di Viale Europa: al centro sarà allestito un grande stand con due “foconi” (versione itinerante dei fornelli costruiti da mani sapienti nelle rosticcerie del paese) destinati al centellinato “rosolamento”, mentre lateralmente saranno disposti tavoli e sedie per una comoda e concentrata consumazione. Punti di somministrazione provvederanno a distribuire, ai visitatori muniti di appositi ticket, fumanti salsicciotti da accompagnare, irrinunciabilmente, con fragranti fette del pane di Laterza. Ad allietare la lunga serata ci penseranno artisti di strada, giocolieri, trampolieri e il Gruppo folcloristico Città di Palagianello. Festa d’estate con fornelli al seguito, a un passo dal grande rientro.

» Sito ufficiale dell'Ass. Macellai di Laterza
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Thu, 29 Jul 2010 09:00:00 GMT
, Nicola Natale <![CDATA[A Castellaneta stop alla sofferenza psicologica]]>
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Curare un paziente significa curare anche la sofferenza psichica determinata dalla sua malattia. Su questo assunto è partito nel Marzo del 2009 il progetto “Oltre la cura …il riconoscimento” che affianca l’assistenza psicologica ospedaliera alla cura delle patologie in senso stretto. Un successo dell’Ospedale di Castellaneta ottenuto grazie alla motivazione dalla dr.ssa Domenica Caforio, dirigente psicologo, alla collaborazione esterna di psicologi tirocinanti, ai volontari di Avuls, Pastorale della Salute e Unitalsi. E naturalmente della Dirigenza Asl, del Dr. Remo De Carne, dirigente della Struttura Complessa di Medicina Interna e del dr. Antonio Rinaldi, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica, senza la cui approvazione e collaborazione il progetto non sarebbe mai potuto essere realizzato. I risultati sono stati straordinari, specie con i pazienti oncologici. I metodi utilizzati sono quelli classici della psicologia (colloquio clinico, test, riabilitazione, psicoterapia) ma i punti di forza sono stati il coinvolgimento della famiglia come sistema e come risorsa e l’utilizzo del gruppo di pazienti come risorsa terapeutica umana. Lo scopo finale pienamente raggiunto è stato l’accettazione del percorso di cura, il sostegno reciproco che gli ammalati hanno iniziato a darsi. Il nascere di nuove amicizie suggellato da una festa auto-organizzata, il ritorno della gioia di vivere, pur nella persistenza della malattia. La psicologia clinica inoltre ha aiutato a dissotterrare i tesori sepolti delle esperienze personali fornendo ulteriori nuove prove alla teoria di Dominique Lapierre, autore della Città della Gioia, circa lo straordinario che è in ogni vita. La psicologia in Ospedale non è una novità e nemmeno una sperimentazione, è il risultato dell’approccio bio-psico-sociale che viene man mano a sostituirsi a quello biomedico. Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica tra le caratteristiche di qualità degli Ospedali la collaborazione di uno psicologo nella pratica quotidiana di Reparto. Lo dice il nuovo Piano Regionale della Salute, pur stravolto dai tagli. Questo è tanto più vero nei pazienti oncologici, così come nei pazienti che devono affrontare altre malattie invalidanti e di difficile cura. La malattia oncologica viene paragonata ad un fulmine. L’immaginario collettivo rabbrividisce alla parola cancro. I progetti di vita personali ne escono ridimensionati. La prova esistenziale è sconvolgente ed impatta su tutti gli aspetti della vita: dal rapporto con il proprio corpo agli affetti, alla professione. E questo nonostante gli indubbi progressi raggiunti dalla medicina e l’ottimo livello di cure raggiunto dai dipartimenti di Medicina ed Oncologia di Castellaneta. A queste si è aggiunto il supporto psicologico, la creazione di gruppi espressivo-supportivi di provata validità non solo in ordine alla sofferenza psicologica dei pazienti - aspetto finora ingiustamente trascurato - ma anche rispetto allo stesso decorso clinico della loro malattia. Con qualità della vita in netto aumento, anche negli esiti infausti. La prossima sfida è aggiungere l’arte terapia come supporto psicologico alle donne con carcinoma mammario, in un miglioramento continuo degli approcci terapeutici che ri-umanizza il percorso di cura all’interno dei nostri Ospedali. (worldpress)
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Wed, 28 Jul 2010 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[E’ ufficiale, Stano e Lopane i candidati Pd alle primarie]]>
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Trionfo dell’autonomia.
Martedì sera, sezione Pd affollata, discorsi appassionati, nominati i candidati sindaci per le primarie di coalizione da tenersi in autunno se gli altri partiti avranno loro candidati da sostenere.
I nomi che il Pd ha scelto sono quelli che tutti si aspettavano, Gianfranco Lopane e Sebastiano Stano. Il primo alla sua prima esperienza politica, il secondo già assessore e già candidato alle provinciali. Il primo faccia nuova, in risposta a una richiesta di popolo, il secondo uomo di esperienza e di vasto elettorato personale.
Gli analisti locali della vita dei partiti hanno messo in evidenza una qual prematurità del mettere in piazza i nomi del partito. In una seduta presieduta dal coordinatore Franco Cantore e dal “piccolo Seneca laertino” com’è il suo nomignolo in Facebook, Leonardo Matera, ha spiegato la doppia nomination un ex segretario del Pci, quando il Pci era un partito monolite dopo discussione interna, Franco Azzarano: designando i nostri candidati con tanto anticipo, ha detto Azzarano, abbiamo messo al riparo l’autonomia del partito da interferenze oligarchiche, cioè dei “superiori” della federazione. Su questo tema hanno anche convenuto altri oratori, dall’ex sindaco Vito Cassano, all’imprenditore Giovanni Matera, ad un altro ex segretario Pci, Angelo Castria. I due designati hanno declamato il loro indefettibile amore per il partito. Alcuni danno un significato anche ai silenzi di due che son soliti prendere la parola, Tony Gallitelli e Antonio Chisena. La sezione presenterà i suoi candidati in questi giorni.
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Thu, 22 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Antonella De Biasi <![CDATA[«A come amore» di Michele Pacciano domani a Ginosa Marina la presentazione]]>
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Si può sorridere o, meglio, ridere dell’handicap? E’ una delle domande alle quali si intende dare una risposta domani al Parco comunale di Marina di Ginosa alle ore 19.00, dove alla presenza dell’autore il giornalista Michele Pacciano sarà presentato il suo libro “A come amore, l’handicap raccontato a mia madre”, secondo appuntamento della rassegna “Cultura al Parco” che si svolge in un bellissimo e suggestivo scenario. A cura di Domenico Savino, la manifestazione è promossa dall’Ammini - strazione comunale di Ginosa. Partecipano l’assessore ai Servizi Sociali Stefano Notarangelo, in rappresentanza del sindaco di Ginosa, Montanaro, e la dott.ssa Clemy Pentassuglia dell’ Osmairm di Laterza. Modera un altro “professionista” dell’informazione locale: Stefano Giove, direttore de La Goccia, il giornale di Ginosa che vanta ormai una storia di 18 anni.
Michele Pacciano professionista dal 1995, laureato in giurisprudenza, collaboratore di diverse testate giornalistiche e televisive, è un appassionato di storia del Medio Oriente. Si occupa della questione israelo-palestinese ma soprattutto di temi sociali legati all’handicap. Una realtà che vive in prima persona e che lo ha portato a scrivere questo favoloso capolavoro ricco di aneddoti. L’handicap viene usato da Michele come un mezzo per osservare gli altri e per osservare quel pezzo di mondo in bilico fra la Puglia e la Basilicata che è la provincia di Taranto. Una storia quella di Michele bella e che vale la pena di essere conosciuta e apprezzata anche e soprattutto dal “mondo” dove egli, spostandosi fra Bari, Roma e Tel-Aviv, lavora e vive, ovvero il mondo giornalistico.
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Wed, 21 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Angelo Loreto <![CDATA[«Luoghi del mito» 12 milioni per 7 Comuni]]>
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Il Gal "Luoghi del Mito", l'ente regionale di sviluppo che comprende i Comuni di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola, Palagianello e Palagiano, ha approvato il Piano di sviluppo locale che prevede investimenti per 12 milioni di euro da destinare ad attività nel versante occidentale della provincia fino al 2013.
Il nuovo piano mira a dare continuità al lavoro avviato con la precedente esperienza “Leader plus”, ovvero dare sostegno ed impulso all'economia locale anche con progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale. Le linee strategiche toccano diversi aspetti dell'economia rurale: dal recupero del patrimonio storico-culturale alla incentivazione delle attività turistiche, dall'impulso alla creazione di agriturismo e fattorie didattiche ai servizi sociali soprattutto per le fasce deboli (per donne e giovani).
In attesa di sottoscrivere il protocollo d'intesa con la Regione e di poter pubblicare i primi bandi di finanziamento rivolti ad imprese ed enti pubblici, il gruppo di lavoro del Gal, coordinato dal direttore tecnico Daniel Dal Corso, ha già da tempo avviato un'attività di divulgazione dei contenuti del nuovo progetto per la programmazione 2007-2013. Inoltre, considerata la ferma volontà del consiglio di amministrazione del presieduto da Paolo Nigro di dare massima trasparenza a tutte le attività, sul sito internet www.luoghidelmito.it   e agli albi pretori dei comuni aderenti, sono stati pubblicati due avvisi pubblici, uno per la costituzione di un albo fornitori, l'altro per l'istituzione di una short list di consulenti, tecnici ed esperti.
Per entrambi, le domande di iscrizione devono essere inviate a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all'indirizzo Gal Luoghi del Mito scarl, Via Massimo D'Azeglio n. 13, 74017 Mottola (TA) entro e il sessantesimo giorno consecutivo alla data di pubblicazione dell' avviso (13 settembre 2010). Info agli uffici del Gal, tel. 099.8866021, fax 099.8865296, e-mail info@luoghidelmito.it 
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Wed, 21 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza <![CDATA[Carico di cocaina a Laterza]]>
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Ingoiò 15 grammi di cocaina per cercare di rendere meno “pesante” la sua situazione. Ma rischiò di morire.
Il giudice per l’udienza preliminare Pompeo Carriere ha condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione Cosimo Sangiorgio, il 31enne di Laterza arrestato dai carabinieri nel dicembre del 2009, soccorso dai sanitari del carcere di via Magli nelle ore immediatamente successive all’arresto.
Sangiorgio era stato fermato qualche ora prima da una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castellaneta. I militari, guidati dal capitano Alfredo Beveroni e dal maresciallo Antonio Barnabà, hanno incrociato l’uomo mentre, insieme con un amico, Luigi Larato, operaio incensurato di 29 anni sempre di Laterza, si aggirava con fare sospetto per le strade della periferia del paese.
Al controllo dei carabinieri, i due occupanti della vettura hanno reagito con fare estremamente equivoco, tradendo grande nervosismo.
I militari non hanno mangiato la foglia e hanno immediatamente chiesto di procedere alla perquisizione del mezzo. Controlli approfonditi sono stati effettuati anche ad dosso agli stessi soggetti.
I militari, al termine degli accertamenti, hanno trovato addosso a Larato alcuni involucri contenenti 5 grammi di hashish. In tasca a Sangiorgio, invece, c’erano 700 euro in contanti ed assegni postdatati per un valore di circa 12.000 euro.
A quel punto era chiaro che i due uomini nascondessero qualcosa di losco. I militari della pattuglia hanno così de ciso di estendere la perquisizione anche alle abitazioni dei due fermati e, presso il domicilio di Sangiorgio, sono stati ritrovati, nascosti in un ripostiglio ricavato in sottoscala, 185 grammi di cocaina pura avvolta in più strati di cellophane. Non è ancora chiaro quando l’uomo abbia inghiottito la cocaina. Al termine della perquisizione a casa di Sangiorgio, i due malfattori sono stati accompagna ti in caserma per completare gli accertamenti e, subito dopo essere stati dichiarati in arresto, sono stati condotti in carcere a Taranto dagli stessi carabinieri che li avevano fermati solo qualche ora prima.
Una volta arrivato in carcere, però, Sangiorgio ha iniziato a sentirsi molto male e, soccorso dai sanitari della struttura penitenziaria, è stato costretto ad ammettere che alcune ore prima, alla vista dei carabinieri che stavano per controllarlo, aveva ingerito un involucro contenente 15 grammi di cocaina. L’intervento del personale sanitario ha permesso di recuperare l’involucro ingerito e di salvare l’uomo.
Cosimo Sangiorgio, difeso dall’avvocato Salvatore Magg i o, ha preferito definire ieri la sua posizione, facendosi giudicare dal gup Pompeo Carriere con il rito abbreviato.
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Tue, 20 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Nuovo campanile per Santa Maria]]>
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Santa Maria la Grande, la più antica chiesa di Laterza detta anche dell’Assunta, si appresta ad avere un campanile tutto nuovo. Sarà eretto nello stesso spazio in cui, quattro anni fa, fu “tagliato” ed asportato quello, in cemento armato, innalzato e poi bloccato (il classico colpo in un occhio) quarant’anni prima. Sarà alto 10 metri e 60 centimetri, contro i 15,46 del precedente e, soprattutto, sarà realizzato in muratura: «Utilizzando tufo di esclusiva provenienza locale» dice alla “Gazzetta” l’ingegnere Mario Mele, tecnico progettista. Dell’evento si è parlato ieri mattina in Provincia, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno fra gli altri partecipato l’assessore alle Politiche comunitarie Umberto Lanzo, il consigliere ed ex sindaco di Laterza Giuseppe Cristella, il sub-commissario del Comune laertino Maria Luisa Ruocco e Maria Teresita Galeota, vice presidente del Consiglio provinciale. «Un atto di continuità nell’ambito dell’iter avviato nel 2006, a livello comunale» spiega l’ex sindaco Cristella, sottolineando il sostegno della Provincia ad un’opera che si avvia a concretarsi in tempi relativamente brevi (tante le autorizzazioni richieste) e a costi di vero contenimento: 12mila euro circa (3mila «coperti», metà a testa, da Provincia e Comune). All’importo complessivo ci sarebbe da aggiungere la «manodopera», che sarà invece offerta a titolo gratuito dall’impresa edile di Mario Montrone, maestro muratore laertino e presidente del Comitato della Madonna del Carmine, che alla chiesa dell’Assunta fa riferimento: «Un segno di devozione». Avvio dei lavori entro luglio.
