Le news di LATERZA.ORG http://www.laterza.org Le ultime news dal portale Laterza.org it Perla Studio s.n.c. Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza, cambia l’edilizia: addio carte, si va sul web]]>
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Pratiche più veloci, uffici più “trasparenti” e cittadini soddisfatti. Tutto grazie al web e alle sue finestre aperte sul mondo. Nasce così il Portale delle pratiche edilizie presentato venerdì mattina nella Cittadella della Cultura dal Comune di Laterza: uno strumento utile per i tecnici del settore, geometri, architetti e ingegneri, e alla portata di mano, anzi di click, per chiunque voglia sapere a che punto è la propria pratica edilizia senza dover consumare le scarpe nei corridoi del Municipio.
«E’ un’innovazione informatica per rilanciare l’edilizia a Laterza – ha spiegato in apertura l’assessore al Bilancio Mimma Stano – ma anche per garantire efficienza e trasparenza, abbattere i tempi e in più rivitalizzare i rapporti tra amministrazione e operatori economici». Insomma, non si arriverà a “chattare” col Palazzo ma, questo sì, ad instaurare un sano dialogo (multimediale) tra le parti, Amministrazione pubblica, tecnici e cittadini-utenti.
Nel portale finiranno dichiarazioni d’inizio attività, certificati di agibilità e permessi di costruire «rilasciati in tempi rapidi e con l’abbattimento dei costi», come ha sottolineato l’assessore. Che ha aggiunto altri capitoli, non meno importanti, a questa piccola rivoluzione digitale in atto nel Comune: «Siamo alla terza innovazione informatica adottata dall’inizio dell’anno. La prima – ha ricordato – è stata quella per la gestione diretta dei tributi locali, Ici-Imu e Tarsu». L’esternalizzazione, infatti, «aveva provocato nel 2009 una perdita di 114mila euro per le casse comunali, a causa dell’insolvenza della Gestor». Nel mettersi in proprio, invece, il Comune ci guadagnerà 100mila euro «solo per la mancata corresponsione dell’aggio alla concessionaria».
La seconda innovazione riguarda lo Sportello telematico dell’Anagrafe. «Anche in questo caso – ha detto l’assessore – tramite una semplice registrazione, è possibile consultare dati anagrafici ed elettorali e richiedere alcuni certificati e, da giugno, sarà attivo il pagamento telematico».
Del resto, con un sindaco che di professione fa l’ingegnere gestionale è più che lecito attendersi una decisa sterzata verso la modernità: «Oggi cominciamo un percorso insieme con i tecnici del territorio – ha esordito Gianfranco Lopane – su due direttrici: rendere più efficienti gli uffici comunali e siglare un patto che ci porti a guardare la città in maniera diversa, con uno spirito di collaborazione che faccia superare il momento complesso che viviamo».
Dunque, non una semplice ma importante innovazione, ma un cambio di registro «da inserire in un contesto che passa dalla nuova regolamentazione dei procedimenti amministrativi con tempi certi da rispettare e una sanzione, il commissario ad acta, in caso di mancato rispetto». Strada lunga ma già segnata: «Approveremo un regolamento per lo Sportello edilizio, in modo da evitare accavallamenti di responsabilità all’interno della stessa macchina amministrativa». L’obiettivo dichiarato è una logica conseguenza: «Gli atti devono stare il meno possibile nel Comune».
Il resto del “lavoro”, però, è in corso proprio all’interno del Comune: «Stiamo precedendo ad una riorganizzazione – ha spiegato Lopane – e a breve passeremo anche a rivedere l’intera pianta organica del Comune valutando le performance di tutti i dipendenti comunali ai quali abbiamo proposto a gennaio un nuovo contratto decentrato basato tutto sul merito».
Novità anche al vertice della macchina burocratica, dove dal mese di gennaio scorso siede il nuovo segretario comunale, il dottor Casalino. E nuovo è anche l’approccio con la complessa materia urbanistica, al di là del nuovo portale: «Abbiamo trovato una città da rimettere a posto, e proprio dal punto di vista urbanistico – ha puntualizzato Lopane -. Abbiamo analizzato diverse lottizzazioni, alcune erano sospese, altre da approvare». Di qui l’apertura di un “dialogo mirato con i tecnici”, ai quali il sindaco ha chiesto di essere «molto coerenti con le norme del Prg». Innanzitutto tenendo presente il vincolo del 40% da riservare all’edilizia convenzionata (“c’è un vuoto da colmare a Laterza”, ha ricordato il sindaco) e tornando a puntare sulle opere d’urbanizzazione, visto che «ci sono intere aree del territorio carentissime da questo punto di vista» e quindi per l’Amministrazione è necessario «accelerare rispetto ai dieci anni previste dalle norme»: «Tutti passaggi doverosi e necessari per legare lo sviluppo dalla città alle regole chiare dettate dal Prg». Regole chiare e atti trasparenti come solo l’informatizzazione può garantire, oltre a permettere «di agire là dove gli oneri non erano stati versati ed è stato possibile recuperarne 85mila euro – e ne restano altri 200mila – che serviranno ad asfaltare le strade, a partire da via Roma».
Una visione ampia dell’Urbanistica, che il sindaco Lopane predica in ogni direzione: dal Piano del colore per uno sviluppo decoroso della città, al Piano dei ripristini per evitare lo scempio delle strade fatto durante i lavori di Aqp ed Enel. Infine, ma non per ultimo: «Vogliamo riprendere la programmazione. Abbiamo un Pug fermo al 2005, bloccato al documento programmatico preliminare: lo vogliamo riprendere assieme al Piano di rigenerazione territoriale. Il Pug non sostituisce il Prg, ma è strategico perché considera tematiche più ampie, il recupero e la perequazione urbana, la viabilità, le connessioni col Parco delle Gravine. E’ il primo di una serie d’incontri – ha concluso – che hanno l’ambizione di intessere un dialogo con i tecnici per una sfida da lanciare alla città: avere idee e spunti dai tecnici stessi per far funzionare meglio il Comune e rilanciare e migliorare la vivibilità di Laterza».
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Sun, 29 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza, accordo alla Natuzzi e sciopero revocato: «Nessun lavoratore in Cigs a zero ore»]]>
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Quarantottore di protesta dura, il confronto serrato con i manager e un accordo che leva le castagne dal fuoco.
Lo sciopero allo stabilimento Natuzzi, bloccato per due giorni e presidiato anche di notte dai lavoratori, è rientrato. Ieri mattina i lavoratori hanno dato il via libera al verbale d’intesa siglato nella serata precedente dai sindacati della triplice e dal numero uno delle Risorse Umane Natuzzi, Fernando Rizzo. Il risultato messo nero su bianco, un accordo in tre punti, viene sventolato con soddisfazione all’ingresso dello stabilimento, proprio mentre gli operai del reparto complementi d’arredo cominciano a smobilitare il presidio e gli altri sono già dentro al lavoro. Il magazzino dei complementi per ora è salvo: da qui era partito lo sciopero e da questo punto si ricomincia. «L’azienda – si legge – nel confermare che la programmazione già effettuata non ha impatti sugli attuali livelli occupazionali e che essa non era finalizzata al trasferimento di attività dal sito di Laterza a quello di Matera La Martella, si impegna ad attivare un tavolo di confronto con la rappresentanza sindacale coinvolta, garantendo sin da ora che, in casi di eventuale trasferimento di attività, si provvederà anche al trasferimento del personale coinvolto». Per l’accorpamento del magazzino pelle e dell’area ispezionamento viene confermato che il progetto verrà «preventivamente analizzato congiuntamente alle parti sindacali» e che «il personale eventualmente coinvolto non sarà interessato da provvedimenti di Cigs a zero ore». Lo scenario che i lavoratori temevano di più viene quindi escluso. Al punto numero 3, taglio pelli automatizzato, vengono definiti altri particolari organizzativi riguardanti l’area “Humantech” e l’impegno dell’azienda «ad applicare la rotazione tra gli attuali 12 assistenti capi squadra, nel caso di ulteriore riduzione dei volumi» produttivi.
Tra i lavoratori dei complementi d’arredo, che lunedì saranno di nuovo al lavoro, gira un solo disincantato commento: «Adesso speriamo che Natuzzi mantenga davvero fede a questi impegni». Per saperlo basterà attendere il prossimo incontro in Confindustria, a Bari, il 27 aprile prossimo. Nel frattempo, l’azienda di Santeramo fa sapere in una nota ufficiale che «l’accordo sancisce la necessità di proseguire gli interventi di razionalizzazione e di recupero competitività messi in atto dal Gruppo». Non solo. Il Gruppo Natuzzi ribadisce che «non ha nessuna intenzione di disinvestire in Puglia e Basilicata», ma proseguirà «gli investimenti all’estero per sostenere lo sviluppo della marca Natuzzi – totalmente made in Italy», forte degli «ottimi risultati ottenuti nel 2011 in Paesi come Brasile, Russia, India e Cina». «In Europa, invece, persiste una difficile congiuntura di mercato», per cui «tutte le misure messe in atto rischiano di essere vanificate senza l’intervento delle Istituzioni». Un tema, questo, toccato ieri mattina dall’on. Ludovico Vico (Pd), passato dal presidio per rassicurare gli operai sull’accordo di programma Stato-Regioni a supporto del distretto del salotto: mancano solo i soldi del Governo e in due mesi dovrebbero arrivare. Salvo spread…]]>
Sat, 21 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Laterza, accordo Natuzzi-sindacati: sciopero finito]]>
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Accordo trovato tra gruppo Natuzzi e sindacati: lo sciopero, da stamattina, rientra e il presidio è in via di smobilitazione. E’ palpabile la soddisfazione tra i lavoratori sia per l’ascolto ottenuto dall’azienda, che ieri ha inviato sul posto il capo delle Risorse Umane Fernando Rizzo, sia per i risultati raggiunti durante una lunga trattativa conclusasi stamattina con il via libera delle assemblee dei dipendenti. Il magazzino Complementi, da cui era partito lo sciopero, al momento non verrà più spostato a Matera e, nel caso di trasferimento d’attività, sarà attivato un tavolo di confronto con la rappresentanza sindacale. Escluso anche ogni ulteriore ricorso alla cassa integrazione a zero ore.
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Fri, 20 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Natuzzi Laterza: complementi d’arredo resta, per ora]]>
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L’incubo e la discussione.
Il clima politico ed economico è dei peggiori, gli operai, si diceva nella masseria di fronte al presidio, sono i ciucci che devono trainare la carretta con su lorsignori ed essere anche bastonati: quindi un nonnulla provoca in essi inquietudine e ansia.
Nella Natuzzi di Laterza e dintorni si era sparsa la voce che stesse per essere chiuso il reparto di Complementi d’arredo, tutti hanno pensato: è cominciata la chiusura di tutto lo stabilimento, oggi Laterza, domani Ginosa, dopodomani… Sciopero e presidio, malgrado le nottate marzoline, capricciose, in junghiana sincronia fra stato d’animo e stato climatico.
Ieri, pomeriggio uggioso fuori, interminabile dentro: raggiunta una conclusione provvisoria: il reparto di Complementi d’arredo resta a Laterza, in rapporto agli ordini, a bassa densità lavorativa, intanto si vedrà come accorpare i reparti di taglio pelle di Laterza e Matera, cioè una non conclusione.
Dice di più la cronaca del pomeriggio: nel presidio arriva il “Corriere”, accoglienza musicale di Vito D’Auria, il “rinfrescatore” degli scioperanti con vino, birre e focacce, di là il segretario della Fillea Cgil Lamusta appeso al suo telefonino fa il punto della situazione: il 15 ottobre scorso accordo a Roma fra azienda e sindacati per riportare in Italia la produzione dei divani prodotti in Romania; il 24 gennaio di quest’anno l’azienda cambia idea: in Italia il lavoro costa troppo, restiamo in Romania, quindi in Italia resta una bassa produzione, si lavora a 6 ore al giorno, cassa integrazione a rotazione; ma gli Rsu scoprono che i complementi d’arredo vanno a Matera, quindi preannuncio di chiusura del reparto, in più i capofila non erano inseriti nella turnazione della cassa integrazione facendo anche i magazzinieri a parità di salario. «Chiediamo che vengono rispettati gli accordi di Roma…».
Arriva un pulmino con dentro i dirigenti dell’azienda, Lamusta ed Rsu si va nella sala adunanza. Ingresso vietato agli estranei, quindi anche al giornalista, ma il giornalista conosce il trucco di Ulisse nella tana di Polifemo e, non potendo nascondersi sotto gli arieti, si nasconde nel gruppo. Sull’uscio Fernando Rizzo aspetta Lamusta e gli Rsu, ma è gentilissimo con l’estraneo e dà la sua versione dei fatti: «Questo presidio nasce da enfatizzazione della stampa di notizie false. La Cigs resterà fino al 2013, il tempo necessario per la riorganizzazione. L’azienda non produce complementi d’arredo, ma li acquista in altri stabilimenti italiani e la sede di Laterza fa soltanto da deposito. Noi non licenziamo nessuno, basti ricordare che dei 15 mila addetti in zona del divano imbottito ne sono rimasti appena 5 mila, ma nessuno è stato licenziato da noi. Riorganizzazione significa ottimizzazione e recupero di efficienza per ridurre i costi e migliorare il servizio al cliente».
Fuori dall’aziendalese la questione del capannone dei Complementi d’arredo, spiegata dagli operai in presidio è la seguente: il tavolino e altri arredi, sedie, portacenere, candela, lampada, vasi, profumi, che accompagnano il divano sono dati da altra azienda su esplicita richiesta del cliente che vuol comprare il divano. La sede di Laterza fa da prima stazione di quest’ordinativo, gli operai scaricano i vari pezzi, facendo i magazzinieri. Una volta arrivato l’ordine ricaricano la merce che va a Matera e da qui a casa del cliente. In tempi di filiera corta, potrebbero chiudere entrambi i reparti di Laterza e Matera. Nei lavoratori della Natuzzi il sospetto diventa incubo: niente lavoro, cassa integrazione a zero ore, licenziamento in vista. «Ed invece no», dicono gli operai, per bocca di Massimo Vasco, Giuseppe Di Girolamo ed Emanuele Scarati, «il posto di lavoro va difeso. Sì, oggi non produciamo più complementi d’arredo, ma agli inizi li producevamo ed eravamo 90 operai, poi 60, oggi 37. L’azienda ha il diritto-dovere di riorganizzare la produzione e stare in attivo, perché più è florida l’azienda più è stabile il lavoro, ma la riorganizzazione va fatta d’intesa con i lavoratori, con un apposito tavolo tecnico ricominciando dall’accordo di Roma, quello che prevedeva il rientro in Italia della produzione de localizzata in Romania». La discussione continua. In Italia discutere è un bel mestiere.
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Fri, 20 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Natuzzi, sciopero a oltranza]]>
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Il salotto imbottito si sta afflosciando e anche tavolini e plafoniere non stanno meglio. La crisi del gruppo Natuzzi sembra non finire mai e, da ieri, lo stabilimento di Laterza si è fermato: uno sciopero ad oltranza per protestare contro le scelte della proprietà.
Un’altra puntata, l’ennesima, della travagliata storia d’amore imprenditoriale tra Pasquale Natuzzi e la pietrosa Murgia, che declina dalla sua Santeramo passando per Matera e Laterza e scende giù in fondo sino a Ginosa. E’ il quadrilatero del salotto, cuore produttivo del gruppo più importante del mondo quando si parla di divano in pelle che, però, stenta a tornare coi bilanci in attivo ed è costretto a tenere in cassa integrazione praticamente tutti i 3200 dipendenti (700 solo a Laterza). Eppure, soltanto il mese scorso, il Gruppo di Santeramo è sbarcato in forze “su” a Milano per presentare i nuovi prodotti dei suoi marchi: Natuzzi Italia, Italsofa e Leather Editions. Qui “giù”, invece, si mastica amaro. Niente show room: la vetrina è una striscia di strada in mezzo alla polvere.
Basta andare al presidio dello stabilimento di Laterza per capire che i conti realmente non tornano. Ai dipendenti e ai sindacalisti innanzitutto, che non capiscono più le parole di Pasquale Natuzzi. E forse è per questo che i suoi operai, tra una frisella e un tarallino da sgranocchiare (la giornata e la nottata saranno lunghe…), mandano in onda proprio la sua voce: «Noi calcoliamo la nostra produzione in sedute: nel 2002 in Italia ne producevamo 2milioni e mezzo e oggi siamo a 580mila…». E’ un passaggio illuminante della recente audizione alla Camera dei deputati del “patron” e, a dir la verità, ascoltandolo tra bandiere che sventolano e operai sferzati dal vento murgiano, si capisce meglio che il ripetitivo mantra del “grande fratello del divano in pelle” ormai stenta ad ammansire coloro che ha sempre considerato parte di una grande famiglia.
Ora, il problema è che qui a Laterza davvero non capiscono perché il Gruppo si prepari a dichiarare 25 milioni di euro di perdite e decida di azzerare proprio il reparto dei complementi d’arredo, l’unico in attivo così dicono al presidio, per trasferirne la produzione nel sito di Matera, una costola dello stesso Gruppo. Insomma, come la pensano i dipendenti lo spiega bene un cartello: «Pasquale ci stai prendendo per il…». Non solo. Pensano pure che Natuzzi non la racconti giusta nemmeno al suo management, perché – a sentire Cosimo Ciaurro, sindacalista Femca-Cisl – «loro prendono impegni a Roma e lui li disattende qui a Bari, com’è successo in Confindustria il mese scorso quando si è concordata una riduzione dell’orario di lavoro da otto a sei ore e, oggi, ci ritroviamo con un settore che viene sostanzialmente smobilitato senza tante spiegazioni. Finisce il lavoro e quindi indovinate che succede…». E allora braccia incrociate e il problema dei 40 operai ancora in produzione nel reparto complementi d’arredo (chè gli altri 60 sono già a casa in cassa integrazione) diventa la battaglia di tutto lo stabilimento, perché se le sedute di Pasquale Natuzzi non “tengono” si va tutti col posteriore per terra.
I sindacalisti lo sanno e fanno squadra: «Il presidio nasce in questo stabilimento – dicono – ma vogliamo coinvolgere tutti gli altri». Il virus dello sciopero come antidoto da propinare all’azienda che sbaglia medicine per curarsi: «Natuzzi deve convocarci e fare chiarezza sulle sue reali intenzioni, deve spiegarci qual è il destino nostro e quello del Gruppo. Non può continuare ad usare gli ammortizzatori sociali, ottenuti grazie all’accordo delle parti sociali, per ottimizzare i flussi lavorativi».
Materie da codice etico: «Ma quello già ce l’abbiamo…». Pasquale Natuzzi, ovviamente, ha pensato anche a questo e sino ad oggi, nonostante la crisi e la concorrenza sleale, ha sempre funzionato. Lo ammettono, stavolta un po’ preoccupati, anche i lavoratori: «Per dieci anni Natuzzi ha usufruito della cassa integrazione, roba che nemmeno la Fiat è riuscita ad ottenere. Oggi però siamo alla fine dell’imbuto: e prima o poi doveva succedere…».
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Thu, 19 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Laterza, sciopero a oltranza allo stabilimento Natuzzi]]>
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Sciopero ad oltranza, a partire da stamattina, allo stabilimento Natuzzi. Gli oltre seicento operai hanno incrociato le braccia per protesta contro il comportamento dell’azienda che, riferiscono i sindacati, “disattende gli accordi”. Alla base del presidio davanti all’ingresso la decisione di trasferire la produzione del reparto complementi d’arredo da Laterza a Matera, in un altro stabilimento del Gruppo. Per dipendenti e sindacati è l’annuncio di un ulteriore allargamento della cassa integrazione “a zero ore”, se non peggio. Ed è per questo che ora vogliono aprire un confronto direttamente con la proprietà.
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Wed, 18 Apr 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[XIV Settimana della Cultura 14-22 Aprile 2012]]>
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Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove La Settimana della Cultura, aprendo per nove giorni, gratuitamente, le porte di musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali su tutto il territorio nazionale.
Il Comune di Laterza aderisce a quest’importante evento con un ricco calendario di iniziative.