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Fri, 16 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Oggi la festa del Carmine]]>
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In processione serale per le vie del paese, dalla chiesa dello Spirito Santo fino a quella di Santa Maria la Grande, con celebrazione eucaristica all’aperto all’arrivo e concerto dell’Orchestra Lucana e del LaterChorus diretti da Vincenzo Perrone a seguire. Batte oggi il «cuore» della festa, nel mezzo dei tre giorni dedicati alla Madonna del Carmine; giorni in cui la fatica artigiana si ferma per fede e devozione. Ieri grande Fiera in viale Europa, domani sera, in piazza centrale, appuntamento musicale con i «Concetto Logico», i ballerini della Hollywood Dance e, direttamente da Sanremo 2010, l’attesissimo Fabrizio Moro.
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Fri, 16 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Antonella De Biasi <![CDATA[Abusivismo commerciale a Ginosa e Laterza scatta la mobilitazione]]>
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I presidenti delle delegazioni comunali di Confcommercio di Ginosa, Giuseppe Mele, e di Laterza, Luigi Traetta, scrivono alle forze dell’or - dine e ai sindaci dei comuni di Castellaneta, Ginosa e Laterza «per richiedere un incontro per discutere delle iniziative da mettere in campo per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale».
La piaga dell’abusivismo, presente soprattutto nel commercio ambulante, durante l’estate assume dimensioni davvero preoccupanti - segnalano i presidenti delle delegazioni - soprattutto nelle zone balneari». Qui «si crea una forma di pericolosa concorrenza tra commercianti in regola ed abusivi presenti in ogni spazio pubblico disponibile. La mancanza di regole e di controlli favorisce, inoltre, il dilagare di un altro fenomeno: l’avvio di attività e di nuovi esercizi commerciali, omettendo di presentare la comunicazione di inizio attività, percorso seguito da soggetti privi dei requisiti imposti dalle normative vigenti».
«Nonostante le ripetute denuncie della nostra associazione ai vari organi di controllo, notiamo che - affermano Mele e Traetta - nei confronti dell’abusivismo commerciale persiste troppa tolleranza». Improcrastinabile dunque un incontro con i soggetti competenti, in considerazione anche della situazione di illegalità diffusa che caratterizza le zone balneari.
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Thu, 15 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Chiesa dell’Assunta c’è un progetto per rifare il campanile]]>
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L’ultimo pilastro fu «tagliato», sollevato e asportato il 17 gennaio di quattro anni fa, momento conclusivo di una vero e proprio intervento chirurgico, durato più di una settimana: la torre campanaria in cemento armato costruita, per iniziativa spontanea (generosa e maldestra insieme) di maestri muratori locali intorno alla metà degli anni '60 a fianco della chiesa dell'Assunta, la più antica della città (1112, fondata da Matilde, moglie di Alessandro, conte di Matera), unica sopravvissuta dell’insediamento abbaziale omonimo, era stata finalmente rimossa. Sotto gli occhi attenti di don Antonio Rizzi, allora parroco di Santa Maria la Grande (l'Assunta), e con grande sollievo dei componenti del Comitato della Madonna del Carmine, che all'antica chiesa fanno riferimento e che, con il sostegno dell'Amministrazione comunale, avevano fortemente voluto il "colpo di spugna": fu la stessa impresa di Mario Montrone, maestro muratore e ancora oggi presidente del Comitato Madonna del Carmine, ad affiancare il “team” chirurgico. Intervento complesso. Per evitare dan neggiamenti alla chiesa e agli edifici circostanti - spiegò Mario Mele, ingegnere progettista e direttore dei lavori -, la demolizione “controllata” non fu eseguita mediante percussione e conseguente distruzione dei singoli elementi, bensì attraverso il taglio e la successiva asportazione degli stessi: prima la cupola, poi il solaio sottostante, di seguito il gruppo delle campane, infine, a scendere, i pilastri di sostegno dei diversi livelli-solaio. In coda, per una volta, la notizia: questa mattina, in Provincia, presenti fra gli altri l’assessore alle Politiche comunitarie Umberto Lanzo, il con sigliere Giuseppe Cristella, all’e poca sindaco laertino, il commissario straordinario del comune di Laterza, Antonio Paglialonga e il tecnico progettista Mario Mele, proprio mentre il paese festeggia (da oggi, giorno di fiera, fino a sabato) la Madonna del Carmine, sarà presentato in conferenza stampa il progetto relativo alla ricostruzione del campanile dell’As - sunta. Ri-costruzione, appunto. Anche se il campanile pre-cemento, verosimilmente ottocentesco (la chiesa ha subìto nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti), pare non abbia lasciato traccia alcuna.
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Thu, 15 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, La Gazzetta del Mezzogiorno <![CDATA[Notte delle «Stelle e dintorni»]]>
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Oggi primo di tre appuntamenti all’Oasi della Gravina di Laterza (gli altri incontri il 10 e al 14 agosto). Raduno alle 21,45 al centro visite della Lipu, in località Selva San Vito. Una breve escursione a piedi prima di ammirare costellazioni e pianeti insieme all’astrofila Mimma Colella. Al rientro cena al chiar di luna a base di prodotti tipici locali. Prenotazioni entro la tarda mattinata (339.3311947).
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Sat, 10 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[«Io candidato Pd ma con le primarie»]]>
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«Nessuna fuga in avanti, nessuna scorrettezza, anzi: un contributo alla riflessione e alla chiarezza, in un momento in cui c’è davvero bisogno».
Sebastiano Stano torna sulla “disponibilità” a guidare il centrosinistra alle comunali della prossima primavera, annunciata qualche sera fa in un’assemblea pubblica del Pd laertino (era presente anche l’assessore regionale Michele Pelillo). «La mia dichiarata disponibiltà non preclude la strada ad alcuno - dice -, può servire al contrario da stimolo perché altre disponibilità si manifestino e perché, in un clima di confronto sereno si arrivi ad una candidatura espressione di un progetto condiviso». Poi l’ex consigliere Sdi approdato al Pd in occasione delle ultime Regionali indica la strada per arrivarci: «Si facciano le primarie, primarie di coalizione, ampie, allargate il più possibile, percorso trasparente, democratico, serio: chi vince è candidato, gli altri restano in campo, punti di forza del progetto comune». In ogni caso, Pd scosso.
A Stano è stato contestato il “metodo”, più che la sostanza: la “disponibilità” annunciata in un’assemblea pubblica e non pre-partecipata al comitato dei “saggi” a cui nel frattempo era stata affidata la gestione provvisoria del circolo cittadino, ha avuto l’effetto del sasso nello stagno. L’interessato smorza le polemiche, sdrammatizza e richiama all’unità di intenti, irrinunciabile: «Il mio è stato un gesto di spontaneità che nulla toglie al dibattito in corso – spiega Sebastiano Stano -, così il partito fa un passo avanti, alla luce del sole: la gente vuole capire». Da qui la proposta-percorso: «Primarie larghe, primarie e programma subito».
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Tue, 6 Jul 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Omaggio in musica a una terra e alla sua memoria]]>
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In "Grancassa", Laterza va in marcia. Chiudendo gli occhi, mentre il cd scorre e la musica incalza, sembra che, nella mente, il giorno della festa riaffiori con suoni e colori e la banda, onda ancestrale, in processione scandisca lo spazio e il tempo. Sembra di vederla, la banda, mentre aspetti che ti passi davanti, tutto intento a incrociare le dita perché non smetta di suonare, come quasi sempre accade. O mentre, dalla volta a cupola della cassa armonica, l'«aria» si espande nel vociare lontano, e vicino, della piazza. "Grancassa" (Farelive, Matera) è il titolo dell'album dell'Orchestra "Fiati insieme" dedicato alla "banda" da musicisti e compositori apulo-lucani da sempre legati alle sonorità di una terra che mette insieme, al di qua e al di là di della linea immaginaria che segna il confine fra le due regioni, culture così diverse e così uguali. "Laterza", marcia scritta da Vincenzo Perrone, clarinettista laertino, compositore e direttore d'orchestra, docente al conservatorio "Duni" di Matera, guida artistica dell'Orchestra Lucana, il 2 giugno scorso insignito del titolo di Cavaliere in prefettura a Taranto, ha - lo svela lo stesso autore - «una melodia costituita da un intervallo predominante: "La terza", in alcuni casi con il ritardo de "la terza" e a volte sostenuta con accordi in primo rivolto, cioè con "la terza" al basso e così via». Un omaggio alla città e alla banda, da cui Vincenzo Perrone musicalmente proviene: «E' stata la voglia di cimentarmi da compositore con una delle prime forme musicali d'insieme con cui ho avuto a che fare circa trent'anni fa, a stimolare la creazione di questo brano» spiega Perrone. "Grancassa", titolo «simpatico, sfrontato e diretto» per una produzione che presenta come novità «l'abbandono delle categorie storiche dello stile» scrive invece Nicola Samale, che con Perrone e Rocco Debernardis dirige i "Fiati insieme" nella preziosa raccolta. Un «gioco sonoro, un'effusione frenetica o discreta dell'animo e del sentimento» la definisce Samale, in risposta a un certo «seccante catalogare della critica»: perché «oltre che architetto alla ricerca dell'ordine e della chiarezza, il musicista è soprattutto un essere umano, ansioso di comunicare e condividere". Undici le composizioni proposte, scritte da Giacomo Desiante (Mitja, Lucania, World March), Walter Farina (Carmela, Raimondo), Albino Gentile (Soave '900, Rotiana), Vincenzo Perrone (Laterza, Inno) e Nicola Samale (Ionica, Gaia Scienza). Il cd e la musica scorrono ancora. Chiudendo gli occhi, sembra di vederla, la banda.
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Sat, 19 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Randagismo, ecco i dati dell’impegno comunale]]>
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Le richieste di adozione (incentivata) sono in effetti pochissime, ma il numero dei cani sterilizzati e microchippati è rilevante. Lo scrive in una nota il responsabile del Settore 5 (Vigilanza, Traffico e Igiene urbana) del Comune, il comandante della Polizia municipale laertina Paolo Larizza, a precisare e a integrare in merito a quanto riportato nei giorni scorsi in un articolo della Gazzetta sul canile-rifugio di contrada Difesella. E, più in generale, a sostenere la «significativa azione di contrasto nei confronti del randagismo sul territorio comunale» messa in atto in questi anni dal Comune di Laterza e dai Servizi sanitari Asl.
«Le microchippature effettuate nel corso dell'anno 2009 e fino a maggio 2010 - spiega il dottor Larizza - ammontano a circa 150», mentre sono stati 49 (35 di sesso femminile, 14 di sesso maschile) i cani sterilizzati, 61 quelli vaccinati e 78 quelli sottoposti a visita medica nel periodo aprile-settembre 2009, durante il quale, a fini preventivi, sono stati effettuati anche 11 prelievi di sangue. E se è vero che il canile è impossibilitato a «consentire ulteriori ricoveri» perché sovraffollato (340 i cani custoditi, a fronte dei 280 autorizzati), con conseguente, riconosciuta riduzione del grado di vivibiltà all'interno del rifugio, è altrettanto vero che i dati potevano essere ben altri: «La sostanziale bontà delle azioni messe in campo sia dal Comune che dai Servizi Veterinari della Ausl - si legge - è ulteriormente confermata dalla stabilità del numero di cani custoditi presso la struttura da oltre un anno e da una sensibile riduzione del numero degli abbandoni». In quanto al «problema delle aggressioni da parte di cani randagi di animali di allevamento», che aveva portato alcune settimane fa ad un'apposita ordinanza del commissario straordinario Antonio Paglialonga, il comandante Larizza precisa che il problema, «comunque limitato ad alcuni casi all'anno, è riconducibile ad un fe nomeno che sicuramente supera i confini comunali».
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Wed, 16 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Canile comunale stop ai ricoveri]]>
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Canile comunale impossibilitato "a consentire ulteriori ricoveri", vivibilità ridotta ai limiti sopportabili. Proprio, come si dice, una vita da cani (e c'è chi se la passa peggio). Un'ordinanza del commissario prefettizio Antonio Paglialonga, partendo dall'aggressione compiuta da cani randagi, in località Matine, nei confronti di alcuni animali di privati cittadini, aveva qualche settimana fa richiamato le misure già predisposte dal Comune, in intesa con il Servizio veterinario Asl, per "contenere" il fenomeno del randagismo. Misure che vanno dall'incentivazione economica per l'adozione di cani ospitati nel rifugio municipale, alle operazioni di microchippatura e di sterilizzazione gratuita dei cani di proprietà, assicurate dalla stessa Asl tarantina, passando per azioni repressive (sanzioni a chi non osserva le normative vigenti) e per altre più "culturali" (campagne di sensibilizzazione contro l'abbandono).
Bene, la situazione non tende a migliorare: il rifugio di contrada Difesella scoppia (340 cani ospitati a fronte dei 280 autorizzati), e i tentativi per "ridimensionarlo" sfiorano il nulla di fatto. Pochissime sia le domande di adozione (cinque o sei, dicono in municipio, sia le sterilizzazioni praticate su richiesta. Giova qui ricordare che l'adozione "incentivata", deliberata il 31 luglio scorso dall'amministrazione comunale allora in carica, prevede un contributo annuo di 200 euro per ogni cane adottato e per i successivi due anni, da assegnare a quanti, singoli cittadini o associazioni animaliste, ne facciano regolare richiesta. Lo stesso contributo è elevato a 220 euro per anziani che superano i 65 anni di età, persone disabili e soggetti che fanno ricorso alla pet therapy (terapia basata sul rapporto uomo-animale).
Al fine di evitare fenomeni speculativi o, peggio, di maltrattamento degli animali, l'importo del contributo viene incre mentato dopo i primi due anni: a partire dal terzo, e per tutta la vita del cane, l'incentivo passa a 220 euro (singoli cittadini e associazioni) e a 240 (anziani e disabili). Ma l'operazione non decolla, e i problemi aumentano: l'aggressione di cui si scriveva in apertura (i 6 cani interessati, su indicazione dell'ordinanza commissariale, sarebbero stati nel frattempo presi, sterilizzati, microchippati e rimessi in libertà) è una spia del fenomeno che rimane accesa. Intanto scadono il 24 giugno prossimo i termini per partecipare alla gara bandita dal Comune per la gestione biennale del canile-rifugio: apertura delle offerte il giorno successivo.
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Mon, 14 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, g. camp. <![CDATA[«La Puglia si veste d’azzurro agli Europei di Barcellona»]]>
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«Sono contento. Anzi, se ci ripenso, sono contentissimo». L’estate di Angelo Giliberto, presidente del comitato pugliese Fidal è di quelle roventi. Non tanto per le temperature, quanto per i risultati ottenuti dagli atleti.
La Puglia spopola sul versante atletica leggera. A tutti i livelli. Al punto che la Fidal nazionale ha acceso i riflettori su questa splendida realtà per cercare di capire le ragioni del successo.
«L’ultima chicca - spiega Giliberto, un passato da atleta agonista ricco di soddisfazioni - è la partecipazione agli Europei di Barcellona, dal 26 luglio al primo agosto, di Giovanni Tomasicchio nella 4x100, Daniele Greco nel salto triplo, Ottavio Andriani e Rosalba Console nella maratona».

La Puglia si veste d’azzurro?
«È un colore che si addice ai nostri talenti. Antonella Palmisano è chiamata a difendere l’Italia che marcia in campo internazionale. Come Anna Clemente e Leonardo Serra che ai trials di Mosca hanno ottenuto il lasciapassare per le Olimpiadi giovanili di Singapore, in programma dal 14 al 26 agosto».

Soddisfazioni, dunque, tante. E se volessimo vedere i ragazzi correre, saltare e marciare nella nostra regione?
«Gli appuntamenti non mancano. A luglio (7,18 e 22) appuntamento a Molfetta e Locorotondo con le gare su pista. A settembre, torna il meeting città di Bari. Poi, ci sono gli impegni delle società, finaliste nazionali: quattro in campo maschile e due in quello femminile».
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Wed, 9 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Carabinieri, civica benemerenza al maggiore Giovanni Naselli]]>
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Civica benemerenza a Giovanni Naselli, maggiore dei carabinieri: è stata consegnata nei giorni scorsi dal commissario prefettizio Antonio Paglialonga, con riferimento a quanto deliberato in febbraio dalla giunta Cristella, su segnalazione della locale Associazione dei Carabinieri “Nunzio Larocca”. «Cerimonia sobria, ma significativa» l’ha definita Paglialonga, leggendo, nell’auditorium comunale “Michele Giannico” le motivazioni che hanno portato al riconoscimento. Di madre laertina e padre castellanetano, nato quarant’anni fa a Piacenza, Giovanni Naselli ha frequentato il liceo scientifico al “Vico” di Laterza prima di intraprendere la strada che l’avebbe poi portato a bruciare i tempi nella Beneamata.
«Quegli anni mi hanno segnato positivamente la vita» ha detto il maggiore, ringraziando. «Insieme al tricolore porterò con me in Italia e nel mondo il gonfalone di Laterza, città in cui torno sempre volentieri e a cui mi legano affetti, ricordi e amicizie». Introdotta da Leonardo Pugliese, ex vicesindaco, si è svolta a seguire la presentazione del libro scritto a quattro mani da Cataldo Pantaleo, già comandante della locale stazione dei carabinieri, cittadino onorario di Laterza dal 2004, tarantino, e il giornalista Mirco Maggi: “Nome in codice, Ombra” (Laurus Robuffo, 2008). Racconta la storia del maresciallo dei carabinieri Sebastiano D’Immè, barbaramente ucciso il 6 luglio 1996 durante un'indagine sulla malavita, a Locate Varesino: aveva 31 anni ed era sposato da appena otto mesi. La testimonianza e il dolore del collega ed amico, Cataldo Pantaleo, hanno poi ispirato il libro: «E’ stato come rivivere quei giorni terribili – ha detto il capitano Pantaleo -, ma era doveroso far conoscere, soprattutto ai più giovani, Sebastiano D’Immè: come uomo e come carabilniere. Un esempio per tutti noi».
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Tue, 8 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Traffico interdetto ai bisonti della strada]]>
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Il provvedimento è (relativamente) datato, ma è opportuno tornarci su. Dal 23 aprile scorso, e «fino alla effettuazione delle necessarie attività tecnico manutentive mirate al ripristino delle condizioni di sicurezza secondo le vigenti previsioni normative», sul ponte di via Selva San Vito che collega i due costoni della gravina è sospesa la circolazione dei veicoli di peso superiore a 2,5 tonnellate.
L’ordinanza, uno dei primi atti del commissario straordinario Antonio Paglialonga, ha fatto un salto a ritroso di ben 7 anni per diventare tale: la nota che l’ha motivata è del 3 aprile 2003, trasmessa in municipio il giorno seguente, insieme alla copia degli elaborati relativi al monitoraggio del ponte in cemento armato indicato fra le opere strategiche regionali. Le conclusioni di quel monitoraggio (eseguito nel settembre 2002) evidenziavano, infatti, che «la struttura risulta inadeguata relativamente all’applicazione dei carichi prescritti dalla normativa attualmente vigente per i ponti stradali di prima e seconda categoria», e che, di conseguenza, «le situazioni di degrado riscontrate, comportano l’esigenza di procedere alla realizzazione di una serie di opere di manutenzione mirate all’impiego in sicurezza del manufatto».
Dopo quelle operazioni, si legge nell’atto del commissario Paglialonga, «nessun’altra attività tecnica è stata intrapresa né dal punto di vista delle auspicate manutenzioni, né da quello della effettuazione di ulteriori indagini diagnostiche sullo stato del manufatto e sulle evoluzioni, nel frattempo eventualmente intervenute, in relazione alle problematiche evidenziate». Da qui il provvedimento di cui si parla, adottato dal commissario con il supporto del parere favorevole del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, e “sentito” il comandante della Polizia municipale circa «l’esistenza di validi percorsi alternativi per il traffico di attraversamento».
Percorsi, e qui si va ancora più indietro nel tempo, già ampiamente sperimentati in applicazione della precedente ordinanza sindacale - la numero 65 del 9 dicembre 2000 - che, rimasta in vigore fino al 23 aprile scorso, vietava l’attraversamento del ponte ai veicoli con peso a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Dieci anni, dunque, per ridurre di una tonnellata il peso massimo consentito: in via cautelativa, si legge nell’ordinanza commissariale. Aspettando l a manutenzione prescritta. Un'opera unica per imponenza e scenario, il ponte di Laterza: 52 metri di salto e una “freccia” di 11 metri e mezzo per unire i due lembi del “canyon” (da una parte il centro abitato, dall'altra la Selva San Vito che degrada verso lo Jonio). Finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno, fu costruito dalla Provincia jonica tra il 1960 e il 1962: inaugurazione il 14 aprile, presente il ministro Giulio Pastore. Sindaco era l'architetto Michele Giannico.
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Tue, 8 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Donare il cordone una speranza di futuro]]>
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«Nelle cellule staminali, l'eternità». Per un attimo, lo sguardo di Patrizio Mazza, oncologo, incrocia quello di don Domenico Affortunato, vice parroco di Santa Croce, e l'incontro che si tiene nel salone della chiesa laertina, per iniziativa del Polo della donazione (Admo, Fidas, Ato) sul cordone ombelicale che "alimenta la speranza", si accende di luce condivisa. Concetti da divulgare: la capacità delle cellule staminali emopoietiche ad «automantenersi» e a trasformarsi in un «prodotto di utilizzazione immediata», e, appunto, la grande speranza sottesa alla donazione. Concetti lenti a farsi strada, spiega il dottor Mazza. Al Sud «le cose vanno peggio» rincara l'oncologo: ma è proprio dal Sud, magari dalla Puglia, che il cambiamento può partire. Il presente: «Si è persa la continuità che la cultura del Mediterraneo rappresentava», si è perso il senso del «tramandare» che con l'«eternità» ha molto a che fare, insiste il neo consigliere regionale. Dell'uditorio, raccolto nello spazio discreto del salone, si sente quasi il respiro.
Il da farsi: «Bisogna tornare alla semplicità della gente, al lavoro della terra, allo stupore fecondo per le cose conquistate passo dopo passo». Le cellule staminali intente ad «automantenersi» sono la con tinuità cercata, la gratuità del dono ne può amplificare l'«onnipotenza»: ma «serve un progetto» perché la donazione, del midollo osseo o del cordone ombelicale, trovi, in un colpo solo, riscontri e slanci. Intorno a problemi giuridici possibili (il cordone, di chi è?), riflessi etici e limiti organizzativi, fioccano dubbi e domand e.
Certezze: «Avessimo oggi dati più confortanti per agire su vasta scala - dice Mazza -, saremmo impossibilitati a farlo: centri di raccolta diradati, spazi ristretti, operatori insufficienti». Si parla della "Banca del cordone ombelicale" di San Giovanni Rotondo (alla Casa sollievo della sofferenza, autorizzata dalla Regione): "Una conquista, ma servono punti di raccolta e di stoccaggio che facciano rete col centro dauno, e si rendono necessari investimenti e risorse indispensabili per dare riferimenti alla donazione e funzionalità agli interventi". Sollecitati da Gianvito Bruno, coordinatore del Polo laertino, sulla donazione che prova a farsi "cultura" intervengono i responsabili territoriali dell'Admo (midollo osseo), dell'Ato (trapianti d'organo), della Fidas (sangue). Cifre e percentuali (popolazione, malati, donatori) stridono ancora, ma il volontariato batte un colpo, e Patrizio Mazza rilancia il segreto, tutto umano, dell'«immortalità» solidale.
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Tue, 1 Jun 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Stasera il concerto nel santuario Mater Domini]]>
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Ieri, giorno dell'Ottava, il ritorno in processione della "bellissima statua" della Mater Domini al santuario, questa sera (ore 20,30), nello stesso luogo, il "Concerto a Maria", undicesimo appuntamento con canti popolari e composizioni sacre mariane proposto quest'anno dall'Associazione Culturale LaterChorus e dalla Fondazione Orchestra Lucana, con il patrocinio del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, in collaborazione con l'Amministrazione Mater Domini e la Presidenza della Banca Popolare di Puglia e Basilicata.
Il Concerto, ideato dal musicista laertino Vincenzo Perrone, che dell'iniziativa è anche direttore artistico, ha ricevuto il premio di rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana e della Presidenza della Camera dei Deputati.
Ricca e variegata, la proposta spazia fra la riscoperta di capolavori musicali e la commissione di nuove opere, la elaborazione di canti popolari e la trascrizione di brani cameristici per organici orchestrali e corali: musica colta e popolare insieme per promuovere - questo lo spirito che ha ispirato l'evento undici anni fa - cultura musicale e aggregazione. In programma brani di Mascagni, Vavilov, D'Ambrosio e dello stesso Per rone, affiancati a canti popolari della devozione mariana, alcuni dei quali armonizzati e orchestrati dal maestro e compositore laertino.
Soprani Maria Maddalena Notarstefano, Maria Laura Iacobellis e Silvia Perrone, coro civico LaterChorus e e Orchestra Lucana diretti da Vincenzo Perrone.
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Mon, 31 May 2010 09:00:00 GMT
, Fondazione Orchestra Lucana <![CDATA[“Pierino e il lupo” - Concerto a cura della “Fondazione Orchestra Lucana delle Province di Matera e Potenza”]]>
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Pierino e il Lupo, per voce recitante e orchestra, op. 67, è una fiaba musicale per bambini che Prokofiev compose su proprio testo nel 1936, quasi a voler evadere, con un geniale gioco, dalle violente problematiche che imperversavano allora in Unione Sovietica sul ruolo e le funzioni della musica. Essa ha lo scopo non solo di divertire,ma anche di esercitare i ragazzi a riconoscere, attraverso il racconto, i vari strumenti dell’orchestra; infatti ciascun personaggio è rappresentato da un differente strumento e ha un suo tema conduttore.
Il racconto musicale si snoda sull’esile fiaba di Pierino che, con l’aiuto dell’uccellino, riesce a catturare il lupo: nella marcia trionfale della fine tutti i temi e gli strumenti si ripresentano insieme, in una sorte di gioiosa apoteosi. Questo è anche, dal punto di vista compositivo, il momento in cui le relazioni ritmiche e armoniche, e non solo tematiche, mettono a nudo la salda rete in cui sono intrecciate.
La prima rappresentazione avvenne a New York nel 1940 in forma di balletto; questa partitura ha avuto diverse trasposizioni coreografiche.
In Italia la prima rappresentazione risale al 1950 al Teatro della Scala.
La fiaba fu composta per il pubblico del Teatro per Bambini di Mosca con il proposito di “introdurre i più piccini alla musica classica”, ma si è lasciata alle spalle la propria destinazione originaria, prestandosi alle letture ideologicamente più provocatorie.
“Pierino e il lupo” è una deliziosa pagina musicale, un esempio senza uguali di didattica musicale innalzata a livello di capolavoro.

Per l’occasione sarà eseguita la trascrizione per quintetto di fiati di Joachim Linckelmann.

Il concerto si svolgerà in occasione della chiusura dell'Anno Accademico 2009-2010 dell'Università delle Tre Età di Ferrandina

INGRESSO LIBERO


Prossimi appuntamenti dell’Orchestra:
domenica 30 maggio 2010 presso la Chiesa dell’Immacolata a Matera e lunedì 31 maggio 2010 presso il Santuario Diocesano “Maria SS Matera Domini” a Laterza - “Concerto a Maria” – esecuzione di composizioni sacre e di canti popolari Mariani per solisti, coro e orchestra

Info:
Fondazione Orchestra Lucana
Presidente Francesco Lisanti – 333 1119710 / Direttore Artistico Vincenzo Perrone – 338 2687927
e-mail: orchestralucana@libero.it
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Thu, 27 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Cantina spagnola illustrata a Roma all’Accademia di Spagna]]>
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La "Cantina spagnola", ipogeo seicentesco laertino scavato nel tufo sul fianco di via Concerie (una delle tante "lame" di Laterza), dove grotte e scalinate si affiancano in armoniosa sequenza , approda alla sede romana della Reale Accademia di Spagna. Di quel luogo misterioso e denso di fascino che continua ad appassionare studiosi e ricercatori si è parlato infatti in un recente seminario, a cui ha anche partecipato Raffaella Bongermino, esperta di storia locale. La "Cantina" laertina è stata illustrata insieme ad altri studi sull'Italia Hispanica in epoca Rinascimentale e Barocca presentati per l'occasione: il libro L'Immacolata nei rapporti tra l'Italia e la Spagna, di Alessandra Anselmi; il volume Architecture and Royal Presence: Domenico and Giulio Cesare Fontana in Spanis, Naples (1592-1627) di Sabina de Cavi; il libro di Leticia de Fructos Sastre
El Templo de la Fama. Alegoria del marqués del Carpio; il volume di Isabella Di Liddo La circolazione della scultura lignea barocca nel Mediterraneo. Napoli, la Puglia e la Spagna. Una indagine comparata sul ruolo delle botteghe: Nicola Salzillo. Mimma Pasculli Ferrara, associato di Storia Comparata dell'Arte dei Paesi Europei nell'Università di Bari, ha presentato gli aspetti salienti della intrigante Cantina di Laterza: i bassorilievi tufacei, gli affreschi che mescolano sacro e profano, richiamando riti e simboli propri dell'iniziazione cavalleresca, i legami fra la Spagna e il marchese Nicola Perez Navarrete, all'epoca feudatario di Laterza. Nel corso dell'incontro sono stati perfezionati contatti in vista del Convegno Spagna-Laterza programmato dal Dipartimento di Italianistica dell'Ateneo barese, e già in preparazione. "Sarà Jorge Hevia Sierra, consigliere Affari Culturali dell'Ambasciata di Spagna - spiega Raffaella Bongermino -, a presiedere l'incontro laertino, a cui parteciperà anche il direttore della Real Academia de España in Roma, Enrique Panes".