Nei giorni interessati, infatti, l’Archivio Biblioteca Museo Civico, sito in via C. Battisti n. 47, rimarrà aperto dalle ore 18 alle ore 21, offrendo così la possibilità di visitare i locali e le varie teche allestiti all’interno della Cittadella della Cultura.
Una vera Settimana della Cultura, però, non può che coinvolgere anche i più piccoli. Questa settimana, infatti, parte in via ufficiale il progetto Nati per leggere dedicato ai bambini di età compresa tra i sei mesi e i sei anni ai quali verranno letti libri grazie al supporto di alcuni volontari-lettori.
Il programma, però, regala ancora sorprese. Saranno, infatti, proiettati tre grandi film d’autore tratti da tre capolavori della letteratura. Queste le proiezioni nel dettaglio:
- martedì 17, ore 19: “Sostiene Pereira”, regia di Roberto Faenza (tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi);
- giovedì 19, ore 19: “La solitudine dei numeri primi”, regia di Saverio Costanzo (tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano);
- sabato 21, ore 19: “Into the wild”, regia di Sean Penn (tratto dall’omonimo romanzo di Jon Krakauer).

“La Settimana della Cultura è una rassegna importante, ennesimo tassello per la crescita sociale della comunità. Laterza punta molto su questi momenti che uniscono aspetti ludici e formativi per tutti i cittadini, di oggi e di domani” così Gianfranco Lopane, Sindaco di Laterza.
Leonardo Matera, consigliere delegato alle Politiche Culturali e Giovanili, afferma quanto segue: “A dispetto del fattore tempo, sono soddisfatto del programma stilato. Il lavoro quotidiano, spesso silente, trova un giusto riconoscimento in eventi come questo. La Settimana della Cultura è momento di coinvolgimento, partecipazione e discussione. La lettura e il cinema poi si sposano con queste finalità. Laterza quest’anno dedica questi eventi alla memoria di Antonio Tabucchi, straordinario scrittore recentemente scomparso: proiettare il film “Sostiene Pereira”, tratto dall’omonimo libro, è un omaggio doveroso per quanto infinitamente piccolo”.
Orgogliosa anche Mariella Bruno, consigliere delegato alle Politiche per la Formazione e l’Istruzione, che commenta: “Il programma del nostro comune per la Settimana della Cultura è davvero ben strutturato perché non lascia fuori nessuno. Tutta la comunità è pienamente coinvolta: i più piccoli come i più grandi avranno eventi a loro dedicati. Fare cultura significa coinvolgere tutti, sempre e comunque. Bene, credo che questa finalità non sia mai stata disattesa e che, quindi, ci apprestiamo a vivere una settimana di grande spessore culturale”.
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Mon, 16 Apr 2012 09:00:00 GMT
, Corriere del Giorno <![CDATA[Da Laterza in Bolivia, in difesa dei bambini lavoratori]]>
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Nata e cresciuta a Laterza, con una laurea in Lingue Orientali, Rosilde Brizio, 29 anni, con prime esperienze lavorative come addetta stampa e organizzatrice di eventi, è stata selezionata ora dalla Organizzazione Non Governativa veneta ProgettoMondo Mlal per entrare a fare parte della propria équipe boliviana a La Paz.

Il suo compito sarà contribuire allo sviluppo del Progetto “Il Mestiere di Crescere”, al fianco dei movimenti di bambini e adolescenti lavoratori di Bolivia, Perù e Colombia che rivendicano un ruolo dignitoso nelle società degli adulti e che si battono per vedere riconosciuti i loro diritti alla salute, all’istruzione e alimentazione e alla partecipazione.

In particolare, Brizio ha il compito di seguire l’attività di comunicazione e scambio tra singole associazioni e tra i diversi Paesi latinoamericani, di sostenere le attività di formazione previste da questo Programma cofinanziato dall’Unione europea per i prossimi tre anni.

Protagonisti assoluti del “Mestiere di crescere” rimangono comunque i bambini e gli adolescenti tra i 7 e 16 anni che, accanto allo studio e al tempo libero, da anni svolgono anche una qualche attività economica per contribuire al bilancio famigliare.