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Thu, 27 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Giochi della Gioventù emozioni infinite allo stadio di Laterza]]>
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Sole e azzurro cielo, ieri mattina, sulla chiusura provinciale dei «Giochi della gioventù». Centinaia di ragazze e ragazzi di scuola media inferiore provenienti da Taranto, Martina Franca, Castellaneta, Ginosa e (naturalmente) Laterza hanno completato alla loro maniera, gioiosa, colorata e coinvolgente, il progetto che li ha impegnati per un intero anno scolastico. Una «Festa di sport territoriale» che il Comitato provinciale del Coni ha voluto celebrare a Laterza, sull'erba sintetica del «Madonna delle Grazie», per il terzo anno consecutivo. «Una scelta non casuale» dice alla «Gazzetta» Umberto Barisciano, responsabile del Coni jonico.
«La disponibilità dei docenti e degli operatori scolastici locali, la sensibilità sportiva degli amministratori comunali e un impianto come questo - aggiunge Barisciano percorrendo con lo sguardo gli spazi del Polivalente - sono fattori difficilmente riscontrabili tutti insieme». Anche quest'anno, rafforza il responsabile Coni, l'evento ha potuto contare sulla «preziosa collaborazione della scuola media Dante Alighieri e del Comune di Laterza». Intorno, presente Pasqua Sannelli, dirigente della scuola laertina, è un brulicare di attività. Salto in lungo, percorsi misti, giravolte e capriole, corse: «Tutti protagonisti, nessuno escluso» recita lo slogan del progetto. «Alla base di tutto - spiega Barisciano - è l'identificazione del gruppo classe con la squadra che partecipa a tutte le attività ludico-sportive previste: l'aspetto educativo è fondamentale, lo spirito sportivo tende a valorizzare il risultato di squadra visto come sommatoria virtuosa di contributi individuali, la gara è confronto con l'avversario, non scontro col nemico».
Regole, rispetto, impegno solidale: «Fare sport è tutto questo insieme, praticare una disciplina è altro: è una scelta che va guidata e non imposta, ne sono consapevoli gli istruttori, i genitori devono sforzarsi a esserlo un po' di più». Sulla gradinata coperta dell'impianto di contrada Candelora, gioventù e primavera hanno slanci comuni: compito di educatori e formatori è farne humus di valori e, appunto, di potenzialità consapevole. Il fine è (almeno) duplice. Barisciano: «Lo sport praticato da tutti ha ricadute individuali e sociali rilevanti sul piano della salute, dei costi sanitari, del benessere collettivo, il supporto formativo nella graduale crescita sportiva evita specializzazioni precoci e abbandoni». Perché lo sport è confronto leale. Anche con se stessi: «Si può essere vincitori di un momento, non in assoluto».
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Wed, 26 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Angelo Loreto <![CDATA[Giochi della gioventù, gran finale]]>
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Appuntamento questa mattina dalle 9 allo stadio Madonna delle Grazie di Laterza per la «Festa di sport territoriale», ultimo atto dei nuovi Giochi della Gioventù, il progetto su cui il comitato provinciale del Coni sta lavorando dall'inizio dell'anno scolastico 2009/10 e che coinvolge attivamente gli istituti locali di scuola media inferiore.
L'evento (fedele allo slogan «Tutti protagonisti, nessuno escluso») ha una «mission» precisa: fornire il proprio contributo nella diffusione della pratica motoria, offrendo agli insegnanti della scuola secondaria di primo grado un nuovo percorso formativo che ampli ed integri le proposte di attività sportiva oggi a disposizione della scuola, proponendo così occasioni di partecipazione per tutti i ragazzi di ogni classe, avvicinandoli alla pratica sportiva in modo divertente e coinvolgente.
Dopo la fase dedicata alle feste all'interno degli istituti, svoltasi tra aprile e maggio, è giunto il momento della «Festa di sport territoriale». Anche quest'anno la macchina organizzativa, diretta dal maestro di sport Umberto Barisciano, ha individuato Laterza quale sede dell'evento conclusivo, grazie alla preziosa collaborazione della scuola Dante Alighieri e del Comune. L'idea guida su cui si basa il progetto è l'identificazione della classe-gruppo con la squadra che partecipa a tutte le tipologie di attività ludico-sportive. Alla festa parteciperanno gli alunni provenienti dagli istituti di Taranto, Castellaneta, Ginosa, Laterza e Martina Franca.
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Wed, 26 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Maria Rosaria Gigante <![CDATA[Consultori ecco come cambia la rete territoriale]]>
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Da 18 a 14 consultori propriamente detti più 4 punti di accoglienza, ma dei quattro cancellati – Città Vecchia, San Giorgio, Fragagnano e Avetrana – solo uno diventa punto di accoglienza – quello di San Giorgio -, i rimanenti nuovi tre punti di accoglienza sono a Laterza, Taranto Tamburi e Crispiano. Quanto, invece, al personale, l’operazione complessiva lascerebbe intendere in realtà un potenziamento – sia pure relativamente a figure professionali più sanitarie - della rete consultoriale perché si passa da 53 operatori a tempo pieno e 31 a tempo parziale a 91 unità tutte a tempo pieno tra le quali vengono “cassate” le figure dei sociologi (attualmente due a tempo pieno e 6 a tempo parziale) e degli avvocati (attualmente 16 unità tutte a tempo parziale).
La riorganizzazione della rete consultoriale pugliese – secondo una deliberazione della giunta regionale n. 405 del 17 marzo scorso – rivela parecchi aspetti tutti ancora da chiarire. Appare, peraltro, in contraddizione con la proposta di potenziamento delle strutture contenuta nel Pal (piano attuativo locale del piano sanitario regionale, ndr), che pure attende la sua approvazione da parte della terza commissione permanente del Consiglio regionale (ancora da insediare). Tutti aspetti che, appunto, potranno essere chiariti quest’oggi in Regione dove i vertici sanitari lo cali hanno chiesto di discutere del piano.
E’ riorganizzata in moduli la rete consultoriale pugliese. A Taranto ne spetterebbero 25 di moduli, ma c’è un sostanziale rimaneggiamento delle figure necessarie. Si riduce complessivamente la presenza degli psicologi che passerebbero dagli attuali 15 a tempo pieno e 1 a tempo parziale a 13 a tempo pieno, per cui è già partita la protesta formale di questa categoria di professionisti. E si tagliano appunto, considerandoli figure non previste nei consultori, i sociologi e gli avvocati, nonostante il lavoro sin qui svolto - anche solo per citare un’attività – nella prevenzione e la promozione della legalità, ma il grosso è nelle consulenze nel diritto di famiglia, quindi nelle adozioni, nelle separazioni, ecc.. Cosa si potenzia, invece? I ginecologi che passano da 7 a tempo pieno e 2 a tempo parziale a 13 unità. Altrettanto dicasi per le ostetriche che passano da 9 a tempo pieno e 2 a tempo parziale a 25 unità. Gli assistenti sociali, altresì, passano da 12 a tempo pieno a 25, e gli infermieri che da 8 a tempo pieno e 5 a tempo parziale passano a 25 anch’essi.
Il Pal dell’azienda sanitaria jonica aveva immaginato di aumentare i servizi prevedendo nuovi consultori a Laterza, Statte, Crispiano e San Marzano. Da raddoppiare le prestazioni dei consultori di Solito e del Borgo nel capoluogo. In questo modo si intendeva non solo avvicinare al rapporto previsto per legge – 1 consultorio ogni 20 mila abitanti – la media jonica che varia da realtà in realtà, oscillando tra 1 consultorio ogni 60 mila abitanti e 1 ogni 36 mila. Un obiettivo che l’Asl jonica intendeva traguardare anche per recuperare anni di ritardi e restare a pieno titolo, ad esempio, tra le 20 realtà nazionali che portano avanti un percorso nascita o fare finalmente gli screening femminili partiti solo negli ultimi periodi. L’ultima attribuzione in ordine di tempo, l’iter per l’Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) con la pillola abortiva, percorso che si preferisce spostare dalle competenze del medico di famiglia a quelle consultoriali anche per garantire una maggiore prevenzione. Sull’intera operazione di riorganizzazione e razionalizzazione della rete, insomma, quest’oggi si cercheranno lumi prima di andare a giugno alla firma dei relativi accordi di programma.
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Tue, 25 May 2010 09:00:00 GMT
http://www.marciaitaliana.com, http://www.marciaitaliana.com <![CDATA[Anche Anna Clemente qualificata]]>
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A Mosca nella gara di marcia del 5 Km su pista si qualifica con qualche difficoltà anche Anna Clemente.

Sulle sue possibilità, nel gruppo della Don Milani come il già qualificato Leonardo Serra, ovviamente erano in molti a sperare. Ma la giovanissima tarantina ha denunciato un'inesperienza pari al suo indubbio talento: dopo aver recitato da protagonista nel gruppo di testa, l'allieva di Tommaso Gentile - comunque classe '94 - ha accusato una crisi improvvisa che tuttavia non le ha negato il passaggio olimpico.

In chiave futura questo bagno di umiltà non può che giovare alla giovane atleta, che fino ad oggi aveva trovato la strada spianata sia in Italia che all’estero.
E’ terminata al 7° posto in 23:50 (lontano dal proprio personale).

L’altra italiana in gara Carmela Puca, ha terminato la gara con il tempo di 24:35.
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Sat, 22 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[La pioggia rovina la festa, domani la processione della Mater Domini]]>
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Ombrelli aperti sulla città, la festa si ferma, non parte la tradizionale processione: lo farà, se pioggia non cade, domani sera, alle ore 19, dopo la messa vespertina.
Le avvisaglie, inequivocabili anticipazioni in "rete" a parte, le aveva date, dal vivo, il primo cielo di giovedì 20: grigio a tutto campo fino all'orizzonte, vento freddo, pioggia sottile e insistente. Il "cerimoniale" si è svolto regolarmente fino alla concelebrazione eucaristica, presieduta al santuario dioce sano da Pietro Maria Fragnelli vescovo di Castellaneta, a metà mattinata. Poco prima, una delegazione dell'Amministrazione Mater Domini, guidata dal presidente Giovanni D'Aprile, si era recata in municipio, da cui è poi ripartita con il commissario prefettizio Antonio Paglialonga e altre autorità (c'era anche l'ex sindaco, e consigliere provinciale in carica, Giuseppe Cristella), destinazione santuario: abbraccio antico tra la città e la sua patrona, a precedere l'atto simbolico, e suggestivo, della consegna delle chiavi.
Consegna che però non c'è stata (avviene sull'uscio del santuario a santa messa conclusa, prima del viaggio in processione verso la Chiesa Madre, quando due lunghissime file di ceri accesi hanno già raggiunto il centro del paese), rinviata insieme al trasferimento in San Lorenzo, nel cuore del centro storico, della "bellissima statua" della Mater Domini.
La decisione definitiva è stata presa nel pomeriggio, quando la pioggia, infittendosi, vanificava la soluzione intermedia della processione serale annunciata, dopo la concelebrazione, da don Domenico Giacovelli, rettore del santuario: era già accaduto altre volte, e in altre ancora la pioggia era sopraggiunta sul percorso, costringendo a ripari di fortuna, e a soste più o meno prolungate.
Non si ha notizia, però, di un rinvio di tre giorni dell'evento.
Festa sospesa, allora: programmazione saltata, strade cittadine illuminate e deserte, delusione ("giovane" soprattutto) partecipata anche sul web. Slittano, di conseguenza, parte degli appuntamenti in cartellone giovedì: lo spettacolo piro-musicale (una novità di quest'anno i fuochi "intonati" della Pirotecnica Santa Chiara di Castorano) è previsto per le 22,30 di domani.
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Sat, 22 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[«Attenti, la diossina può arrivare anche qui»]]>
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Ambiente e salute, inquinamento e neoplasie, polveri sottili e linfomi. Radioattività e Leucemie. Alla Cittadella della Cultura, domenica mattina, convegno sulle connessioni invisibili. E sulla sofferenza "ragionata" che diventa speranza. Per evitarne altra. Al tavolo dei relatori, coordinato dal pediatra Vito Monti della Onlus La Luce (ha organizzato l'incontro, con il patrocinio del Comune), il responsabile della Clinica pediatrica del San Gerardo di Monza, Giuseppe Masera, il sindaco di Taranto Ezio Stefàno, l'oncologo-pediatra Patrizio Mazza e Mario Carrera, dell'Asl tarantina, per trent'anni ufficiale sanitario di Laterza.
L'iniziativa, partita dal dramma familiare di Rosa Clemente, moglie e madre laertina che in pochi anni ha perso per leucemia il marito e i tre figli, ha incontrato il dolore ancora vivo, eppure incredibilmente "operoso" e solidale, d'altre famiglie d'altri territori che quel dolore hanno appunto "investito" in impegno sociale: l'associazione Lupo di Matera, il comitato Paolucci di Catanzaro. A unirli, un filo rosso che, sgomitolato nel dibattito, si è srotolato piano lungo l'arco jonico: dal cielo dell'Ilva fin giù in Calabria, attraversando Rotondella e la Lucania. Un domenica intensa.
Tra i dati relativamente "confortanti" di Mario Carrera, in merito a un'indagine, del 1993, sulla presunta presenza di rifiuti radioattivi in territorio di Laterza e sull'andamento dei decessi per tumore fino al 2007, e il «nessuno si senta escluso» del professor Mazza: «La polvere del Sahara - ha detto - percorre mille chilometri prima di posarsi sulle nostre auto, credete forse che la diossina non arrivi fino a Laterza?».
Sulle connessioni inquinamento-tumori, accertate per alcune forme degenerative, in atto studi e ricerche dice il professor Masera, studioso insigne, impegno ultraventennale per migliorare i risultati delle terapie nei paesi meno sviluppati. Intanto in Italia aumentano del 2% in un anno (30 in più) i bambini che si ammalano di leucemia (l'1% in Europa e negli Usa): la ricerca, a fronte di risorse istituzionali sempre più risicate, va sostenuta con la solidarietà, con il contributo di comitati e associazioni, di volontari e cittadini sottolinea il professor Masera, riprendendo l'invito di Basilio Solazzo, dell'associazione La Luce, che aveva chiesto "azioni condivise".
In Italia, aggiunge Masera «non si realizza ancora quello che con la ricerca si è raggiunto». Da qui la chiave di volta: senza «controllo sociale» la battaglia è perduta. Lo dice il sindaco Stèfano parlando del caso-Taranto, della diossina ridimensionata e del benzoapirene che resiste; lo ribadisce Patrizio Mazza accennando ai «quarant'anni di mancati controlli» che tanto hanno influito sull'incremento di «certe patologie». Il da farsi è semplice e dirompente insieme: «Ridisegnare l'economia del territorio» indica il professor Mazza. Non è la matita che manca.
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Thu, 20 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Il giorno della festa oggi la processione della Mater Domini]]>
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Nuvole sparse, odore di scirocco: s'annuncia così il "giorno della Madonna". A Laterza oggi è festa di popolo. Avviene dal 1727, anno in cui la Mater Domini fu eletta Signora e Patrona di Laterza, settantasette anni dopo l'apparizione della Vergine al pastore Paolo Tria, nello stesso luogo dove oggi sorgono, affiancati, la cripta e il santuario a lei dedicati. Era il 23 marzo 1650, infatti - così narrano le memorie di don Bernardo Bastante, sacerdote dell'epoca -, quando la neve, in quei giorni caduta incessantemente, si dileguò d'incanto e le pecore del massaro di Giambattista d'Azzia, marchese di Laterza, «si rinfrancarono delle perdute forze», sottraendo Paolo Tria alle ire del suo padrone.
La Madonna apparve poi a Giulia Dell'Aquila, e poi ancora ad altri fedeli, esortati a portarsi alla "grotta benedetta", ove avrebbero ottenuto «per la sua intercessione quelle grazie che desideravano»: si videro «i ciechi illuminati, gli storpi raddrizzati, i muti che parlarono». Da allora il 20 maggio è il giorno della festa. Che oggi ritorna: concelebrazione eucaristica al santuario, presieduta da monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Castellaneta, a metà mattinata; suggestiva cerimonia delle "chiavi" a seguire: sarà il commissario straordinario Antonio Paglialonga a consegnare alla Patrona il simbolo della città; subito dopo, lunga processione verso la Chiesa Madre (con la parrocchia dell'Immacolata di Ginosa in pellegrinaggio), dove la "bellissima statua" della Mater Domini, fresca di restauro, rimarrà fino all'Ottava (30 maggio), giorno del rientro al santuario.
Tanti i momenti religiosi, intenso il cartellone degli eventi collaterali, tra concerti bandistici (oggi tocca all'orche stra di fiati "Città di Conversano", diretta da Angelo Schirinzi, e al gran concerto bandistico "Città di Ailano", diretto da Nicola Hansalik Samale), mostre, iniziative socio-culturali e "Bassa musica" (Città di Laterza, di Silvestro Traetta). Una novità lo spettacolo piro-musicale della Pirotecnica santa Chiara di Castorano (Ascoli Piceno), in programma questa sera (22,30), tradizionali i fuochi di Francesco Valente di Laterza dell'Ottava (ore 23). Domani, venerdì 21, grande fiera-mercato in Viale Europa e, in serata (ore 21), appuntamento in piazza centrale con Noemi in Concerto.
Ancora musica sabato 29 (orchestra di fiati "Città di Saviano", maestro Carmine Santaniello) e domenica 30 (orchestra di fiati "Città di Rutigliano", diretta da Giuseppe Creatore; concerto musicale "Città di Francavilla Fontana", maestro Ermir Krantja).
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Thu, 20 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, La Gazzetta del Mezzogiorno <![CDATA[Noemi in concerto in piazza venerdì 21 maggio]]>
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Noemi, concerto in piazza Vittorio Emanuele a Laterza. Dopo il personale successo registrato nel megaspettacolo di fine anno a Taranto, in piazza della Vittoria, l’interprete romana torna praticamente “a casa”. La vincitrice virtuale dell’ultimo Festival di Sanremo, con la canzone “Per tutta la vita”, ha superato fra richieste e vendite gli altri due brani classificatisi sul podio (Valerio Scanu “Tutte le volte che” e Pupo ed Emanuele Filiberto, “Italia amore mio”). L’ultima volta tarantina, si diceva, fu protagonista della memorabile serata con Patty Pravo e Alessandro Greco. Enorme successo personale per Noemi (Veronica Scopelliti all’anagrafe) che proprio in quell’occasione gettò basi solide per un sodalizio professionale con il manager tarantino Gigi D’Amato. Lo stesso agente che nei giorni scorsi ha portato Noemi sullo stesso palcoscenico di Vasco Rossi, per due concerti all’Olimpico di Torino.
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Wed, 19 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Elio Veltri e il suo libro «Mafia pulita»]]>
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"Se la battaglia contro la criminalità organizzata è, come ha dichiarato in Parlamento il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu, una guerra di liberazione, vuol dire che fin qui l'abbiamo condotta male": così Elio Veltri, l'altra sera, a Laterza, in occasione della presentazione del libro "Mafia pulita" (Longanesi editore), scritto a quattro mani con il magistrato Antonio Laudati, ha "inquadrato", prospetticamente, cinquant'anni di lotta al potere mafioso. Battaglia dura, in ogni caso. Durissima, se è vero - lo diceva Giovanni Falcone - che per "combattere la mafia bisogna conoscerla": perché il crimine organizzato oggi è "un universo in cui si coniugano arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione" spiega Veltri. "La mafia non è più coppola e fucile, la mafia non uccide più, compra: serbatoio di ammortizzazione sociale, è la più grande azienda italiana per fatturato annuo, l'economia illegale e criminale mette in conto quasi un terzo della ricchezza nazionale" aggiunge l'ex parlamentare, già sindaco di Pavia, medico, snocciolando dati, cifre e fatti che, riportati nelle cinque storie che "strutturano" il libro, "trovano ogni giorno riscontro sulle pagine di autorevoli quotidiani nazionali". La mafia compra tutto ciò che è possibile comprare, e lo fa "pacificamente", alla luce del sole "perché invisibile", insiste Veltri: "E' nelle banche e in ampi settori della vita pubblica, utilizza flussi di denaro riveniente da atti vità illegali reinvestondolo in economia pulita, frequenta salotti, parla più lingue". Insomma: "Una vera industria del crimine". La "mafia comincia con il silenzio" avevano detto in apertura Bruno Bongermino e Francesco Di Candia, di "Società e progresso", associazione culturale laertina promotrice dell'iniziativa. A quel silenzio Elio Veltri è poi ritornato: "Del fenomeno non si deve parlare, niente telecamere, né giornali". Silenzio sulla espansione verso Nord dell'organizzazione e sulla "Milano-capitale stretta come in una morsa", ad esempio. Veltri: "Al Sud sempre meno ricco, la mafia non investe, lo fa altrove: accostare mafia e Mezzogiorno è ormai riduttivo e anacronistico". Ripercorre infine due delle cinque storie del libro, Elio Veltri. L'uditorio, attento, ascolta e poi sul "che fare" s'interroga. "Nessuna ricetta, i giovani, a cui lasciamo una pesante eredità, sono la risposta possibile”, indica Veltri, che in mattinata aveva incontrato i liceali del Vico.
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Tue, 18 May 2010 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D’Onofrio <![CDATA[Il maggio dei laertini dedicato alla Mater Domini]]>
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Il mese più lungo. Maggio, per i laertini, è il mese per eccellenza, intenso e sentito, perché dedicato alla Madonna, la Mater Domini. Un periodo di religiosità fervente e di tradizioni secolari che ormai fanno parte dell’ethos, il costume quotidiano: a maggio ci si sposa, si torna al paese, si programmano passi importanti della vita. E tutto ruota intorno alla data cruciale, il 20 maggio, in cui si condensano emozioni, riti, cerimonie, voti e penitenze: è il giorno della festa, che ogni laertino onora da par suo dal 1727, quando la Mater domini fu dichiarata patrona.
Da quell’anno, in questa festa si intrecciano, certificati dalla Chiesa, significati religiosi e credenze popolari legati all’apparizione della Madonna al pastore Paolo Tria e a Giulia dell’A quila, ai quali chiese che in quel luogo sorgesse una chiesa dedicata al suo culto, poi sorta su un’originaria chiesetta ipogea - l’attuale cripta - che è parte integrante del santuario. «La devozione – spiega il delegato vescovile don Domenico Giacovelli - ha fatto sì che nel 18° secolo si edificasse l’attuale chiesa consacrata il 12 maggio 1850. E con immutata devozione si onora la statua della Madonna, giunta a Laterza nella domenica di Pentecoste del 1728 a Laterza e che, quest’anno, sarà ancora più bella dopo essere stata restaurata da maestranze napoletane della ditta Izzo restauri».
Da allora maggio è il mese in cui si susseguono momenti di fede molto partecipati. L’inizio della novena l’11 maggio, l’intronizzazione dell’immagine della Madonna la mattina del 18 (per i laertini uno dei più commoventi aspetti della festa), la processione col quadro la sera del 18, quindi il 19 maggio, quando l’immagine di Gesù Bambino gira per le case accompagnata dal rettore del Santuario per far visita agli ammalati e poi ai bambini delle elementari. Sentitissime, le due processioni solenni: la prima “accompagna” la Madonna dal suo Santuario alla Chiesa matrice San Lorenzo, nel cuore del centro storico.
In un sacrale silenzio, sotto una pioggia di biglietti votivi, la processione si snoda lungo le vie del paese seguito da una folla composta e rispettosa. Una volta giunta nella Chiesa Madre, la statua viene esposta ed è continua meta di visite da parte dei fedeli. Lo stesso corteo che accompagna la patrona è un concentrato di ritualità, cura dei particolari e rispetto della tradizione, a partire dal caratteristico suono dei "tammur", che annuncia il passaggio dello stendardo che riproduce l'immagine della venerata. A seguire le donne col cero, gli scout Agesci, le confraternite cittadine, i bambini della prima comunione, il clero, l’immagine della Madonna, la rappresentanza dell’amministrazione Mater Domini guidata dal presidente, le autorità e, dopo i due concerti bandistici, il popolo dei fedeli. Tradizione vuole che l'inizio e la fine della processione siano sanciti dal cosiddetto "pijezz" (fuochi artificiali), senza il quale le famiglie del paese non danno inizio al pranzo.
Suggestiva è anche la seconda processione, quella dell’ottava (quest’anno cade il 30 maggio), che fa il percorso inverso, riportando la Madonna dalla Chiesa Matrice al Santuario; con una coda notturna, quando anche il quadro con l’immagine della Mater Domini, sino ad allora esposto in piazza fratelli Barberio, rientra nel Santuario. In ultimo, la messa all'aperto del 2 giugno, ospitata nel piazzale del Santuario, con cui si chiude il mese mariano.
Ogni momento è scandito dal profondo attaccamento dei laertini, che don Domenico Giacovelli spiega così: «Sebbene ci siano tre santuari diocesani, questo è il più giovane ad aver ottenuto questa dignità, ma è quello in cui più costantemente si raccolgono i fedeli per le varie celebrazioni durante l’anno. Dietro questa religiosità c’è tanta tradizione, il fatto che tanti vengano a sposarsi qui e, poi, la circostanza che nel corso dei secoli siano state attribuite varie guarigioni all’intercessione della Madonna, ha fatto sì che il culto si consolidasse. Anche oltre Laterza, con pellegrini che quest’anno arrivano da Monopoli, Castellaneta, dalle comunità parrocchiali di Ginosa e Ginosa Marina. Toccante, infine, il pellegrinaggio del 19 maggio, quando verrà al Santuario un gruppo di mamme di Ginosa che ha perso figli in circostanze tragiche».
E qui s’innesta una vena popolare che il presidente dell’amministrazione Mater Domini, Giovanni D’Aprile, avverte in modo particolare: «Il popolo ha una grande devozione per la Mater Domini: nella città e nelle campagne, per tutto il mese maggio si sente l’aria della festa. E i laertini chiedono una festa fatta bene, per onorare la Madonna nel modo migliore».
Perciò per la Mater Domini non si bada a spese. «Quest’anno – spiega D’Aprile - la novità è il fuoco piro-musicale, uno spettacolo molto scenografico. Per l’illuminazione artistica abbiamo scelto un prospetto che abbraccerà tutta piazza Vittorio Emanuele; e poi il 21 sera ci sarà il concerto di Noemi, una giovane cantante che si è fatta apprezzare al Festival di Sanremo».
Festa e fede sentitissime «dai tanti laertini – racconta D’Aprile - che stanno fuori, emigranti che ritornano per la festa e per stare in famiglia». «La gioia della festa sarà, dunque, una gioia che abbracci tutti - conclude don Domenico rivolgendosi ai fedeli -: coloro che credono e coloro che dubitano; coloro che si rallegrano e coloro che soffrono; perché nessuno resti lontano dalla nostra carità cristiana così come nessuno è lontano dal cuore di Maria, Madre del Signore e Madre di tutti noi».