E proprio ambito e tema del Progetto hanno convinto Rosilde alla scelta: “Quando ho letto le descrizioni dei vari Progetti, questo promosso da ProgettoMondo Mlal –dice Rosilde- mi è sembrato in assoluto il più simile a me. L’ho scelto tra tanti perché me ne sono innamorata”.

”Quando ho partecipato alle selezioni – prosegue il racconto- non pensavo minimamente che sarei stata presa… Infatti da anni pensavo al servizio civile internazionale, poi le varie circostanze della vita mi avevano costretto sempre a rimandare”.

Rosilde Brizio in effetti è stato scelta tra un centinaio di ragazzi e ragazze che, da ogni parte di Italia, avevano risposto al Bando nazionale per il servizio civile all’estero con ProgettoMondo Mlal, promosso dalla Focsiv (la Federazione delle Ong italiane di ispirazione cristiana). “E ora che mi viene data questa possibilità –promette – voglio fare tesoro di questa esperienza. Nel mio piccolo cercherò di concentrare tutte le mie energie in questo Progetto, contribuendo con tutto il mio entusiasmo e la mia voglia di imparare e di aiutare, mettendo a disposizione il mio tempo, le mie forze e le mie conoscenze”.

La sua speranza è di riuscire, attraverso questa esperienza, e “nello stare in contatto con una cultura così diversa dalla nostra e soprattutto in una realtà così difficile, di migliorarmi io stessa come individuo”.

Rosilde sogna “di potere un giorno lavorare nella comunicazione sociale, o meglio ancora nella cooperazione internazionale”. Professionalmente, la neovolontaria in Bolivia, confida di “apprendere il più possibile, imparando a gestire tematiche difficili e delicate che non ho mai incontrato prima”.
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Sun, 8 Apr 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[COMUNICATO STAMPA del 2 Aprile 2012]]>
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L’Amministrazione comunale e i sindacati: FILCTEM (CGIL), UIL – CEM hanno indetto, per le ore 12 del giorno 4 Aprile 2012 presso la sede Municipale – Piazza Plebiscito n.2, una conferenza stampa sul tema:

OCCUPAZIONE DIPENDENTI COURVET

Il difficile e delicato momento economico che stiamo attraversando, merita un adeguato interesse da parte di questa amministrazione rispetto alle sorti e alle vicende umane, prima ancora che lavorative, dei dipendenti della Curvet.

Il territorio laertino, peraltro, non può permettersi ulteriori perdite economiche ed occupazionali; ragione di più affinché anche amministratori, mondo politico e parte sindacale diano uno strenuo e determinato contributo alla risoluzione a questa problematica occupazionale e sociale che colpisce tutta la nostra comunità.
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Mon, 2 Apr 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Non mandavano i figli a scuola]]>
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Invece di andare a scuola restavano a casa e alcuni bighellonavano mentre altri lavoravano nonostante fossero poco più che bambini. I controlli dei Carabinieri sulla dispersione scolastica effettuati nei giorni scorsi disegnano uno spaccato sociale preoccupante.
Quaranta genitori sono stati denunciati dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castellaneta perché non rispettavano l’obbligo di mandare i figli alla scuola elementare.
Il provvedimento ha riguardato otto residenti a Castellaneta, otto a Palagianello, dieci a Laterza, dieci a Ginosa (tra i quali quattro genitori stranieri) e quattro a Marina di Ginosa (tra i quali due stranieri).
Nel corso dei controlli, iniziati una settimana fa e ancora in corso, i carabinieri hanno goduto della collaborazione dei dirigenti scolastici.
L’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare si è ripetuta più volte.
Sempre nell’ambito dei controlli, in un istituto superiore di Castellaneta, i militari in borghese hanno segnalato all’autorità prefettizia uno studente che, in compagnia di una studentessa dello stesso istituto, in zona appartata, durante la ricreazione, stava per consumare uno spinello di hashish.
Portare alla superficie il fenomeno dell’evasione scolastica non è semplice, e se nei paesi monitorati ci sono più denunce non significa solo che il fenomeno è maggiore che in altre, ma che, proprio qui, si sta facendo qualcosa.
Esiste un rapporto diretto tra evasione scolastica e disagio sociale, ma le cause del fenomeno non si riducono a questo. La società italiana sta cambiando e non sempre la scuola riesce a starle dietro. Nel Settentrione, a Milano in particolare, i casi di evasione scolastica sono spesso legati alle difficoltà di integrazione culturale. Al Sud la storia ha radici più profonde, legate alla sfiducia che l’istruzione possa costituire l’ascensore sociale capace di portare in alto un ragazzino nato da una famiglia poco abbiente.
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Fri, 9 Mar 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza sarà sede del Parco]]>
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Il Parco delle Gravine comincia a produrre i primi frutti. È la “polpa”, non meno importante dei risultati scientifici diffusi durante il convegno Qualigouv di venerdì scorso, che nei prossimi mesi si materializzerà sul territorio di Laterza, destinatario di 870mila euro di finanziamento per i percorsi naturalistici nel territorio della gravina e per il completamento del restauro di masseria Cangiulli, più altri 900mila euro, come annunciato dall’assessore provinciale Michele Conserva, per la scelta di Laterza quale sede del Parco delle Gravine.
Novità col circoletto rosso, dopo tanti discorsi sul “sesso del Parco”, c’è non c’è, funziona oppure no, non è tabellato e quando lo sarà… Il problema vero, invece, è e sarà imparare a gestire il Parco delle Gravine cominciando dai suoi primi “abitanti”: gli alberi. Rovesciando, opportunamente, l’aforisma di Lao Tzu: “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. In fondo, come ha spiegato il professor Vittorio Gualdi, lo studio di For. Rest. Med (società dell’Università di Bari) non è altro che questo: mettersi in ascolto di ciò che gli alberi e le “comunità” in cui vivono, cioè le foreste, raccontano di sé. E riportare questo patrimonio di conoscenza su un piano più vasto, per coinvolgere le popolazioni e progettare un modo di gestione ecosostenibile del Parco e delle sue risorse floro-faunistiche.
Temi affrontati da più punti di vista, scientifico, politico e di tutela (il Corpo Forestale si è schierato in forze al fianco del comandante regionale Giuseppe Silletti), nel convegno organizzato proprio per condividere l’esperienza degli studiosi con la comunità che nel Parco ci vive e con gli amministratori che dovranno gestirlo e conservarlo.
Un “viaggio” cominciato nel 2007, quando la Provincia di Taranto, settore Aree Protette, ha presentato all’Unione Europea, assieme ad altri partners spagnoli, francesi e italiani, questo progetto rivolto a migliorare la qualità della governance e della gestione delle foreste delle aree protette dei Paesi mediterranei. Nel 2009, poi, la Provincia si è rivolta a For.Rest.Med. perché fornisse l’assistenza tecnica e scientifica necessaria all’attuazione nel triennio previsto del progetto riferito al “sito pilota” del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”. Quasi 7500 ettari (sui 25mila totali) tra i territori dei Comuni di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Mottola e Palagianello; con Laterza a fare la parte del leone coi suoi 5mila ettari da monitorare e che, come ha chiarito un po’ a sorpresa l’assessore provinciale all’Ecologia e Aree protette Michele Conserva, sono destinati a diventare «la sede del Parco delle Gravine, perché finalmente abbiamo trovato un’amministrazione sensibile e non litigiosa». Esternazione che ha sotterrato in un colpo le incomprensioni del passato e rivalutato (in moneta sonante) la visione nuova e più profonda di un sindaco giovane e quel certo modo di far politica che tanto assomiglia al rumore di sottofondo della foresta che cresce.
Insomma, l’aver dato «un ruolo centrale alle politiche ambientali», parole di Lopane, comincia a ”pagare”. «L’ambiente – ha sottolineato il primo cittadino – può essere il motore delle iniziative che possono partire dal Parco delle Gravine. Non solo biodiversità e geodiversità da tutelare, ma potenzialità economica da sviluppare assieme agli insediamenti rupestri, alla maiolica e all’enogastronomia». Una visione d’insieme, «tutt’altro che campanilistica», da perseguire in termini di sistema «assieme alle comunità che ci circondano, il Materano e il Sud Barese» e alle istituzioni come «Provincia, Università e Corpo forestale dello Stato».
Anche per questo, poco dopo, l’assessore Conserva ha sottolineato che «il Parco delle Gravine è un esempio di collaborazione virtuosa». Non senza ostacoli, anche politicamente orientati, frapposti «dai Comuni di Ginosa e Mottola» e poi superati «grazie all’opera del Comune di Palagianello», oppure le resistenze ideologico-legali opposte dai cacciatori che – ha puntualizzato Conserva – «devono stare tranquilli, perché entro giugno chiuderemo la vicenda della tabellazione». Sassolini che l’assessore si è tolti per poi dar spazio a ragionamenti di più ampio respiro: il coinvolgimento delle scuole nel processo di sensibilizzazione, anche per la raccolta differenziata; il lavoro di squadra con le associazioni; la sottolineatura del ruolo fondamentale dell’Oasi Lipu, vero “fiore all’occhiello del Parco”.
A seguire gli interventi di tecnici ed esperti, tra cui il direttore provvisorio del Parco Angelo Borgia, il funzionario della Provincia Filippo Bellini, il professor Vittorio Gualdi (presidente For.Rest. Med) e la professoressa Patrizia Tartarino (responsabile del progetto Qualigouv), che hanno chiarito la portata dello studio realizzato nel sito pilota. Importanti le ricadute scientifiche, per la straordinaria complessità dell’ancora semi-sconosciuta foresta mediterranea, e quelle più pratiche, con la redazione di un Piano di gestione su base partecipativa, estensibile alla restante parte del Parco “Terra delle Gravine”, con metodologie che potranno essere applicate anche ad altre aree protette dei Paesi mediterranei, in particolare italiane.
Infine, il monito del comandante regionale della Forestale, Silletti, che ha puntato il dito sul tema scottante della tutela dell’ambiente: «State attenti, perché norme scientifiche e giuridiche vanno applicate insieme. Non basta trovare fondi europei e spenderli, bisogna fare bene e senza danni». Due occhi in più, a vigilare, che certamente non guastano.
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Sun, 4 Mar 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Laterza, la Curvet sospende le attività]]>
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«L’atteggiamento della Curvet è incomprensibile». È perentorio il giudizio del Sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, nel commentare le modalità con cui l’azienda ha reso nota, attraverso una lettera inviata lo scorso 27 febbraio alle organizzazioni sindacali, la decisione di sospendere l’attività produttiva già da ieri.
Si è trattato di un percorso travagliato nel quale i lavoratori, le tante famiglie il cui destino è legato a quello dell’azienda guidata da Roberto Bartolucci, oggi non vedono più alcuna speranza.
«E’ di difficile interpretazione la politica di gestione messa in atto nell’ultimo anno dalla Curvet Manufacturing SpA» prosegue Lopane. Prima è intervenuta la chiusura legata alla mancanza di energia elettrica, poi la dolorosa questione del ritardo nell’erogazione degli stipendi alla quale ha fatto seguito l’avvio delle procedure di mobilità. A questo si aggiunge lo stato di totale confusione in cui i lavoratori si sono dovuti barcamenare tra mobilità avviata e poi ritirata, la speranza di una possibile cessione dell’azienda ad altri investitori e il recente cambio di interlocutori aziendali, il ritardo nella presentazione del nuovo piano aziendale fino all’annuncio del nuovo stop delle attività.
«Sarà di fondamentale importanza l’appuntamento dell’8 marzo – conclude il Sindaco – quando davanti alla Task Force regionale, nell’ambito del tavolo tecnico promosso dalla Regione Puglia, richiameremo l’azienda ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie che hanno il sacrosanto diritto di conoscere con chiarezza quale sarà il futuro che li attende. Sono convinto che la Curvet goda ancora dell’interesse da parte dei mercati come ho potuto constatare personalmente con molti operatori del settore. Partendo da questa consapevolezza, ma soprattutto nell’ottica di sostenere e difendere gli interessi dei lavoratori e il futuro di un importante comparto industriale del territorio laertino, l’8 marzo, al fianco dei sindacati, non farò mancare il sostegno mio personale e dell’Amministrazione comunale tutta al fine di trovare le migliori soluzioni che possano garantire gli interessi dei lavoratori e la prosecuzione delle attività produttive dell’azienda nel nostro territorio».
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Sat, 3 Mar 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[Parco delle Gravine, la sede sarà a Laterza]]>
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Un finanziamento di 870.000,00 euro per i percorsi naturalistici nel territorio della Gravina di Laterza e per il completamento del restauro di Masseria Cangiulli, la scelta di Laterza quale sede del Parco delle Gravine.