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Sun, 16 May 2010 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Francesco Clemente <![CDATA[L'acqua e i casi di Latina e Firenze: privatizzarla potrebbe costare caro]]>
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Potrebbe costare caro privatizzare l'acqua. Il dubbio, anzi la certezza, è scaturito nel convegno dal titolo “Acqua bene in comune” tenutosi nei giorni scorsi nella Cittadella della Cultura e organizzato dall’associazione culturale “Società & Progresso”. L’acqua e, soprattutto, la sua gestione, sono stati temi al centro della discussione, in quanto il 19 novembre scorso con il decreto legge 135/09 (cosiddetto decreto Ronchi ) si è accelerato il processo di privatizzazione. Moderatore del dibattito è stato il presidente dell’associazione Bruno Bongermino, che dopo una breve presentazione, ha spiegato che quella contro la privatizzazione dell’ acqua «è una battaglia che deve riguardare ogni cittadino che non può accettare deroghe ai propri diritti». Al tavolo anche Margherita Ciervo, referente pugliese del “forum movimenti per l’acqua”; Gianni Carella, rappresentante dell’acquedotto pugliese; Giuseppe Misano professore di botanica ambientale e Carlo Dell’Aquila autore di pubblicazioni sulla storia di Laterza. Margherita Ciervo ha fatto presente che quello della privatizzazione dell’acqua, «è un processo che si sta attuando a livello internazionale, non solo italiano. Ci sono le multinazionali come la “Veolia” e la “Suez”, che acquistano le fonti d’acqua a basso costo, per poi rivenderla a prezzi molto più alti». Tali multinazionali, localizzate in diversi paesi, fanno pressioni sui governi per far cambiare le leggi e «per trasformare l’acqua da diritto a bisogno» come ha spiegato la relatrice. I fautori della privatizzare dell’acqua sostengono che con la concorrenza si abbasserebbero le tariffe e si migliorerebbero i servizi, ma la Ciervo ha respinto questa tesi sostenendo che «aprire il servizio idrico ai privati significa far gestire lo stesso da imprese che devono produrre profitto, il che è legale, ma non è giusto farlo con l’acqua». Il privato deve da un lato aumentare i ricavi e dall’altro deve diminuire i costi e ciò potrebbe significare ridurre gli investimenti e quindi la qualità del servizio. Poi la Ciervo si è soffermata su due casi italiani di privatizzazione e cioè quello della società “Acqualatina” che ha aumentato le tariffe del 300% fino al rifiuto della gente di pagare le bollette e quello di “Publiacqua ” una s.p.a. che gestisce il settore idrico a Firenze e che nel 2007, a fronte di una riduzione cospicua dei consumi e quindi della vendita dell’acqua, ha aumentato le tariffe per avere comunque gli stessi introiti. Dopo la Ciervo ha preso la parola Gianni Carella che ha sottolineato che l’acqua è un bene in comune come lo è anche l’acquedotto pugliese costituito da migliaia di km di rete idrica che «fornisce fino al contatore un’ottima qualità dell’acqua essendo il livello batteriologico di essa accertato 24 su 24». Giuseppe Misano e Carlo Dell’ Aquila poi con una serie di diapositive hanno illustrato i vari aspetti legati all’acqua. Il primo ha parlato della connessione tra la terra, la natura e l’acqua che ha plasmato il territorio di Laterza creando la “Gravina”. Dell’Aquila, invece, ha toccato gli aspetti storici legati all’acqua: «Tutti i comuni avevano una cisterna propria e delle fonti pubbliche e se queste erano presenti un senso ci doveva pure essere». Del resto, il simbolo dell’acqua pubblica a Laterza è la fontana medievale, dove la popolazione si recava per attingere l’acqua. Al “forum movimenti per l’acqua” hanno aderito diverse associazioni, parrocchie e sindacati; tutti insieme sono promotori di un referendum che vuole abrogare tre norme che di fatto privatizzano l’acqua. La raccolta firme è partita il 25 aprile scorso e nelle prime due settimane (secondo i dati forniti dalla Ciervo) si è arrivati già a 250mila firme, quindi già la metà del necessarie. Anche a Laterza si sono raccolte centinaia di firme e altre se ne raccoglieranno nei prossimi giorni, a testimonianza del fatto che molti cittadini si stanno mobilitando contro «l’acqua privata» e per un diritto che non può essere oggetto di speculazione economica.
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Sat, 15 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Giacomo Rizzo <![CDATA[Notte da incubo coppietta assalita da due rapinatori]]>
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CRISPIANO
Scelgono un posto isolato per trovare un po’ d’intimità. Ma da un cespuglio sbucano due energumeni con il volto coperto. Uno impugna un bastone. Comincia così l’incubo per due fidanzatini che sono riusciti a sottrarsi dalle grinfie di due malviventi senza scrupoli. L’aggressione è avvenuta l’altra notte in località Belmonte, nelle campagne tra Crispiano e Statte. Nell’auto, una «Daewoo Matiz», c’erano due ventenni: lui di Grottaglie, lei di Statte. La scena è da film dell’orrore. Il ragazzo si accorge della presenza dei malviventi. Fa appena in tempo a inserire la sicura e bloccare le portiere dell’auto. I due energumeni tentano invano di introdursi nell’abitacolo. Il ragazzo accende il motore e fa retromarcia, ma uno degli aggressori prende la macchina a bastonate. Manda in frantumi il vetro della portiera lato passeggeri e lesiona il parabrezza. Forse crecano denaro, forse sono due stupratori. Mentre fuggivano i due fidanzatini hanno sentito due spari. Dopo aver raccolto la denuncia, sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Crispiano e della Compagnia di Massafra, diretti dal capitano Fabio Bianco. Nessuna traccia di bossoli, mentre sul terreno c’erano diverse impronte.
Per i militari, almeno per il momento, vista la dinamica dell’aggressione, non ci sono mo tivi per collegare l’episodio dell’atra notte alle aggressioni del cosiddetto mostro della Murgia, che nel maggio dello scorso anno colpì cinque volte, violentando anche due sedicenni. Sulle tracce dell’uomo che terrorizzava le coppiette ci sono anche i carabinieri del Ris, ma le indagini sembrano non trovare sbocchi. Eppure c’è chi lo ha visto in faccia. L’identikit è preciso: si cerca un uomo fra i 30 e i 40 anni, col volto «paffuto», alto tra 170 e 180 centi metri, dagli occhi scuri «a fessura», con i capelli color castano chiaro, la fronte spaziosa, la pancia pronunciata.
Il «mostro» aggredì tre coppiette il 16 (Palagiano), il 19 (San Basilio-Mottola) e il 20 maggio (Laterza), violentando due ragazze di 16 anni, ha rapinato alcuni allevatori a Gioia del Colle (la notte tra il 22 e il 23 maggio), e tentò di introdursi nell’auto di una ragazza il 29 maggio, sempre nella zona di San Basilio.
L’uomo, secondo le testimonianze delle vittime, parla italiano e si muove molto bene di notte nelle campagne. Potrebbe trattarsi insomma di un agricoltore o di un allevatore. E a conferma di questa pista investigativa, alcuni particolari ritenuti importanti. Come, per esempio, i nodi con cui è stato legato e rinchiuso nel portabagagli dell’auto, il ragazzo di Laterza mentre il mostro abusava della fidanzata. Nodi tipici di chi ha a che fare con gli animali.
A Palagiano e Laterza il «mostro» aveva sequestrato due coppiette, stuprando in entrambi casi le ragazze. A Gioia del Colle, invece, gli allevatori che hanno reagito a un tentativo di rapina lo hanno visto in faccia, consentendo agli investigatori di tracciare l’identikit del ricercato, che ha perso la pistola con matricola abrasa e il passamontagna e ha abbandonato la «Lancia K» portata via ai fidanzatini di Laterza. Nella vettura i carabinieri trovarono un mozzicone di sigaretta bagnato di saliva, da cui è stato possibile ricavare il dna dello stupratore. Le comparazioni con 3 agricoltori sospettati hanno dato tuttavia esito negativo.
I carabinieri hanno rastrellato quello che è stato ribattezzato il triangolo della paura, il territorio a cavallo delle province di Taranto, Bari e Matera, passando al setaccio casolari e abitazioni rurali abbandonate. Del «mostro», però, ancora nessuna traccia.
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Sat, 15 May 2010 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Summit nell’assessorato di Albisinni fra politici, associazioni agricole e agricoltori]]>
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La rabbia e gli impegni. Riparte la “Piattaforma di Laterza”: richiesta di dichiarazione dello “stato di crisi” per la sospensione degli atti esecutivi a parte di Equitalia per i debiti sugli oneri sociali con l’Inps poi cartolarizzati, rinegoziazione dell’accordo con le banche, sistemazione del rapporto con il Consorzio di bonifica Stornara e Tara. Si fa il punto il 24 maggio, il giorno della Canzone del Piave, prima e memorabile azione collettiva degli italiani. L’assessore provinciale all’Agricoltura Luigi Albisinni e il Tavolo Verde hanno messo intorno a un tavolo i parlamentari Pietro Franzoso e Ludovico Vico, i consiglieri regionali Donato Pentassuglia, Alfredo Cervellera e Patrizio Mazza, l’assessore provinciale al Lavoro Vito Miccoli e il consigliere provinciale Mino Sampietro, le associazioni agricole rappresentate da Carmine Palma, Nicola Spagnuolo e Guglielmo Trentadue per rimettere in pista la “Piattaforma di Laterza”, alla presenza di un folto gruppo di agricoltori. La crisi dell’agricoltura prima che nelle parole di questo e quell’oratore era impersonata dalle facce e dalle voci, dalla “mirada fuerte” di molti occhi e da molte dure e nere mani che fendevano l’aria come scimitarre. Molti interventi era rotti da imprecazioni e bestemmie, ma c’era anche chi era in grado di tenere discorsi compiuti e articolati. Paolo Rubino fa il riepilogo della tenace battaglia degli agricoltori per uscire dalla crisi: contributi non corrisposti perché elevati e già in difficoltà, accordo con le banche decaduto ad arbitrio di queste, Stato lentissimo pagatore dei risarcimenti ed Equitalia lestissima esattrice e soprattutto pignoratrice, Consorzio idrico Stornara e Tara che fa pagare l’acqua il triplo della confinante Basilicata e rende un pessimo servizio e in più si fa pagare un tributo, il 750, anche se non dà acqua. Rubino ha chiuso il suo intervento rappresentando la crisi agricola con le vendite all’asta di molte aziende che o non vengono comprate o vengono comprate da non agricoltori provenienti dalla Campania e dalla Calabria con, appresso, una spessa ombra di camorra e ‘ndrangheta. Franzoso ha accettato la Piattaforma e ha detto che se ne farà portavoce presso il Governo. Pentassuglia ha fatto giungere in assemblea il fax che certifica la richiesta della Regione Puglia al Governo di dichiarazione dello stato di crisi, che di per sé implica la sospensione di pagamenti e di atti esecutivi, dall’ipoteca al fermo amministrativa delle macchine. Pentassuglia ha anche polemizzato con Zaia definendolo ministro dell’agricoltura del Veneto, del quale oggi è presidente e ha detto che in Europa bisogna rappresentare le urgenze meridionali con idee chiare e univoche. Mazza, da medico, ha chiesto un business plan sull’agricoltura pugliese, cioè una diagnosi, elenco dei mali e una terapia, una prospettiva di medio e lungo periodo. Cervellera ha detto che la crisi agricola e il caso Consorzio saranno priorità del Consiglio subito dopo l’insediamento. Spagnuolo ha rappresentato con un’immagine macabra ma eloquente lo stato di crisi dell’agricoltura pugliese: abbiamo il morto in casa, ha detto ed ha aggiunto che nessuna manifestazione di protesta, per quanto clamorosa, ha ottenuto risultati. Insinuando un dubbio: si vuol forse esasperare gli animi? L’on. Vico ha suggerito di portare al ministro Tremonti, non a Galan, un progetto compiuto e condiviso, perché Equitalia sospenda o dilazioni pagamenti ed atti esecutivi. Quanto alla fiscalizzazione degli oneri sociali, ha detto Vico prima bisogna chiederla, e finora l’ha chiesto solo il Tavole Verde. Miccoli e Sampietro hanno condiviso l’analisi dell’assemblea e hanno garantito il loro impegno. Poi la parola a uno degli “imputati”, il commissario dello Stornara e Tara, Latorre, il quale ha retto alle incolpazioni osservando che il Consorzio paga alla Basilicata più di un milione di euro e poi gli altri costi. Ha confermato che la Regione farà pagare l’acqua 450 euro ad ettaro accollandosi i 700 euro di differenza e che occorre l’ok della Regione anche per la soppressione del tributo 750. Conclusione: martedì Vico farà una richiesta formale al ministero e presenterà un’interrogazione urgente sul problema. Inoltre saranno coinvolti i capigruppo. E il 24 il punto della situazione. Il veleno nella coda: in aula circolava la fotocopia di un articolo de “Il Velino” che riportava un articolo di “Italia Oggi” sugli emolumenti annui dei vertici della Coldiretti: da 900 mila euro a un milione e quasi 400 mila. «Anche in queste cifre sta la crisi dell’agricoltura», ha detto il diffusore di quel foglio: «Il “quanto ci costano” e il fatto che scopo della loro vita è il mantenimento di tale pingue reddito, non la tutela dei nostri interessi». Il rosso della rabbia è diventato viola, il colore della mestizia.
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Sat, 15 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[L’antenna non c’è più]]>
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L'antenna di telefonia mobile Telecom installata quindici anni fa nel cortile dell'edificio scolastico Diaz non c'è più. E' stata rimossa ieri mattina, dopo l'ultima sentenza in merito emessa dal Tar di Lecce il 15 aprile scorso, e dopo l'invito formale del Comune di Laterza alla stessa Telecom, a procedere di conseguenza. Vicenda annosa.
Risale al 2007 la prima diffida dell'ente di piazza Plebiscito, ma quell'antenna, autorizzata "temporaneamente" nel 1995 (una sorta di compromesso fra la crescente richiesta dell'utenza da una parte, l'impatto visivo decisamente "ingombrante" e il rischio di inquinamento elettromagnetico dall'altra), ha avuto vita difficile sin dal suo concepimento. Ha tuttavia continuato a funzionare per quindici anni, pur non disponendo - lo hanno più volte stigmatizzato gli uffici comunali competenti - delle "autorizzazioni urbanistiche del caso": fino a venerdì scorso, giorno in cui il commissario straordinario Antonio Paglialonga e dirigenti dell'azienda concordavano, insie me all'immediata dismissione dell'impianto, i tempi di smantellamento dello stesso.
Ieri mattina, l'evento: traffico bloccato in zona (in prossimità della centralissima via Roma), imponente gru in azione tra curiosi con la testa in su, altri al balcone di casa e altri ancora alle prese con fotografie-documento. Quasi otto ore di lavoro.
Nel frattempo, sugli sviluppi connessi al dopo-antenna (la Telecom chiede la disponibilità di un sito alternativo), il commissario Paglialonga incontrava in municipio rappresentanti di un comitato costituitosi per l'occasione. Le richieste dei cittadini: il nuovo sito va individuato fuori dal centro abitato, a tutela della sicurezza dell'intera comunità; va scongiurato, per ragioni abbondandemente argomentate, il ventilato ricorso a postazioni mobili "provvisorie" (utili al segnale Umts soprattutto).
Nei prossimi giorni (venerdì?), convocato dal commissario Paglialonga, vertice in Comune, presenti responsabili comunali, la Telecom e una rappresentanza del comitato cittadino.
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Wed, 12 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Angelo Loreto <![CDATA[Zone rurali, ciclo di incontri sulla qualità della vita]]>
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Il Gal "Luoghi del Mito" ha organizzato un ciclo di seminari sul tema "Migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche". Si tratta di appuntamenti con cui l'ente di promozione che raggruppa i Comuni di Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, Castellaneta, Ginosa e Laterza vuole divulgare i progetti messi in campo riguardanti la diversificazione in attività non agricole, il sostegno allo sviluppo e alla creazione delle imprese, l'incentivazione di attività turistiche, i servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale, la tutela e riqualificazione del patrimonio rurale e la formazione e informazione. Attraverso questa serie di incontri il Gal intende, da un lato, fornire agli operatori locali, sia pubblici che privati, informazioni utili ai fini dell'accesso ai fondi disponibili nell'ambito delle misure del proprio Piano di sviluppo locale, e dall'altro approfondire le aree tematiche che rappresentano il campo di azione dei sei progetti. I seminari prendono il via domani presso la sala consiliare del comune di Mottola dove si parlerà di diversificazione del reddito delle aziende agricole con l'assegnazione di fondi per la valorizzazione, qualificazione e realizzazione di attività agrituristiche, al fine di creare da un lato nuove occasioni di reddito per gli operatori agricoli e contribuire a consolidare e aumentare l'occupazione, dall'altro per migliorare le strutture rurali e la fruizione turistica del paesaggio rurale.