Ad annunciarlo è stato questa mattina l’assessore Provinciale all’Ambiente e Aree Protette, Michele Conserva, intervenuto, insieme al Sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, e al Direttore dell’Ente di gestione provvisoria Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, Angelo Raffaele Borgia, al convegno di presentazione di QUALIGOUV (IG - MED08 - 392), progetto finanziato nell’ambito del Programma comunitario MED 2007-2013.

Il progetto QUALIGOUV ha come obiettivo il miglioramento della governance e della qualità della gestione delle foreste delle aree protette del Mediterraneo, attraverso la conduzione di processi partecipativi e l’ampliamento della rete di partner internazionali. Il sito pilota scelto dal Settore Aree Protette della Provincia di Taranto comprende la zona occidentale del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, che interessa i territori dei comuni di Laterza, Ginosa, Castellaneta, Palagianello e Mottola.

Il progetto è stato illustrato dal professor Vittorio Gualdi, Presidente della società ForRestMed s.r.l., spin-off dell’Università degli Studi di Bari, che ha svolto le attività tecnico-scientifiche, e da Patrizia Tartarino, Coordinatore scientifico di For.Rest.Med.

Sono intervenuti il funzionario tecnico forestale presso la Provincia di Taranto, Filippo Bellini, e il Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato, Giuseppe Nicola Silletti.

Le attività del progetto QUALIGOUV sono state caratterizzate da una prima fase di analisi che ha esplorato gli ambiti ambientali e territoriali da cui sono scaturite le proposte di intervento da realizzare. Il Piano prevede la realizzazione di interventi: amministrativi e pianificatori (per la redazione di nuovi strumenti pianificatori e la costituzione di consorzi forestali); colturali (da destinare alla protezione e qualificazione delle biodiversità e alla produzione legnosa); costruttivi (per garantire la fruizione del Parco); divulgativi (volti ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza di far parte dell’area protetta).

QUALIGOUV intende aumentare il grado di fruibilità delle foreste attraverso la definizione partecipata e condivisa di un Piano di Gestione delle stesse foreste consapevole e sostenibile, basato sull’idea del Parco come opportunità per lo sviluppo dei territori.
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Fri, 2 Mar 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza, pioveva nella palestra del Liceo e la Provincia ripara il tetto]]>
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Il preside del Liceo “Vico” guarda il tetto della palestra e tira un sospiro: «Almeno non dovrò più consultare le previsioni meteorologiche per sapere se piove…».
Previsione azzeccata o danza della non-pioggia che sia, per Franco Cristella ieri è stata una giornata di sereno dopo tre anni di nuvoloni e scongiuri per non vedere l’acqua sgocciolare da una copertura ridotta a un colabrodo ed essere costretto a dire ai suoi studenti che “la palestra è momentaneamente allagata…”.
Alla fine, dopo tante telefonate, ritardi, burocratici intoppi, preghiere e garbate insistenze gli agognati lavori per riparare quel tetto maledettamente “idrofilo” sono partiti per davvero. Con sollievo reciproco della dirigenza scolastica e degli amministratori comunali, sindaco Lopane e assessore Caldaralo in testa, costretti a incollarsi (metaforicamente) alle calcagna della Provincia e (fisicamente) ai polpacci di Vito Cassano, consigliere provinciale ieri sul posto a controllare il cantiere, per ottenere un po’ di dovuta attenzione e il pacco d’euro necessario per rimettere in sesto una struttura che mostra tutti gli acciacchi dei suoi quasi trent’anni.
Lavori che saranno ultimati in «tempi abbastanza rapidi» dice l’assessore Caldaralo mentre snocciola le cifre: «60mila euro per la copertura e altri 40mila per i lavori all’interno». Il nuovo “involucro”, in alluminio leggerissimo e garantito per 30 anni, ricoprirà interamente il vecchio tetto ormai marcio da cui sarà separato attraverso una camera d’aria. All’interno della palestra, poi, la ditta sistemerà l’intonaco (ridotto a pezzi) e riparerà i danni subiti dall’impianto elettrico e dal tappeto in gomma che ricopre il pavimento. «Finalmente smetterò di pregare perché non piova – ammette il dirigente scolastico – e non dovrò più pagare gli straordinari ai collaboratori per far raccogliere l’acqua piovana. Abbiamo atteso e avuto pazienza…».
E ora quegli operai al lavoro ripagano i ritardi sopportati per via del patto di stabilità (regionale prima e provinciale poi) che ha fatto slittare l’apertura del cantiere di un paio di mesi. Cassano, allora, può prendersi la rivincita delle stoccate ricevute dal collega Cristella, consigliere ed ex sindaco come lui: «Per qualcuno questo cantiere è persino un fatto negativo. Invece dimostra l’attenzione che la Provincia sta avendo per Laterza: altro che terra dimenticata». E Lopane rincara la dose: «Chi parla di nostri sprechi dovrebbe guardare la tensostruttura “esemplare” che c’è qui a fianco: 149mila euro e un mutuo da pagare sino al 2024 per un’opera praticamente inutilizzabile».
A due passi il preside ragiona già del futuro prossimo: «Il Liceo, con i suoi 833 ragazzi e i nuovi indirizzi di studio come Scienze applicate o l’Artistico, ha bisogno di 4-5 nuove classi per rispondere alla domanda crescente che arriva da un territorio ampio che va da Marina di Ginosa a Castellaneta». Cassano, via telefono, strappa un impegno formale all’assessore provinciale Galeota: «Le aule arriveranno». Il costo è già nei pensieri del preside: «Siamo al terzo aggiornamento del progetto, quasi 500mila euro». Ci vorranno molti “santi in Provincia” e un’idea-guida, che il sindaco mette giù: «Abbiamo un’eccellenza dal punto di vista formativo e dobbiamo programmare l’edilizia scolastica in modo coerente: tagliare nastri non serve a nulla».
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Tue, 14 Feb 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[EMERGENZA MALTEMPO: 7-8 FEBBRAIO 2012 SCUOLE CHIUSE ]]>
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Si specifica che il provvedimento di chiusura delle scuole adottato dal Sindaco in data odierna è valido per tutte le sedi scolastiche presenti sul territorio comunale di Laterza. Pertanto nei giorni 7 e 8 febbraio 2012 resteranno chiuse le scuole materne, elementari, medie inferiori e medie superiori (Liceo Scientifico ed Istituto d'Arte). Chiedo a tutti di dare massima diffusione a questa notizia condividendola. Chiedo ai ragazzi che frequentano le scuole superiori di Laterza di avvisare i propri colleghi fuori sede. Grazie per la collaborazione. Paolo Larizza (Comandate Vigili Urbani)
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Mon, 6 Feb 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[LATERZA A “COSE DELL’ALTRO GEO”]]>
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E’ stata la “Gravina di Laterza” la protagonista della trasmissione Rai del 3 Febbraio 2012 “Cose dell’altro Geo”, dedicata alla concessione del “Diploma di Comune virtuoso” a Laterza, all’interno dell’intesa Anci - Res Tipica.
Il conduttore Massimiliano OSSINI ha consegnato l’importante riconoscimento al termine di una giornata ricca di entusiasmo e di preziose “scoperte”. Per tutti ha parlato il più grande “canyon” d’Europa: la gravina, con il suo percorso meandriforme, i suoi pendii scoscesi, i suoi profumi, le sue piante, i suoi incontrastati abitanti del cielo, del fondo e dei dirupi; la gravina, con la sua storia millenaria, barriera sicura per i primi abitanti del borgo antico, meta nel tempo di escursioni, studi e ricerche, scrigno ambientale per i volontari che già molto tempo fa volevano farne parco naturale, orgoglio per chi ha voluto farne “Oasi Lipu”, speranza per chi vuol farne centro propulsore del nascente Parco Regionale della Terra delle Gravine.
E quando il conduttore si è detto curioso di conoscere il perché della presenza di una pecora nello stemma comunale, è stata ancora la gravina a rispondere; ha parlato con lo storico che ha ascritto il primo popolamento del borgo laertino allo spostamento delle popolazioni dalle paludi malsane del metapontino all’aria più salubre tipica del clima collinare, con l’agricoltura e la pastorizia attività prioritarie; ha parlato con il cuoco che ha presentato la preziosa “callaredd”, infuso aromatico di erbe e carne di agnello o pecora, gelosa ricetta di uno dei più antichi conoscitori dei segreti degli anfratti e dei sentieri della gravina; ha parlato con il mastro casaro che ha lavorato sul posto i derivati del latte, formaggi di vario tipo, aromatizzati con i profumi dei pascoli tipici degli allevamenti nostrani di ovini e bovini; ha parlato con il pittoresco gruppo di canti popolari che ha chiuso la trasmissione col divertente (manco a farlo apposta) “u pastore“, satira impertinente su un pastore che privilegiava i suoi armenti agli affetti coniugali.
In precedenza erano stati gli esperti di scienze ambientali e i ragazzi del Laboratorio urbano (con lo stupendo plastico della gravina in cartapesta) a valorizzare la “buona pratica” sia per il presente (programma di recupero dei rapaci svolto dall’Oasi Lipu, con l’ormai raro “capovaccaio” in prima fila) che per il futuro (attività previste nel programma del Gal “Luoghi del Mito” e nel progetto di valorizzazione dei percorsi botanici, delle vie del bosco, della pastorizia e dell’acqua, dei sentieri, del turismo itinerante, dei programmi di ricerca e di monitoraggio degli habitat dell’Area delle Gravine, inserito nel PO FESR Puglia 2007/2013 “Interventi per la rete ecologica”, coordinato dall’Aria Vasta Tarantina).
A tutto, si è aggiunto lo spazio riservato alla Cantina Spagnola (unicum di chiesa rupestre del ‘600, con scene sacre e profane), con la riproduzione in studio dei costumi spagnoli, presenti negli affreschi delle pareti e indossati per l’occasione da quattro giovani figuranti.
Altri tasselli importanti, sono stati quelli relativi all’appartenenza del Comune laertino alle Associazioni “Città del Pane” e “Città della Ceramica“; il “Pane di Laterza” (forme di semola rimacinata di grano duro cotte in forno a legna di 1, 2 e 4 chili) e i prodotti da forno erano in bella mostra nello studio, insieme ad altre tipicità (carne (njumirredd, zampini, marro), funghi, confetture); poco distanti, i ragazzi del Liceo Artistico ad indirizzo ceramico (un figulo ed un decoratore, emozionati ma molto sicuri del fatto loro), erano impegnati a ripercorrere la strada dei più illustri predecessori, foggiando al tornio pani d’argilla (il conduttore ci ha provato ma ha fatto cilecca) e decorando con perizia un albarello in fase di realizzazione.
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Fri, 3 Feb 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[Conferimento della Cittadinanza Onoraria al dott. Pino Aprile]]>
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Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Laterza comunicano che domani, 1 febbraio 2012, alle ore 19.00, presso l’auditorium comunale “M. Giannico”, sarà conferita la Cittadinanza Onoraria al dott. Pino Aprile, giornalista e scrittore di spessore nazionale.
Le ragioni di questo importante riconoscimento sono da ricercarsi nel valore e nel grande successo di pubblico e di critica riscontrato dal libro Terroni, nel quale la città di Laterza recita una piccola ma significativa parte, nelle radici laertine della sua genitrice e, quindi, nel legame affettivo che lega Aprile al nostro paese.
L’importanza del ruolo che il dott. Aprile riveste nel dibattito sulla “questione meridionale” e sugli aspetti meno noti e più controversi del processo che ha portato all’Unità d’Italia è l’elemento cruciale che ha indotto l’Amministrazione Comunale di Laterza a conferire la più alta onorificenza della città.
La cerimonia, presieduta dal sindaco Gianfranco Lopane e alla quale interverrà il sindaco di Bari Michele Emiliano, si concluderà con la presentazione del volume “Giù al Sud”, ultima fatica letteraria del dott. Aprile.
“Un momento importante per tutta la città, nel quale viene riconosciuto pubblicamente il ruolo culturale e storico che il dott. Aprile riveste nell’importante dibattito sulla storia della nostra nazione e sul ruolo essenziale del meridione nella ripartenza economica, politica e culturale dell’Italia” – ha commentato Gianfranco Lopane, Sindaco di Laterza.
“Momenti come questo si vivono di rado. È importante, infatti, ascoltare la voce del dott. Aprile che con il suo best seller Terroni ha illuminato quel cono d’ombra che oscurava molti eventi della storia della nostra Italia. Con Giù al Sud, invece, Pino Aprile scorge il futuro e la speranza di un miglioramento proprio nelle nostre terre spesso accusate di immobilismo. Pagine fondamentali, dunque, che confermano la rilevanza del pensiero del dott. Aprile” – afferma Leonardo Matera, consigliere comunale delegato alle Politiche Culturali.
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Tue, 31 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Laterza, un’automedica in regalo al 118]]>
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Il regalo dei 18 anni.
L’associazione di volontariato “La Luce”, nata nel 1989 per soccorrere tutte le fragilità laertine, dai tossici agli alcolisti, dagli anziani ai soli, e per sostenerne tutte le cause, 18 anni fa, esattamente il 24 gennaio 1994, regalava al paese un’autoambulanza per il trasporto infermi; oggi, come regalo di compleanno, da fare, essendo composta da volontari, regala alla sua comunità un’automedica.
Fondatore de “La Luce”, insieme con un pugno di benemeriti, fu un tecnico scolastico, Basilio Solazzo, e in meno di cinque anni, con un’instancabile “questua” fra i cittadini, riuscì a colmare una lacuna nella approssimata sanità locale. “Perché?”, gli fu chiesto. Rispose: “Stando a contatto con i più deboli, quando essi hanno bisogno d’ospedale, ci siamo soltanto noi, con i nostri incertissimi e inadeguati mezzi”.
Poi venne il 118 e la regolamentazione dell’assistenza diffusa e quei volontari hanno fatto tutto quello che occorreva fare, poi venne la Protezione Civile e seppero esserne parte, oggi hanno il “Comitato Sanità pubblica art. 32” per sostenere il principio del massimo rispetto del diritto alla salute e nelle vicissitudini dell’ospedale di Castellaneta sono stati sempre in prima fila, spesso da soli. Oggi il Comitato e Solazzo in primis sono la memoria storica della sanità locale.

Solazzo, cos’è questa storia di cittadini che fanno regali allo Stato?
«Noi, per i nostri concittadini, con la nostra ambulanza, anticipammo il servizio del 118, oggi ci prepariamo per l’imminente nuovo modo di portare soccorso. Offriamo un’automedica, cioè una station wagon in grado di portare medico, infermiere e soccorritori e sul retro le attrezzature di primo intervento in modo che si possa rispondere alla chiamata nel più breve tempo possibile, fare il necessario e, se del caso, indicare l’ospedale più idoneo a far fronte al malanno capitato».

Maestri di prevenzione, allora; ma non per l’ospedale naturale della zona occidentale ionica, quello di Castellaneta, che par condannato a stare sempre in tempesta.
«A nome del comitato abbiamo fatto il possibile per ottenere delle certezze. Non elenco qui i casi particolari, ma abbiamo sempre chiesto che la Conferenza dei sindaci dicesse la sua e la dica ancora sulle tante voci che hanno agitato e agitano la quieta necessaria all’ospedale. Ancora oggi, dopo l’intervento della magistratura sul nostro ospedale andiamo facendo volantinaggio per sollecitare la Conferenza a pronunciarsi, abbiamo chiesto al sindaco e a tutti i consiglieri comunali di Laterza di convocare un consiglio monotematico sulla sanità locale, con la presenza di Ippazio Stefàno, presidente della Conferenza dei sindaci, e di Vito Scattaglia direttore della Asl».

Ma che cosa succede all’ospedale?
«Diciamo che cosa dovrebbe succedere alla sanità ionica occidentale: dopo la chiusura degli ospedali di Massafra e Mottola, quello di Castellaneta avrebbe dovuto diventare un ospedale intermedio, cioè vicino all’eccellenza; ed invece: il Pronto Soccorso che scoppia, accorpamenti di reparti, dimissioni di primari, ora anche interventi della magistratura, punto nascita che ora è certo che ci sarà, ora no, ora nessuno ne sa niente…».

L’incertezza debilita i sani, figurarsi i malati…
«Ecco, appunto. E noi chiediamo che la politica sia chiara e determinata…».

La politica che sa parlare ormai parla solo di se stessa…
«E noi non ci stanchiamo di sollecitarla ai propri doveri…».

Anche incatenandosi alla cancellata dell’ospedale, come lei ha fatto. Risultato?
«Noi facciamo quel che possiamo ed io mi sostengo con una massima di Gandhi: la verità ha molti seguaci».

Il saggio latino Aulo Gellio, però, diceva che la verità è figlia del tempo, cioè che ogni tempo ne ha una sua…
«Vorrei dire un’altra cosa approfittando dell’ospitalità del “Corriere”».

Dica.
«Alla Protezione civile, o meglio all’assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva: che solleciti i Comuni a redigere i Piani di Protezione civile ex lege 225/92 e illustri il Piano provinciale per prevedere e prevenire rischi, perché qui in quel campo siamo ancora all’anno zero».
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Sun, 29 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Il coraggio del dovere, parla un sopravvissuto della Concordia]]>
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L’ordine in ritardo, il panico, il coraggio.
Il naufragio della Costa Concordia è ormai un giallo dalle foschissime tinte e, perciò, di portata internazionale. Gli inquirenti stanno ricostruendo, come un complesso puzzle, i momenti di quella tragica serata . Il “Corriere” può raccontarli dal di dentro, per voce di Francesco Di Lena, un laertino di 30 anni, componente dell’equipaggio come assistente del direttore di crociera, cioè responsabile dei 90 membri che si occupano dell’intrattenimento, musicisti, artisti, ballerini, animatori e tecnici.
È a casa Di Lena a far cicatrizzare le ferite dell’anima di quella notte che finì alle sette del mattino, un ragazzo robusto e solido, essenziale e sicuro nel parlare, e tuttavia in lui s’invera un principio della filosofia: ricordare è rivivere.

Che cos’è una nave crociera?
«Un piccolo pezzo di mondo, vi abitano persone d’ogni età e di ogni provenienza, famiglie, una breve vacanza».

La vita a bordo?
«Al mattino, se si sta in porto per l’imbarco di altri passeggeri si può scendere a terra e visitare la città e l’entroterra, oppure si può rimanere sulla nave e usare la piscina, la biblioteca, la cappella, il casinò, il salone di bellezza, fare shopping; si può anche chiedere una copia delle 3200 testate giornalistiche, stampate all’stante; nel pomeriggio fino a sera tardi ci si divide in due grandi gruppi per far teatro e cena e cena e teatro».

Il suo lavoro?
«Assistente del direttore di crociera e coordinatore delle 90 persone che si occupano dell’intrattenimento. Quella sera stavo intervistando il manager del Casinò per radio Costa Concordia, quasi un giornalista a bordo, nel senso che racconto la crociera minuto per minuto, dalla vita a bordo, alle promozioni, alle escursioni e dando la parola a passeggeri, equipaggio e dirigenti».

In quale spazio e in quanto tempo si svolge la crociera?
«In sette giorni passando per i porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, Civitavecchia e Savona. Com’è evidente con un ricambio continuo di persone, perché in ogni porto alcuni finiscono la crociera altri la iniziano».

Quella fatidica sera…
«Avevo appena cominciato l’intervista quand’ecco il botto, la nave trema, esco dall’ufficio, buio, panico fra i passeggeri. Il primo pensiero: “Chissà che cosa è successo”. Corro nell’ufficio del direttore. Con le international hostess, perché ciascuna, in base a ciò che dice il comandante, spieghi ai passeggeri delle varie nazionalità l’accaduto e il da fare, si va sul ponte di comando. Si parla di un guasto elettrico e s’invita tutti alla calma, intanto però la nave imbarcava acqua e s’inclinava…».

È stato detto di un deficit d’addestramento dell’equipaggio…
«Noi siamo tutti addestrati, abbiamo più esercitazioni a settimana, insieme e individualmente».

E allora?
«In tal genere di situazioni bisogna aspettare gli ordini per fare tutto con efficienza. Si comincia con l’allarme di emergenza, sette squilli brevi seguiti da uno lungo. Nessuno di noi deve indossare il giubbotto di salvataggio per non creare panico. Invece i passeggeri lo fecero spontaneamente e si sono precipitati nelle master station, nei luoghi di riunione, mentre noi aspettavamo l’ordine del comandante, qualcuno di noi cercava di mantenere la calma invitando i passeggeri ad andare nelle loro cabine e aspettare il da fare».

Come si svolgono questi allarmi?
«Dopo l’allarme di emergenza generale, che comporta che tutti vadano nelle master station si attende l’ordine di abbandonare la nave…».

Invece?
«L’allarme generale fu dato dopo oltre un’ora dal botto e quello di abbandonare la nave quando tutti avevano visto la nave inclinata ed erano in preda al panico».

Continui il suo racconto nelle master station.
«All’allarme generale tutti noi raggiungiamo i passeggeri, noi, ufficiali ed equipaggio, con il giubbotto giallo, per farci riconoscere, i passeggeri col giubbotto arancione: il nostro compito era di guidare i passeggeri a salire ordinatamente nelle scialuppe…».

Cosa che avvenne, salvo qualche confusione da panico.
«Inoltre mancavano tre scialuppe, quelle della parte superiore della nave inclinata, che avrebbero potuto ospitare 450 passeggeri».

Per rappresentare visivamente l’accaduto, può raccontare il suo apporto ai soccorsi?
«Io vado sulla master station B del lato sinistro della nave e faccio imbarcare con ordine 150 passeggeri sulla scialuppa numero 6. Poi ho accompagnato alcuni animatori a prua, cioè nel loro punto di sbarco, infine vado a poppa, sul lato destro della nave, 230 metri di corsa, per il mio sbarco…».