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Wed, 12 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza <![CDATA[Omicidio Petragallo i legali di Montrone ricorrono al Riesame]]>
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Approda stamattina al vaglio del tribunale del riesame l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Pio Guarna nei confronti del 71enne Pietro Montrone, il marmista di Laterza che venerdì 2 aprile ha ucciso a fucilate l’imprenditore edile 64enne Nunzio Marcello Petragallo in uno stabile ubicato in via della Pace.
L’ordinanza era stata emessa dal dottor Guarna, su richiesta del sostituto procuratore Remo Epifani, al termine dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, svoltosi nella casa circondariale di Taranto alla presenza dei legali di Montrone, gli avvocati Claudio Costa e Rosario Orlando. Il gip aveva anche ordinato una sorveglianza continua per Montrone, temendo che possano verificarsi gesti di autolesionismo dovuti all’evidente stato di choc in cui si trova ancora l’uomo.
I legali hanno chiesto, sotto le forme di incidente probatorio, al giudice per le indagini preliminari di disporre una perizia psichiatrica su Montrone e proposto ricorso al tribunale del riesame nel tentativo di riqualificare in meglio le imputazioni che ora sono di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi.
Secondo i legali, infatti, non manca il movente dell’omicidio, non potendo lo stesso ricavarsi nel contenzioso esistente tempo prima sull’immobile, e lo stesso Montrone nel colloquio con il giudice Guarna, non ha saputo spiegare cosa lo ha spinto a sparare a Petragallo.
Nelle ore immediatamente successive al delitto, così come ricostruito dai carabinieri della stazione di Laterza e della compagnia di Castellaneta, il movente sembrava da ricercare nei rapporti esistenti tra Montrone e Petragallo ed in particolare nell’acquisto all’asta, compiuto dalla vittima, dell’immobile di proprietà di Montrone.
Versione che però gli avvocati del presunto omicida hanno smentito con forza, ricordando che lo scorso 18 marzo la famiglia di Montrone aveva riacquistato proprio da Petragallo metà di quella proprietà, raggiungendo un accordo con la famiglia dell’imprenditore, a cui era rimasto il lotto dell’immobile ancora da completare.
Stando a quanto emerso dopo l’interrogatorio di con valida, Montrone la mattina del 2 aprile è uscito a fare la spesa, è tornato a casa, ha lasciato le buste del supermercato e ha scambiato qualche parola con la moglie che stava cucinando. All’improvviso, è uscito dall’appar tamento, quello riscattato da Petragallo nemmeno un mese fa, ha imbracciato il suo fucile, ha attraversato il canale carrabile che lo separa dalla proprietà dell’imprenditore e lo ha affrontato con l’arma, sparandogli contro.
«Non so perché l’ho fatto, non so perché l’ho fatto» ha detto Montrone al gip Guarna. Il pensionato potrebbe aver agito in preda ad un raptus determinato da chissà che cosa. Dopo aver sparato, il 71enne è tornato a casa, ha detto alla moglie che stava andando dai carabinieri e così ha fatto, facendo paradossalmente pure un pò di anticamera.
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Tue, 11 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Baldini lancia le maratonete]]>
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Un occhio alla pista, l'altro al cronista intento a far coesistere ascolto e taccuino: sguardi olimpionici, mercoledì pomeriggio, al Madonna delle Grazie. Sguardi d'autore: Stefano Baldini, maratoneta d'oro alle olimpiadi di Atene 2004, «taglia» in due il polivalente di Contrada Candelora.
Un nugolo di ragazzi e ragazze, atleti della Don Milani di Mottola che dell'impianto di Laterza sono da tempo quotidiani fruitori, si muovono come coriandoli in fila lungo l'anello rosso mattone che fa da cornice all'erba sintetica dell'impianto. Corrono e marciano nell'aria frizzante della premurgia, per nulla intimoriti dalla presenza del campione emiliano. «Sono qui per il progetto Tutor, programma istituito quest'anno dalla Fidal: sono l'angelo custode di Antonella Palmisano e Anna Clemente, marciatrici di belle speranze» dice Baldini alla «Gazzetta». Antonella Palmisano, classe 1991, mottolese, campionessa nazionale e «vice» europea nella 10km categoria juniores, record tricolori in serie, già inserita nel progetto Londra 2012, il 15 e il 16 maggio a Chihuahua, in Messico, per la Coppa del mondo; Anna Clemente, sedici anni, laertina, campionessa e pri matista italiana fra le cadette (14'14" nella 3km, a Desenzano del Garda), tritura-record, il 21 maggio impegnata a Mosca nelle selezioni per le Olimpiadi giovanili di Singapore (agosto prossimo).
In due, una serie incredibile di successi e primati che hanno lanciato la Don Milani di Tommaso Gentile ai massimi vertici nazionali. «All'Atletica italiana manca una ge nerazione, vogliamo non saltarne altre» spiega Baldini. Da qui l'iniziativa Fidal: a Gabriella Dorio (campionessa olimpica 1500 metri a Los Angeles '84), Fabrizio Mori (campione del mondo 400hs a Siviglia '99) e, appunto, Stefano Baldini è stato affidato il compito di seguire la crescita psicologica e agonistica di giovani promesse azzurre. «Un'età critica questa, molti, anche di ta lento, smettono perché poco motivati o perché lasciati soli nei momenti delle scelte che possono cambiarti la vita». Compito non facile. Baldini: «Devono vivere la loro età, liberi da pressioni e forzature». Tommaso Gentile annuisce. Poi spazia: «La marcia italiana ci guarda, ma qui da noi molti non lo sanno» abbozza, sottintendendo altro. «Il segreto? Passione, sacrificio, rispetto per lo sport e per i ragazzi» svela. Si definisce «un tecnico di strada» Gentile. E non per i sessanta chilometri percorsi ogni giorno, Mottola-Laterza e ritorno. Arrivano le atlete. Rifiatano. «In bocca al lupo» augura qualcuno. E loro: «Campi il lupo». Marciano bene anche all'incontrario Antonella Palmisano e Anna Clemente.
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Mon, 10 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[La Tarsu aumenta del 15 % «È stata una scelta inevitabile»]]>
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"Da funzionario dico che lo sforamento del patto di stabilità nel 2009 non coinvolge né i politici, né la struttura comunale": il commissario straordinario del Comune di Laterza, Antonio Paglialonga, interviene nel dibattito acceso nei giorni scorsi e, con il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2010 in via di definizione, spiega alla "Gazzetta" alcuni aspetti "tecnici" della questione. A entrare nel merito, seduto a fianco allo stesso commissario nella sala municipale del gonfalone, è Pietro Lucca, responsabile del settore finanziario dell'ente di piazza Plebiscito. "Alla base di tutto - dice - è lo sfasamento temporale tra l'accreditamento dei finanziamenti relativi al Pis 13 Habitat Rupestre, avvenuto nel 2008, e i pagamenti conseguenziali, effettuati invece nel 2009". In pratica, per Lucca il Comune di Laterza, che del Pis 13 è capofila, "nel 2009 ha speso più di quanto avrebbe potuto spendere, sforando il patto".
Scelta ponderata, comunque, argomenta il funzionario comunale: "Tra non pagare, e quindi perdere i finanziamenti, e sforare il patto, si è deciso per la seconda ipotesi". Il commissario Paglialonga annuisce, raccoglie e fa sintesi "tecnica": "La realtà giuridica - dice - è questa, e bisogna anche aggiungere che è simile a quella di molti altri comuni". La questione, che per forza di cose sposta e rimanda le riflessioni del caso all'esercizio 2008 (anno in cui il patto fu rispettato), ha però, e in ogni caso, conseguenze a cui bisogna far fronte. Lucca: "Ci sarà una riduzione dei trasferimenti ordinari del 5%, pari a 75mila euro, e sono previste una serie di limitazioni: non è possibile assumere mutui, non ci si può indebitare, è impedita l'assunzione di personale, è ridotta la spesa corrente".
E il commissario chiude il cerchio: "La sofferenza c'è". Tanto che lo stesso Lucca, ne dà notizia il commissario, ha già chiesto per iscritto ai responsabili dei vari settori operativi del Comune di "tenere sotto controllo le spese". Insomma: I flussi vanno moni torati (Lucca), e il superfluo eliminato (Paglialonga). "Se non lo facessimo - evidenzia il commissario - ci renderemmo responsabili di altri eventuali sforamenti". La tassa rifiuti (tarsu) aumenta così del 15% - ma Paglialonga chiarisce che"l'incremento è stato contenuto, nonostante i lievitati costi del servizio e in applicazione del graduale passaggio da tassa a tariffa"-, e per il "pareggio" 2010 altri interventi si rendono necessari. Obiettivo: "Potenziare gli strumenti per introitare somme". Paglialonga: "Il Comune è anche creditore, se non si procede di conseguenza c'è un danno per l'ente e i primi imputabili siamo noi". Allora Lucca annuncia: "In previsione entrate di 250mila euro rivenienti da accertamenti tributari e di 150mila euro dovuti a oneri di urbanizzazione". Intanto, si registra un avanzo di amministrazione di circa 128mila euro nel Consuntivo 2009 approvato nei giorni scorsi dal commissario straordinario: "Ma 80mila sono vincolati" precisa Lucca. E Paglialonga, "da funzionario", commenta: "Amministrazione attenta".
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Mon, 3 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[La conferma del Tar di Lecce quell’antenna va rimossa]]>
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L'antenna di telefonia mobile Telecom, "temporaneamente" autorizzata e installata quindici anni fa nel cortile dell'edificio scolastico Diaz, va subito rimossa. Il Tar di Lecce con ordinanza numero 235 del 15 aprile scorso, rafforzando una sua precedente sentenza (2008), "non ha lasciato ancora una volta dubbi sulla legittimità dell'azione intrapresa dal Comune di Laterza, confermando che quell'antenna di telefonia non dispone delle autorizzazioni urbanistiche del caso". Lo scrive l'ufficio Contenzioso del comune laertino in una nota in cui viene sottolineato l'ulteriore "passo in avanti" segnato dall'ente nell'annosa vicenda. Per saperne di più, bisogna però farne alcuni indietro: quell'antenna, autorizzata dal Consiglio comunale nel 1995, in via "provvisoria", fu subito oggetto di segnalazioni, proteste e denunce. Il consiglio del Primo Circolo didattico "Diaz", già il 10 febbraio 1996 chiedeva infatti al sindaco allora in carica (Antonio Vito di Lena) se fosse plausibile l'informazione secondo cui "i campi elettromagnetici generati da simili torrette siano dannosi per la salute delle persone e se, in caso contrario, possa essere data assicurazione anzitutto all'utenza scolastica di esclusione di qualsiasi rischio, attraverso accertamento di esperti e dichiarazioni formali". Certezze documentate non ne arrivarono, ma a "mediare" fu allora proprio la natura dell'autorizzazione limitata, appunto, "a qualche anno". Dodici anni dopo, il Comune passa alle vie di fatto: nell'ottobre 2007 la Telecom viene diffidata alla rimozione dell'antenna e al "ripristino dello stato dei luoghi", nel gennaio 2008 il Comune, a firma dell'architetto Cosimo Venneri, responsabile del procedimento, emette ordinanza conseguenziale. Ci son volute però due sentenze del Tar, e tre anni ancora, per arrivare in prossimità dell'epilogo. E al fatidico bivio: la Telecom si adegua o il Comune procederà alla rimozione "coatta" dell'impianto, con rivalsa delle spese. Dura l'ultima nota del Comune: "Purtroppo - vi si legge -, nonostante gli innumerevoli tentativi di accordo, le grandi società non hanno tra le priorità gli stessi interessi che stanno a cuore alle piccole comunità locali; certo un trasmettitore e le sue utenze valgono più della serenità di un quartiere, e di quei tanti genitori che sono preoccupati della salubrità dei luoghi in cui i propri figli trascorrono gran parte della giornata".
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Sat, 1 May 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Angelo Loreto <![CDATA[È scontro aspro nel Pdl Patarino querela Cristella]]>
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Carmelo Patarino, parlamentare del Pdl, annuncia querela nei confronti dell'ex sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, oggi consigliere provinciale dello stesso partito. La decisione dell'onorevole di Castellaneta arriva dopo le aspre polemiche successive al voto delle regionali, alimentate dalle dichiarazioni con cui Cristella, primo dei non eletti in provincia di Taranto, affermava che a Castellaneta (dove ha preso 871 voti, più suffragato della lista) la locale dirigenza del partito avrebbe boicottato la sua candidatura, tirando in ballo Patarino. Insomma, uno scontro che è divampato nel pieno della campagna elettorale e che ora non accenna a placarsi. Anzi.
"Ringrazio gli amici che hanno ritenuto di esprimermi solidarietà - replica il parlamentare - per i gratuiti, pesanti, reiterati e spropositati attacchi rivoltimi per conto terzi in ordine ad una questione di comizi elettorali di cui non avevo alcun titolo per occuparmi, ed infatti non mi ero occupato, e che hanno ampiamente smentito con piena cognizione di causa le assurde accuse rivoltemi, invitandoli, altresì, a tenersi responsabilmente lontani dalle polemiche e dalle provocazioni che, oltre a mettere in luce i capricci di chi le solleva, non giovano a nessuno, ma servono solo a danneggiare il partito".
Prosegue Patarino: "Ho sempre doverosamente accettato con attenzione e rispetto ogni critica alla mia attività politica e parlamentare, cogliendone, come ho potuto, gli stimoli per correggere, intensificare o migliorare il mio lavoro. Quel che invece non posso consentire a nessuno è che si diffami impunemente, sul piano morale e comportamentale, la mia onorabilità che è stata ingiustificatamente colpita".
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Tue, 20 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, [c.s.] <![CDATA[Derby e permanenza Futsal Taranto festeggia]]>
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Nettissima affermazione della Futsal Taranto nel derby con l’Atletico Laterza giocato sabato scorso e valevole per la terzultima giornata del campionato regionale di serie C1 di calcio a cinque. I laertini si presentavano in campo già retrocessi. I tarantini invece volevano metterla in ghiaccio con un paio di settimane d’anticipo rispetto alla chiusura della regular season per evitare scherzi nelle ultime due ore di gioco. Il 13-4 per la Futsal chiude i giochi visti i sette punti di vantaggio sulla elevatori, decima. L’Atletico Laterza gioca a Barletta sabato prossimo, mentre i tarantini fanno visita alla Effe Gi in lotta per la salvezza.