Fine corsa…
«No. Qui stavano le scialuppe bloccate, il comandante in seconda dà l’ordine di utilizzare le zattere, cioè i gommoni gonfiabili: tiro giù la zattera, poi la corda per farli gonfiare, poi la si getta a mare, entro in essa scendendo in perpendicolare con una scala di corda e accolgo i 35 passeggeri, tirandoli dentro dalla corda e dando loro un posto. La Guardia Costiera ci trascina fino a un traghetto, e da qui all’isola del Giglio. Si va in chiesa dove stanno altri passeggeri, tutti insieme si va a Porto Santo Stefano e si viene tutti censiti in una scuola. Sono le 7 del mattino di un’avventura cominciata alle 21:45».
L’intervista è finita, ma non la disavventura della Costa Concordia in ciascuno di quanti erano a bordo: resistere al panico diffuso richiede una saldezza di nervi eccezionale. Poi, come dimenticare i morti, gli sguardi allucinati, i pianti dei bimbi… e l’inesplicabilità di quell’infinito ritardo nel dare gli ordini richiesti dalla gravità della situazione.
Ancora i media si soffermano sulle disfunzioni di comandante e azienda. Ma altra sarebbe stata la tragedia se fra il personale di bordo i Francesco Di Lena fossero stati di meno, o si fossero lasciati travolgere dal panico collettivo, o avessero ceduto al “si salvi chi può”: sono questi i casi in cui il dovere sgorga dal coraggio e dall’altruismo.
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Wed, 25 Jan 2012 09:00:00 GMT
, Comune di Laterza <![CDATA[Il Comune di Laterza ospite alla trasmissione “Cose dell’altro Geo”]]>
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Il 18 gennaio il Comune di Laterza sarà ospite della trasmissione di Rai Tre “Cose dell’altro Geo”.
Il Comune è stato selezionato dall’Associazione Res Tipica, costituita dall’ANCI insieme alle Associazioni Nazionali delle Città di Identità, per la promozione delle identità territoriali italiane.
Res Tipica ha lo scopo di valorizzare la cultura dei territori, per far conoscere in Italia e nel mondo la ricchezza di paesaggi, saperi e sapori. In collaborazione con la Rai propone la partecipazione dei Comuni alla trasmissione “Cose dell’altro Geo” in base ad una “Buona Pratica” realizzata e per la quale il conduttore Massimiliano Ossini consegna ”Il diploma di Comune virtuoso”.
Res Tipica ha scelto il Comune di Laterza perché associato all’Associazione “Città delle Ceramiche”, per aver recentemente istituito il marchio CAT “Ceramica Artistica Tradizionale” e per aver patrocinato mostre di ceramiche in diverse città italiane: Bari, Lecce, Milano.
Ma non solo ceramiche.
Si parlerà della Gravina di Laterza e della sua flora, dei percorsi naturalistici, delle “vie dell’acqua”.
Nella trasmissione sarà presente anche la LIPU (Associazione Italiana per la Protezione degli Uccelli) che, sul ciglio della Gravina di Laterza, gestisce un centro visite e che ha curato un progetto di riproduzione assistita di alcuni rapaci a rischio di estinzione, tra i quali il Capovaccaio.
Vi parteciperà anche un gruppo di anziani, associati all’Utep (Università Territoriale per l’Educazione Permanente) affiliata all’Auser come dimostrazione di Buone Pratiche messe in campo, con il sostegno del Comune, per la socializzazione delle persone anziane e per la conservazione della memoria. L’Utep presenterà canti popolari, frutto di una preziosa ricerca effettuata tutta all’interno dell’associazione.
E poi ancora, esibizione di pezzi d’artigianato, d’enogastronomia con l’esposizione del famoso “Pane di Laterza”, dei prodotti della carne e del latte e la dimostrazione pratica dell’arte culinaria tradizionale.
Il GAL Luoghi del Mito con la presenza del suo presidente Paolo Nigro, presenterà i programmi ed i progetti che nel triennio 2007 – 2013 saranno finanziati per la valorizzazione del territorio dei Comuni: Mottola, Palagiano, Palagianello, Laterza, Ginosa e Castellaneta ;

Infine sarà presentato il nuovo progetto, proiettato al futuro, portato a termine proprio in questi giorni, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Puglia denominate “Bollenti Spiriti”. Con i fondi regionali, è stato ristrutturato un vecchio immobile, quasi fatiscente, e destinato a laboratorio multimediale e culturale ”Philos – Lab4Art”. In esso saranno ospitate le associazioni che potranno organizzare corsi d’informatica, di arti grafiche, corsi di musica, sala di registrazione, convegni e incontri per lo sviluppo di attività culturali.

Si ringrazia per la collaborazione:
GAL “Luoghi del Mito”, Consulta delle Associazioni, Centro Servizio per il Volontariato, Consorzio “Il Pane di Laterza”, associazione “Macellai di Laterza”, azienda vinicola Perrone, azienda Di Girolamo Erasmo e tutti i cittadini di Laterza che hanno permesso la realizzazione di questo evento.
La messa in onda delle riprese sarà effettuata il giorno 3 Febbraio 2012
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Tue, 17 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[L’Ospedale di Castellaneta: «Impoverirlo per chiuderlo»]]>
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Il circolo vizioso.
Rocco Loreto convoca la stampa per comunicare alcune indiscrezioni, “voci dal sen fuggite”, che, però sono talmente sostenute dai fatti da essere vere. E preoccupanti.
Loreto, prima di essere sindaco e senatore è stato presidente della Asl Ta1, quindi conosce dal di dentro molti dei labirinti della sanità nazionale e regionale e nel parlare sceglie di star discosto dal confine dell’allarmismo sociale. E dice: «Non è passato nemmeno un anno da quando il dottor Domenico Colasanto, presentando il nuovo primario di cardiologia, Domenico Maria Carretta, annunciò il potenziamento del reparto e l’imminente riapertura dell’Utic. Invece il dottor Carretta, di indubbia e provata professionalità, dopo aver invano chiesto assicurazione sulla riapertura dell’Utic, il 12 dicembre si dimette e il giorno dopo il reparto di Cardiologia viene accorpato a quello di Medicina. Ora attendibili indiscrezioni danno che dal prossimo mese Ortopedia sarà accorpata a Chirurgia, con la conseguente mortificazione di un’altra elevata e provata professionalità, quella del primario di ortopedia Nicola Galante.
«Ciò – continua Loreto – è uno strisciante processo di impoverimento dell’ospedale» che si concluderà fra non molto, quando, da inequivocabili segnali, «sarà chiuso il punto nascita».
Quali siano questi segnali è presto detto: «Qui si accorpano reparti, a Martina si disaccorpa. Se in provincia di Taranto – continua Loreto – sono stati previsti tre punti nascita, dei quali uno al SS. Annunziata e uno alla clinica Bernardini, dove sarà lasciato il terzo, fra gli ospedali di Castellaneta, Grottaglie, Manduria e Martina? La risposta è semplice: nell’ospedale in cui i reparti vengono potenziati attraverso il disaccorpamento, non certo in quelli dove l’accorpamento è un segno di indebolimento».
«Ma – accusa Loreto – eliminando il punto nascita di Castellaneta si mortifica non solo un territorio di 140 mila abitanti, ma anche un altro reparto dell’ospedale qual è quello di Ostetricia e Ginecologia, distintosi negli ultimi anni per l’elevata capacità chirurgica ginecologica, promossa e attuata dal dottor Valentino Stola e dalla sue équipe.
Un dato su tutti: l’ospedale di Castellaneta è quello dove i parti cesarei sono inferiori a quelli di tutta la Regione: il 39,44% a fronte del 46,7%, sia in ospedali pubblici sia in privati».
«Altre considerazioni – riprende Loreto -: i tagli sono fini a se stessi, indipendenti dalla domanda di sanità del territorio; basterebbero 10 infermieri per tenere in autonomia i reparti, somma che verrebbe risparmiata dalla mobilità passiva, se invece di investire per rispondere adeguatamente alla domanda di sanità dei cittadini, si disaccorpa, non si fa altro che impoverire l’ospedale, anche come immagine, dando così inizio al circolo vizioso: impoverimento, diminuzione dei pazienti, ulteriore impoverimento, fino al limite della chiusura.
Infatti, quello di Castellaneta è un ospedale di confine, Laterza e Ginosa stanno a un tiro di schioppo da Matera, Castellaneta da Acquaviva. I cittadini di questi paesi, se non sicuri al cento per cento del loro ospedale, andranno in questi più vicini». Eppure, incalza Loreto, «il Pronto soccorso conta una media di 25 mila interventi all’anno, e l’Agenas allora presieduta dall’attuale ministro Renato Balduzzi pone come 20000 il limite perché un ospedale sia trattato come intermedio».
«Va da sé – conclude Loreto – che questa perdita per l’intera parte occidentale della provincia di Taranto è conseguenza di una politica debole e silente delle istituzioni locali, in primis di quella castellanetana in tutt’altre faccende affaccendata».
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Sun, 15 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Evasione, scovate 800 “case fantasma”]]>
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D’ora in poi sarà più difficile tenere nascosta una casetta, un villino oppure un pied-à-terre. Sarà per la reintroduzione dell’Ici-Imu sulla prima casa, sarà perché i Comuni sono sempre più affamati di soldi e quindi sono diventati veri e propri segugi anti-evasione. Più per necessità che per indole a dir la verità, ma tant’è e allora attenzione a dove si è messo su casa. Perché con i nuovi strumenti catastali a disposizione, l’aerofotogrammetria ad esempio, è difficile sfuggire all’occhio voglioso dei cacciatori di “case fantasma”. Proprio così: case invisibili per l’erario ma solide e abitabili. Con un unico “difetto”: non sono mai state accatastate, quindi non tassabili.
Non sarà più così a Laterza, dove il tosto assessore al Bilancio Mimma Stano, nomen omen, ha “stanato” almeno 800 case fantasma (con Imu e Tarsu da incassare più o meno sulla metà) e scoperto, in un solo mese, un centinaio di passi carrabili non censiti. L’obiettivo di questa “caccia grossa” lo spiega lo stesso assessore: «Vogliamo far pagare tutti, soprattutto chi non l’ha mai fatto, per poter diminuire l’imposizione fiscale». Insomma, un Comune non più cattivo ma sicuramente più giusto. E per centrare l’obiettivo l’assessore al Bilancio ha dovuto affrontare, da subito, «una situazione finanziaria complessa, dovuta a costi alti e spese da tagliare a fronte di risorse in entrata molto ridotte».
Un piano di austerity vero e proprio, basato su maggiori entrate e minori uscite, in cui l’assessore ha dato fondo alla capacità tutta femminile di far quadrare i conti. Dunque, una sforbiciata netta alle spese telefoniche degli uffici, con un risparmio del 30%. E poi il consumo idrico: «C’erano costi altissimi – spiega Stano – la maggior parte causata da una falla enorme nell’impianto idrico del campo sportivo sulla quale stiamo già intervenendo. La sola fontana in piazza – aggiunge – costava 5mila euro l’anno». E ancora: «Il consumo delle case ex Eca, con un solo contatore e 12 utenze, finiva sempre in eccedenza…».
Toppe per chiudere falle, in tutti i sensi. Di qui la decisione di lottare contro gli sprechi, oltre che contro evasione o elusione fiscale; e soprattutto andando a recuperare somme dai contribuenti facendogli pagare bollette Ici e Tarsu che giacevano da mesi nei cassetti comunali, oppure chiedendo il rientro di somme per multe elevate nel 2009 e 2010. Un altro pentolone scoperchiato dall’assessore Stano, nei sette mesi di Amministrazione, è stata la verifica di oneri di urbanizzazione mai riscossi tra il 2001 e il 2011. Risultato: 200mila euro accertati e da far rientrare nelle casse comunali. In più dando un’occhiata anche alle polverose pratiche dei condoni edilizi degli ultimi 15 anni, anche qui con fondi da incassare.
L’assessore Stano ha poi allungato le mani sulla pratica degli impianti fotovoltaici presenti sul territorio, tenuti a pagare l’Ici eppure non censiti: «Ora – spiega – ne stiamo chiedendo l’accatastamento per imporre l’Ici. Potrebbero rientrare sino a 150mila euro». Tra le altre stranezze scovate negli uffici comunali e in via di regolarizzazione, c’è poi il caso del parcheggio attiguo ad una sala ricevimenti e da questa gestito ma di proprietà del Comune (frutto di un accordo di scomputo sugli oneri di urbanizzazione), il quale avrebbe dovuto ricavarne il canone d’affitto, se non fosse che la pratica non era mai stata completata.
In ogni caso, da quest’anno si cambia. Imu, Tarsu e altri tributi locali saranno riscossi direttamente dal Comune, che ha già deliberato l’internalizzazione del servizio: «Anche per questo – rivela l’assessore Stano – ci stiamo dotando di un software per gestire le pratiche urbanistiche direttamente online. Una piccola rivoluzione, già fatta a Roma: e noi vogliamo fare altrettanto. E a breve lanceremo un bando per giovani geometri che inseriranno i dati relativi agli ultimi 15 anni». Nessuno escluso.
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Wed, 4 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Laterza, il sindaco Lopane: «Il 2012 sarà l’anno della svolta»]]>
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Un anno breve, da maggio a dicembre, che però sembra racchiudere il lavoro di 365 giorni. In soli sette mesi di Amministrazione (elezione a metà maggio con un’ubriacatura di voti e in carica subito dopo), il sindaco Gianfranco Lopane e la sua giunta hanno dovuto affrontare diversi nodi, tra vecchi e nuovi.
Per fare il punto di questo “rodaggio” amministrativo, venerdì sera nella Cittadella della Cultura si è tenuto un incontro con la cittadinanza. Non un monologo degli amministratori ma un dialogo ricco di spunti e appunti, perché nessuno è più bravo del cittadino-elettore, quando gliene si dà la possibilità, nel disquisire dai massimi sistemi (dello sviluppo) alle minime deiezioni (canine). Proprio così: perché la vivibilità di un paese la si giudica dal modello urbanistico e dalla gestione del traffico, dalla percentuale di differenziata e da certe “cose” fastidiose che si pestano oppure si annusano, come il puzzo della Progeva (“a febbraio – dice il sindaco pungolato sul tema – verificheremo se i correttivi avranno funzionato”).
Per la giunta Lopane, del resto, l’inizio è stato subito in salita, col Bilancio di previsione (scritto dal commissario straordinario) approvato in fretta e furia dopo 50 giorni di mandato.
«Anche per questo – annuncia il sindaco – a gennaio abbiamo l’intenzione di convocare un’altra assemblea per ascoltare la comunità e scrivere assieme il prossimo bilancio di previsione, un bilancio partecipato». Nel frattempo si fanno i conti con l’anno che se ne va e «con la necessità di amministrare con risorse sempre più scarse». «Abbiamo dovuto fare i conti – spiega Lopane – con entrate decurtate di 350mila euro e ulteriormente diminuite con le tre manovre successive del governo». Tempi di vacche magre per tutti ma a Laterza di più, per via di «un indebitamento di 14,5 milioni, 1000 euro a testa per ogni laertino». Dunque, si stringe la cinghia. A cominciare dalle indennità degli amministratori: 1300 euro lo stipendio del sindaco a dicembre, qualche centinaio di euro per ognuno dei cinque assessori, 16 euro al mese per i consiglieri (il gettone per un Consiglio). Lopane affonda il colpo: «La casta non coincide con la politica». Almeno non con questa: e giù l’applauso del pubblico.
Poi una serie di messaggi mirati. «Trasparenza e competitività su ogni tipo di gara d’appalto»; il ricordo di un momento tragico per la comunità, «la scomparsa del giovane William Perrone»; la lotta agli atti di vandalismo nelle scuole, al “rito” assurdo dei cassonetti bruciati di notte: «Fatti che vanno denunciati affinché i responsabili paghino».
Il resto tocca alla politica. Come la scelta di rinserrare i legami coi livelli amministrativi superiori, Provincia in primis. «In sette mesi – dice il sindaco – risultati significativi: 900mila euro per sistemare il ponte Selva San Vito; 300mila per la rotatoria sulla provinciale per Gioia Del Colle; e l’ultimo, di oltre un milione, per progetti ambientali». «Risultati – aggiunge – che arrivano dalla collaborazione con Provincia e Regione, la stessa collaborazione che ricerchiamo con le opposizioni in Consiglio. Stiamo portando avanti opere cominciate da precedenti amministrazioni, vogliamo migliorarle, correggerne gli errori, sapendo che il lavoro fatto in precedenza non può essere annullato o nascosto». Discorso che riguarda la recente inaugurazione dell’ex Gendarmeria oppure la riqualificazione del vecchio campo sportivo.
Il messaggio per il 2012 vale come un augurio: «Sarà l’anno della svolta. Punteremo su ambiente, innovazione tecnologica, cultura e sociale».
A seguire gli assessori e le loro agende. Giovanni Caldaralo, assessore ai lavori pubblici, sottolinea che «l’opera pubblica deve avere una funzione sociale», con un approccio trasparente: «Gare d’appalto anche per 3500 euro di spesa: modalità più corretta rispetto all’affidamento diretto».
Franco Frigiola, assessore alle Politiche sociali, mette in vetrina «la mappatura sociale del territorio». Il risultato è chiaro: «Niente più file negli uffici comunali, ma interventi mirati su 80 cittadini che hanno avuto bisogno del nostro aiuto». E poi «l’integrazione scolastica garantita per i soggetti diversamente abili attingendo in parte alle indennità degli assessori». Un quadro completato dalla rete della solidarietà e dal nuovo centro.
Più politico l’intervento del vicesindaco Sebastiano Stano, assessore al Personale e vecchio marpione della Casa comunale: «La nostra caratteristica è questa: armonia, coesione e tantissima voglia di fare». Riuscendo così a sintonizzarsi anche coi dipendenti comunali che «hanno capito subito che si cambiava rotta».
A caccia di soldi, invece, ci va Mimma Stano, determinato assessore al Bilancio, che ha già messo gli occhi su 200mila euro di oneri d’urbanizzazione non riscossi, 800 “case fantasma” mai accatastate e scoperto, in un mese, almeno 100 passi carrabili non censiti. Segugio anti-evasione, dice, «per pagare tutti e pagare meno».
Sulla nuova raccolta differenziata “porta a porta” ha puntato l’attenzione Enzo Calella, assessore all’Ambiente. Un sistema sperimentale lanciato da poco nel quartiere pilota (350 utenze sulle 5mila totali) e già con buoni risultati, con la raccolta passata dal 9 al 35-40%. «L’obiettivo è il 60% di differenziata nel 2012, anche se alla Regione basta il 40». E a giugno scompariranno dal paese tutti i cassonetti.
Infine, Arcangelo Cirielli, presidente del Consiglio, ricorda la sua «funzione super partes», e il lavoro delle commissioni che «stanno funzionando». «Fondamentale – aggiunge – è l’informazione sull’attività del Comune data ai cittadini, nella massima trasparenza».
Un metodo, quello del dialogo coi cittadini, elevato a strumento di governo: «Non per dire – chiosa il sindaco – quanto siamo bravi e belli, ma per avere un confronto costruttivo con essi». Suggerimenti e critiche sono già arrivati. E ben accetti.
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Mon, 2 Jan 2012 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Tra cinghiali e lupi, la vittima è… l’agricoltore]]>
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Prima o poi doveva succedere: lupi e cinghiali scorrazzano per il Parco delle Gravine, qualche agricoltore rischia la cotenna. Da queste parti, a Laterza Castellaneta e Mottola soprattutto, la presenza dei famelici suini selvatici era nota da tempo. Un po’ meno quella del suo nemico naturale (e protetto), il lupo, introdotto per mettere un freno alla proliferazione dei cinghiali, specie altrimenti libera di gironzolare a piacimento. Un po’ troppo per la Coldiretti di Taranto che, preoccupata per le dimensioni del fenomeno, ha chiesto un incontro urgente all’assessore provinciale Antonio Scalera per affrontare il problema dei danni causati da questi animali selvatici.
Secondo quanto riferisce Franco Carbone, direttore della Coldiretti, si è di fronte ad uno «stato di malessere che vivono gli imprenditori agricoli che operano sia nell’area del “Parco Regionale Terra delle Gravine” che nelle aree contigue al Parco, le cosiddette “zone cuscinetto”». «La presenza diffusa ed invasiva di cinghiali – continua – sta arrecando danni ingenti alle colture praticate nella zona, compreso l’uva da tavola e, recentemente, per la presenza di lupi».
E’ facilmente comprensibile quanto questo fenomeno, collegato alla già critica situazione di mercato, possa preoccupare le imprese agricole del comprensorio.
«La preoccupazione si amplifica – insiste Carbone - se si considera che i cinghiali sono animali molto prolifici e capaci di adattarsi facilmente ai cambiamenti ambientali». Così come, dopo un periodo nel quale la specie era scomparsa, a seguito degli interventi di ripopolamento, «i lupi sono ricomparsi anche in molte zone in cui non era più presente da molti anni e ciò sta mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori in molte aree della Provincia, soprattutto nel comprensorio di Mottola; infatti si moltiplicano sempre di più le segnalazioni di attacchi ad animali e non è più possibile lasciare gli animali, soprattutto cavalli e vacche allo stato brado».
«Occorre sicuramente lavorare sulla prevenzione – conclude Carbone – ma è anche necessario rivedere il sistema di accertamento e risarcimento dei danni non solo da animali selvatici, ma anche quelli causati da cani inselvatichiti».
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Thu, 29 Dec 2011 09:00:00 GMT
, Diocesi di Castellaneta <![CDATA[Morte di Mons. Martino Scarafile]]>
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Diocesi di Castellaneta

E’ DECEDUTO SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA
MONS. MARTINO SCARAFILE, VESCOVO EMERITO DI CASTELLANETA

Dopo una lunga malattia, vissuta nel totale abbandono alla volontà di Dio, si è spento S.E.R. Mons. Martino Scarafile, Vescovo emerito di Castellaneta.

«Fu per loro pastore dal cuore integro e li guidò con mano sapiente» (Salmo 77,72). Le parole del testo biblico bene descrivono la figura del compianto presule.
Nato a Cisternino il primo luglio del 1927, era stato ordinato sacerdote il 23 luglio del 1950. Eletto Vescovo Ausiliare della Diocesi di Conversano-Monopoli, fu consacrato nella Basilica di San Pietro a Roma per l’imposizione delle mani di Sua Santità Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1981.
Nel 1985 - il 31 ottobre - venne eletto Vescovo della Diocesi di Castellaneta della quale prese possesso canonico il 23 novembre dello stesso anno.
Alla guida della Diocesi di Castellaneta per oltre 18 anni, ha lasciato nei sacerdoti e nei fedeli un vivo ricordo della sua passione pastorale e della sua bontà d’animo.
Di Mons. Scarafile, il Vescovo di Conversano-Monopoli che lo ebbe accanto come Vescovo Ausiliare - S.E.R. Mons. Antonio D’Erchia - ebbe modo di dire che si trattava di un “pastore umile, povero, disinteressato, instancabile, paterno”.
L’attuale Vescovo di Castellaneta, S.E.R. Mons. Pietro Maria Fragnelli ha dichiarato: «Mons. Scarafile ha tracciato un solco di spiritualità eucaristica e mariana nel quale ho potuto continuare a seminare con fiducia, seguendo in particolare la sua predilezione per le famiglie e le vocazioni, in una feconda intercessione per l’unità della Chiesa e la coesione sociale».

Le esequie saranno celebrate nella Chiesa Cattedrale di Castellaneta giovedì 29 dicembre p.v. alle ore 15,00.


Data e sede delle esequie:
Giovedì 29 dicembre 2011, ore 15, Chiesa Cattedrale a Castellaneta.

Per informazioni e contatti:
- don Oronzo Marraffa, Caporedattore del Mensile diocesano “Adesso”
Email: oronzomarraffa@gmail.com

Link: www.diocesicastellaneta.net
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Tue, 27 Dec 2011 09:00:00 GMT
, Cooperativa ADAM <![CDATA[LABORATORIO URBANO BOLLENTI SPIRITI A LATERZA]]>
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29 Dicembre 2011:inaugurazione laboratorio urbano Bollenti Spiriti, PHILOS LAB4ART, LATERZA (TA).
Segue comunicato stampa della COOPERATIVA SOCIALE ADAM LATERZA (TA).