Ventottesima giornata: Aiace Conversano – Fuente Foggia 4-1; Atletico Fasano – Effe Gi Castellana 1-5; Atletico Laterza – Futsal Taranto 4-13; Brindisi Elevatori – Nettuno 2-0; Casamassima – Futsal Barletta 5-3; Futsal Cerignola – Tris Gravina 5-10; Torre Pino Spinazzola – Sammichele 3-5; Virtus Mola – Real Mola 2-4.
Classifica: Fuente Foggia 73; Real Mola 70; Virtus Mola 63; Sammichele 55; Aiace Conversano 51; Futsal Barletta 45; Futsal Taranto, Nettuno 41; Tris Gravina 37; Brindisi Elevatori 34; Casamassima 31; Effe Gi, Torre Pino Spinazzola 30; Atletico Fasano 24; Atletico Laterza 15; Futsal Cerignola 13.
Penultima giornata: Atletico Fasano – Brindisi Elevatori; Effe Gi Castellana - Futsal Taranto; Fuente Foggia – Futsal Cerignola; Futsal Barletta – Atletico Laterza; Nettuno – Aiace Con versano; Real Mola – Torre Pino; Sammichele – Casamassima; Tris Gravina – Virtus Mola.
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Thu, 15 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Per le tre joniche l’obiettivo è comune bisogna evitare gli spareggi playout]]>
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Due giornate all'epilogo in Seconda categoria, le tre joniche si giocano la permanenza diretta nel girone C: obiettivo comune, evitare i play-out. Approdo nel mirino: è quasi fatta per il Palagiano (37), è sulla buona strada il Laterza (35), è chiamato a stringere i denti il Mottola United (33). Per tutti il punto di riferimento è lo Sporting Club Grotte, quint'ultimo a quota 31, però con una partita in meno (sospeso per la pioggia il match di domenica scorsa in casa del Montalbano). Il punto di vista di Gianvito Salluce, mister del Laterza: "Il Palagiano può già chiamarsi fuori, a noi dovrebbe bastare vincere una delle due partite che restano, credo che lo stesso discorso possa valere anche per il Mottola". Domenica l'undici mottolese ha battuto sonoramente il Surbo, confermandosi autentico schiacciasassi tra le mura amiche, mentre il 2-2 ha segnato la trasferta del Palagiano a Frigole e quella del Laterza a Brindisi: "Abbiamo subito il gol del pareggio al 94', a fronte dei tre minuti di recupero chiamati al novantesimo, speriamo sia l'ultimo contrattempo di questo campionato" commenta Salluce. La prossima a Cisternino, contro la seconda forza del torneo, chiusura al Madonna delle Grazie con il Pezze, attualmente terz'ultimo con 21 punti: più facile questa, ma l'altra non è proibitiva: "Tutt'altro, se giocamo con la giusta concentrazione, possiamo dire la nostra" rilancia Salluce. Peccato per i pareggi di Frigole e con il Torre in casa, ma non c'è tempo per i rimpianti: "Vinciamone un'altra e poi ne parliamo" chiude il mister del Laterza. Vede la meta il Palagiano (Torre in casa, poi a Brindisi), prepara la volata il Mottola (Latiano fuori e Campi in casa): tutto in 180'.
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Thu, 15 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, [m. r.] <![CDATA[TERLIZZI Vigili urbani senza comandante, presto il bando del Comune]]>
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Rendere più efficace la segnaletica stradale. Dotare il paese di un nuovo piano del traffico poiché quello attuale non risponde alle mutate esigenze della città. Istituire altre zone a traffico limitato per ridurre la presenza di auto e motoveicoli. Il comandante della Polizia Municipale di Terlizzi, Alessandro Frigiola indica la «ricetta» per curare il mal di traffico. La situazione più difficile si registra in viale dei Garofani, arteria su cui si immettono tutti i mezzi provenienti da viale Roma. I controlli dei vigili urbani non mancano. Le multe fioccano. Ma nonostante le salate contravvenzioni gli automobilisti continuano ad essere indisciplinati al volante. Necessario, dunque, attuare quanto ha in cantiere il comandante dei vigili urbani. Ma potrebbe toccare al suo successore coordinare gli interventi per regolamentare la viabilità locale. Il Comune di Laterza (Taranto) che lo aveva dato in prestito al Comune di Terlizzi dall’agosto dello scorso anno, vuole infatti che Alessandro Frigiola torni a dirigere la polizia municipale del paese jonico. Il Comune di Terlizzi, dunque, dovrà dotarsi di un nuovo comandante. «Il Comune – commenta l’assessore alla polizia municipale Giovanna Spada – al termine del mandato di Frigiola, in scadenza il 30 aprile, darà il via alla selezione per il nuovo comandante. Sarà emanato un bando per dotarsi di questa indispensabile figura».
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Thu, 15 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, [c.s.] <![CDATA[Calcio a 5 C1 Laterza-Taranto derby dimesso]]>
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Riparte sabato pomeriggio il torneo regionale di serie C1 di calcio a cinque maschile. Un campionato dove, per le due tarantine impegnate, c’è davvero poco da decidere ancora. In particolare per l’Atletico Laterza che, al penultimo posto, con soli quindici punti all’attivo, ha praticamente lasciato anzitempo la categoria che era stata conquistata per la prima volta appena un anno fa. A tre turni dal termine della stagione regolare invece la Futsal Taranto deve ancora mettere qualcosa nel proprio fienile per archiviare la pratica salvezza. Anche i rossoblù sono al primo anno di partecipazione ma la salvezza la hanno seriamente ipotecata da tempo e sono solo in attesa della certificazione. Questa potrebbe arrivare proprio in occasione del derby tra le due compagini che la scorsa stagione monopolizzarono il gruppo C di serie C2. Derby che si giocherà quale ventottesima giornata sabato pomeriggio al “Don Tonino Bello” di Laterza. Un orecchio teso a Brindisi dove la Elevatori ospita il Nettuno. Gli adriatici devono evitare i playout che allo stato attuale disputerebbero come decima ed hanno sette punti di svantaggio rispetto agli jonici.
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Thu, 8 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[ E la Pasqua si allunga con la Madonna delle Grazie]]>
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Il bisogno dei laertini di prolungare di un giorno le feste pasquali, di aggiungere un "martedì" al Lunedì dell'Angelo, si perde nella memoria. Affonda le sue radici nel senso di "passaggio" che la Pasqua, per chi crede, porta con sé: ma poi va oltre, si espande, fino a diventare esigenza di popolo, porzione di identità contadina in viaggio di generazione in generazione. I rigori dell'inverno, le privazioni della quaresima, poi la primavera, la Pasqua: momenti di speranza, queste ultime, nella quotidianità fortemente scandita, fino a pochi decenni fa, dall'incer tezza dei raccolti e dall'avvicendarsi delle stagioni; ritorni a vita nuova, appunto, tra terra e fede in intersezione virtuosa: la tradizione.
Bene, oggi, martedì di Pasqua, a Laterza è festa in onore della Madonna delle Grazie. Festa che, e non è un paradosso, si dilata avvicinando: nel tempo che fa da ponte fra passato e futuro, e nello spazio che separa la città dalla campagna lungo la provinciale che "plana" in contrada Candelora, prima di cominciare a salire, ai piedi della Murgia, verso Santeramo in Colle.
La chiesetta cinquecentesca dedicata a Santa Maria della Grazia, oggi non è più sola nella "piana" a cui dà il nome, e in cui ancora viva e pulsante è la cultura della terra: il nuovo impianto sportivo polivalente su di un fianco, lo stabilimento Natuzzi (mobile imbottito) più in là, la Curvet (vetro curvato) sull'altro fianco, la bretella della "Bradanica" che va incontro all'Appia Nuova proseguendo per Matera. Qui, intorno al luogo sacro da poco restaurato (internamente e all'esterno: anche un anfiteatro naturale realizzato in una cava tufacea dismessa, con fondi Pis 13 "Habitat rurale", punta a "rivitalizzare" l'intero borgo di campagna), l'evento prenderà colore e vigore nel corso della giornata.
Movenze cadenzate e antiche: via vai lungo il percorso e sante messe in cripta sin dalla prima mattinata; festa sull'erba con pranzo al sacco e succulente grigliate in loco, tra bancarelle e intermezzi musicali, a seguire; pellegrinaggio giù nella grotta scavata nel tufo, in fila indiana, gomito a gomito, in visita al dittico di Santa Maria della Grazia e della Mater Domini, per tutto il pomeriggio. All'imbrunire (intorno alle ore 18) in processione, la statua della Madonna, ceri accesi ad annunciarne l'arrivo e concerto bandistico a chiudere la lunga fila, farà ritorno in paese, in Santa Filomena: Laterza si rigenera fra il "centro" e la campagna, in piena primavera.
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Tue, 6 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[«E ora l’amore interiore sconfigga invidia e gelosia»]]>
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Perdóno e preghiera, e poi perdóno e preghiera ancora. Per chi ha ucciso, per chi è stato ucciso. Parrocchia di Santa Croce, soleggiato pomeriggio di Pasqua: davanti alla bara coperta di fiori bianchi di Nunzio Petragallo, costruttore edile colpito a morte il giorno di Venerdì Santo per mano di Pietro Montrone, marmista in pensione a cui era stata pignorata l'abitazione poi acquistata all'asta dallo stesso Petragallo, le parole di don Domenico Affortunato lacerano il silenzio della chiesa gremita. «Bucano» la commozione, vanno oltre le frasi di circostanza e di rito. Sono parole che, senza giri viziosi, puntano direttamente a far breccia nelle «stanze chiuse del cuore». Sono parole che cercano «l'amore interiore che manca», parole che chiedono di «perdonare il peccatore». Perché «Gesù l'ha fatto sulla croce», perché da «stanare», da condannare è, invece, il peccato: quasi un grido, nella chiesa muta e assorta, quello di don Domenico. Fuori, parte della gente che prima aveva accompagnato il feretro, accolto tra due ali di folla all'ingresso del paese, riempie adesso tutto lo spazio tra la chiesa e la strada. All'interno, tra i banchi stracolmi e il composto dolore di Adriano, Anna Maria, Doriana e Graziana, figli in fila di Nunzio Petragallo, la liturgia di Pasqua, morte e resurrezione separate da due giorni intensi, scrive pagine di straordinaria cristianità. La lettera di San Paolo apostolo ai Colossesi che invita a guardare alle «cose di lassù», accende e guida l'omelia: «Senza benevolenza e amore interiore - ripete e scandisce con forza don Domenico -, resta solo la parte peggiore dell'umana esistenza: invidia ed egoismo, gelosia e accidia». Sono le «cose di quaggiù» che portano «dolore e rancore», è la «vita secondo lo spirito», la via da seguire: «Non si può servire Dio e Mammona, Dio e la ricchezza», ripete, con Matteo e Luca, don Domenico. E poi, con San Francesco piangente davanti al crocifisso, «l'amore non è amato» sillaba il sacerdote con fermezza: «Dobbiamo risorgere ogni giorno, cercare il Signore come la Maddalena, sconfiggere le nostre zone d'ombra, liberare il nostro cuore dal male». Non c'è soluzione di continuità nell'omelia, incalzante, di don Domenico Affortunato. C'è ancora spazio per «la proprietà che si lascia e il peccato che ci si porta via», per la comunità chiamata a ritrovarsi nella fraternità, per il «crocifisso da rimettere nelle nostre case». C'è ancora tempo per aprire e chiudere virgolette: «La morte non è l'ultima parola sulla vita» riporta don Domenico. Le «cose di lassù», nelle parole di Paolo VI.
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Tue, 6 Apr 2010 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza <![CDATA[Delitto a Laterza giallo sul movente]]>
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Arresto convalidato anche se la storia è probabilmente tutta da (ri)scrivere. Il giudice per le indagini preliminari Pio Guarna ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del 71enne Pietro Montrone, il marmista di Laterza che venerdì scorso ha ucciso a fucilate l’imprenditore edile 64enne Nunzio Marcello Petragallo in uno stabile ubicato in via della Pace.
La decisione del dottor Guarna, sollecitata dal sostituto procuratore Remo Epifani, è giunta ieri mattina al termine dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, svoltosi nella casa circondariale di Taranto alla presenza dei legali di Montrone, gli avvocati Claudio Costa e Rosario Orl a n d o. Il gip ha anche ordinato una sorveglianza continua per Montrone, temendo che possano verificarsi gesti di autolesionismo dovuti all’evidente stato di choc in cui si trova ancora l’uomo.
I legali nei prossimi giorni chiederanno che sia disposta, nelle forme dell’incidente probatorio, una perizia psichiatrica e non escludono peraltro la possibilità di rivolgersi al tribunale del riesame dopo che avranno letto quanto scritto dal dottor Guarna nell’ordinanza di custodia cautelare firmata ieri mattina, ricorso finalizzato a cambiare le imputazioni che ora sono di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi.
Secondo i legali, infatti, non c’è il movente e lo stesso Montrone ieri mattina, nel colloquio con il giudice Guarna, non ha saputo spiegare cosa lo ha spinto a sparare a Petragallo.
Nelle ore immediatamente successive al delitto, così come ricostruito dai carabinieri della stazione di Laterza e della compagnia di Castellaneta, il movente sembrava da ricercare nei rapporti esistenti tra Montrone e Petragallo ed in particolare nell’acquisto all’asta, compiuto dalla vittima, dell’immobile di proprietà di Montrone.
Versione che però ieri mattina gli avvocati del presunto omicida hanno smentito con forza, ricordando che lo scorso 18 marzo la famiglia di Montrone aveva riacquistato proprio da Petragallo metà di quella proprietà, raggiungendo un accordo con la famiglia dell’imprenditore, a cui era rimasto il lotto dell’immobile ancora da completare.
Stando a quanto emerso ieri mattina dopo l’interrogatorio di convalida, Montrone sabato mattina è uscito a fare la spesa, è tornato a casa, ha lasciato le buste del supermercato e ha scambiato qualche parola con la moglie che stava cucinando. All’improvviso, è uscito dall’appar tamento, quello riscattato da Petragallo nemmeno un mese fa, ha imbracciato il suo fucile, ha attraversato il canale carrabile che lo separa dalla proprietà dell’imprenditore e lo ha affrontato con l’ar ma, sparandogli contro.
«Non so perché l’ho fatto, non so perché l’ho fatto» ha detto Montrone al gip Guarna. Il pensionato potrebbe aver agito in preda ad un raptus determinato da chissà che cosa. Dopo aver sparato, il 71enne è tornato a casa, ha detto alla moglie che stava andando dai carabinieri e così ha fatto, facendo paradossalmente pure un pò di anticamera.
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Tue, 6 Apr 2010 09:00:00 GMT