Il Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti PHILOS LAB4ART è lieto di presentarsi finalmente alla città.
L’Open Day è previsto per il 29 Dicembre prossimo, col taglio del nastro e i saluti da parte delle autorità e, a seguire, mostre, proiezioni e concerti.

ore 18.00
- Conferenza Stampa nell’AUDITORIUM “GIANNICO M.” ex Chiesa del Purgatorio.
Saluti:
Gianfranco Lopane - Sindaco di Laterza:

Presentazione del progetto
Lassandro Domenico- Presidente Ente Gestore Cooperativa Sociale ADAM
Clemente F., Mastrodomenico R.,DiTinco M.- Progettisti
Interventi
Nicola Fratoianni - Assessore Politiche Giovanili Regione Puglia
Giovanni Caldaralo-Ass. Lavori Pubblici di Laterza
Leonardo Matera - Delegato alle Politiche Giovanili di Laterza
Staff Bollenti Spiriti Puglia
ore 19.00
– Cerimonia inaugurale del Laboratorio Urbano PHILOS LAB4ART
negli spazi dell’ex Gendarmeria nel Rione Mesola
ore 19.30
-INSTALLAZIONE D’ARTE di Maurizio Sansevrino e associazione ”Officine Culturali Arthemisia”
-INSTALLAZIONI AUDIO VISIVE allestite dall’associazione Confidea
- Partecipazione della associazioni del territorio.
Per info:
COOPERATIVA SOCIALE ADAM, Via C. COLOMBO, 27. 74014 Laterza – TA Tel0998213052
www.adamcooperativasociale.it
Link:Bollenti Spiriti


BOLLENTI SPIRITI E’ il programma della Regione Puglia per le Politiche Giovanili, un insieme di interventi e di azioni dedicate ai giovani pugliesi e a chi lavora con e per loro. L’idea principale dell’iniziativa è quella di considerare i giovani come una risorsa e non come uno dei problemi della Puglia. L’accento sul talento, l’energia e la voglia di partecipare. E’ considerato “programma” in quanto le politiche regionali per i giovani non sono fatte di tanti singoli progetti, scollegati fra loro, ma costituiscono un disegno coerente per la realizzazione di un grande obiettivo: fare delle giovani generazioni il vero motore della rinascita sociale, economica e culturale della nostra regione. …… non risolvere il problema dei giovani…ma permettergli di partecipare attiva-mente a tutti gli aspetti della vita della comunità….
Il programma “Bollenti Spiriti” viene attivato attra-verso “Laboratori Urbani”, immobili dismessi, edifici scolastici in disuso, palazzi storici abbandonati, ex monasteri, mattatoi, mercati e caserme ristrutturati e dotati di attrezzature, arredi e strumenti per di-ventare nuovi spazi pubblici per i giovani. La gestione dei laboratori urbani è stata affidata con bando pubblico ad organizzazioni giovanili, Associazioni, impegnati attraverso dei progetti finanziati dalla Re-gione Puglia, presentati dai Comuni.


CENNI STORICI DELL’EX GENDARMERIA DI LATERZA

Il palazzo della Ex Gendarmeria, sito in via Fontana, fu abitato nell’800 dal Dott. Giovanni De Biasi. Lo stabile è addossato ad una antica costruzione del sec. XV-XVI. Sono visibili gli archi romani della torretta di avvistamento e di controllo delle mura della città. Alla fine dell’ 800 e per alcuni anni del ‘900 fu adibita a caserma dei Carabinieri. La caserma dei Carabinieri ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti e si sono affiancati ad essa costruzioni di recente fattura. Il grande arco a sesto ribassato del portone d’ingresso (sec. XVIII), anch’esso ristrutturato, si presentava precedentemente diviso in due porte più piccole. Ha le celle carcerarie che ospitavano i detenuti per qualche giorno per poi passare al Mandamento di Ginosa e infine al Carcere di Sant’Antonio di Taranto. Una porta di una cella carceraria con spioncino munito di sbarre di ferro fu rinvenuta dalla Sig. ra Raffaella Bongermino nel giardino di via Fornace nel Cantiere Petrelli. La Caserma è stata usata fino al primo decennio del secolo scorso quando il Comando dei Carabinieri si trasferì nello stabile di via Porta Pia.
(Fonte: “Storia di Laterza” di Raffaella Bongermino, Congedo Editore)



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Mon, 26 Dec 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Domenico Savino <![CDATA[Laterza, nasce il nuovo Osmairm]]>
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Organizzazione Sanitaria Meridionale Assistenza Inabili Recupero Minori: ovvero Osmairm. Una costante presenza nell’ambito della riabilitazione e sostegno alla persona con disabilità nella Provincia di Taranto; centro specialistico e punto di riferimento per tutta la Terra di Puglia e del Mezzogiorno d’Italia.
Un’azienda privata a forte vocazione “sociale” dotata di un management e un’organizzazione qualificata ramificata su tutto il territorio. Non solo. Punto di riferimento da oltre quarant’anni della riabilitazione fisica, particolarmente indirizzata alle disabilità fisiche e mentali gravi, ha da sempre ospitato soggetti gravemente svantaggiati, costituendo un faro nella gestione dei pazienti la cui permanenza in forma stabile, all’interno del nucleo famigliare di appartenenza, è del tutto o in parte incompatibile, e riuscendo nel contempo anche ad attrarre degenti provenienti da Regioni limitrofe.
Il nuovo plesso, che sarà inaugurato oggi, è in grado di ospitare 270 utenti ed è suddiviso in 14 moduli da 20 posti letto: ogni camera di degenza a due letti è munita di servizi igienici e comfort alberghieri, per il pieno soddisfacimento dei bisogni dei pazienti.
Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’inaugurazione di una nuova struttura sanitaria, all’avanguardia per le tecnologie riabilitative che utilizzerà, a Laterza, nel cuore del versante occidentale della Provincia di Taranto, ai confini fra le due splendide regioni meridionali quali la Puglia e la Basilicata, al centro del Mediterraneo, mare che collega e avvicina continenti, culture e costumi oltre che problematiche di carattere sociale e assistenziale, rappresenta un appuntamento molto significativo, un “segno” tangibile di speranza in un periodo contrassegnato da una crisi non solo economico-finanziaria ma anche etica e morale.
L’Osmairm di Laterza con il suo presidente, Maria Luisa Paciulli, il Consiglio di amministrazione, dirigenti e funzionari, medici, collaboratori, dipendenti e consulenti, con la “forza della tradizione” intendono vincere la sfida del futuro con fiducia, professionalità, determinazione, passione in piena sintonia con il territorio e con tutti i “protagonisti” e gli interlocutori istituzionali e sociali ivi presenti.
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Sat, 17 Dec 2011 09:00:00 GMT
, laterza.org <![CDATA[MERCATINO DI NATALE 2011]]>
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La Consulta delle Associazioni e l’agenzia “Perla Studio”, in collaborazione con le associazioni di categoria, organizzeranno il tradizionale mercatino di natale nelle giornate di

22 - 23 Dicembre
dalle ore 16:00 alle ore 22:00
presso Piazza Plebiscito


Se siete interessati a partecipare vi preghiamo di comunicarlo, compilando l’allegato modulo disponibile anche sul sito www.laterza.org (Home page – Appuntamenti a Laterza) e sul sito www.comune.laterza.ta.it (Home page – Avvisi)
ed inviarlo tramite e-mail a: info@perlastudio.com
o consegnarlo a mano presso Perla Studio in Via Cadorna n.19 a Laterza

entro e non oltre il 21 dicembre p.v.
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Sat, 10 Dec 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Pierpaolo D'Auria <![CDATA[La Sanità fa litigare in Consiglio provinciale]]>
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A tenere banco nel Consiglio provinciale di ieri sono stati i temi della Sanità sollecitati da un ordine del giorno presentato dal consigliere Lariccia dell’Udc preoccupato per la gravità della chiusura temporanea dei reparti di Ginecologia e del Punto nascita dell’ospedale di Manduria e del fatto della lontananza della cittadina messapica dai centri ospedalieri più vicini. Un ordine del giorno che impegna la Provincia a guardare in maniera globale a tutta la problematica e che ha incassato il sì convinto del consigliere Pinto che ha poi invitato i consiglieri a condividere la richiesta di utilizzare le sedi degli ospedali chiusi per altri scopi «come l’istituzione di centri del risveglio», e quello con riserva dei consiglieri Pdl, Santoro («L’importante è che non venga penalizzata Grottaglie») e Lattarulo («Purtroppo della Sanità si è fatta una guerra di campanile. La problematica è stata sollevata quando i tagli hanno riguardato gli ospedali del versante orientale mentre sulle chiusure di Mottola e Massafra non si è aperta bocca») mentre Brigante dell’Idv ha sottolineato come quello della Provincia sulla questione «è stato un intervento tardivo a giochi ormai fatti»). Un ordine del giorno finito in bagarre perchè non iscritto tra i punti del Consiglio provinciale ma subito trattato in aula. Tanto da aver fatto prendere capello ai pidiellini Cristella e Laterza i quali hanno lamentato «l’attesa di anni per la trattazione dei nostri ordini del giorno e delle nostre mozioni. Evidentemente dobbiamo sottoscrivere la tessera dell’Udc per essere presi in considerazione». Una polemica tutta politica con Santoro del Pd che cerca di gettare acqua sul fuoco proponendo una nuova seduta monotematica al netto delle battaglie campanilistiche sulla manovra di rientro e sulle scelte del direttore generale Asl, Scattaglia. «La cosa più importante – ha concluso Santoro – è non dividerci. Su queste questioni abbiamo anche manifestato contro Vendola, non ci siamo fatti alcun problema. La seconda fase del piano di rientro è importante e possiamo ancora incidere purché non ci dividiamo».
Poi la precisazione di Laterza che, «se ho usato toni che non mi appartengono chiedo scusa», si è inalberato perché la mozione avrebbe dovuto riguardare l’aspetto complessivo del piano ospedaliero e non concentrarsi solo sui problemi di Manduria. Mentre Sampietro ha sottolineato la necessità di «entrare nell’ottica dei pazienti e di tutelare gli interessi di tutti i cittadini». Ma il problema è, ha poi rincarato la dose Cristella, che se «abbiamo condiviso quanto detto dal presidente Florido al cospetto dell’assessore regionale Fiore che senso ha presentare un ordine del giorno che riguarda parte della provincia. Per cui quella mozione va rivista nei contenuti anche perchè il Consiglio ha accettato di discuterne per assicurarsi poi il voto sull’assestamento di bilancio».
Di una questione di metodo «nella presentazione della mozione» ne ha fatto il consigliere Tamburrano per il quale la mozione presentata da Lariccia risponde ad una sua esigenza «di visibilità a Manduria».
Tocca a Florido chiarire che il voto di Lariccia sull’assestamento «è a prescindere dall’approvazione dell’ordine del giorno che non mette in discussione il punto di riequilibrio raggiunto. Poi, caro Tamburrano, D’Azeglio scrive che in una democrazia che funziona ognuno svolge il ruolo che gli compete. Per cui è la conferenza dei servizi dei sindaci deputata a decidere e non la Provincia che non ha deleghe in materia. Comunque accetto la proposta di riconvocare un consiglio monotematico con la presenza dei consiglieri regionali tarantini che il piano di riordino ospedaliero lo hanno votato».
Risultato finale? Lariccia ritira la mozione perchè «non si tratta di alcun ricatto posto in essere nei confronti del Consiglio provinciale».
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Wed, 30 Nov 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza: addio vecchio stadio, diventerà un grande parco]]>
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Era un vecchio stadio, diventerà il più grande polmone verde del centro urbano.
Il “comunale” e la sua lunga storia di pedate ad un pallone e calzoncini corti finiscono in soffitta, archiviati da un Pirp. Che detto così suonerebbe pure un po’ irriverente, se non fosse che dietro all’acronimo di Piano Integrato per la Riqualificazione delle Periferie si apre una prospettiva nuova e certamente più “ossigenante”. Come può esserlo il bell’ulivo monumentale che ieri mattina gli amministratori laertini hanno fatto posare simbolicamente al centro del vecchio rettangolo polveroso del campo sportivo.
«Un albero – dice il sindaco Gianfranco Lopane – al posto della posa della prima pietra, proprio perché qui nascerà un grande parco attrezzato, il primo polmone verde nella città». Un cambio di rotta deciso, alla cui origine c’è comunque un progetto avviato nel 2006 dalla seconda Amministrazione Cristella, ma che testimonia di un diverso modo di pensare la vita della comunità dopo un decennio di cementificazione arrembante e di case costruite in ogni buco possibile.
Il verde, insomma, al posto del grigio. Un po’ come il monito in poesia di Gianni Rodari, “Un pezzo di prato”, che due alunni delle elementari (tra i tanti presenti della “Diaz” e della “Marconi” ma anche i più grandicelli della Dante-Michelangelo) leggono al cospetto di sindaco, assessori, consiglieri e architetti. «Voi metteteci il prato che l’altalena la facciamo noi». Appunto. E opportuno, in quest’ottica, è anche il messaggio di don Oronzo Marraffa, parroco di Santa Croce, stavolta rivolto ai bambini: «Piantare un albero è un piccolo gesto, ma può far andare meglio il mondo». Che poi anche i grandi abbiano “ascoltato” è, ovviamente, cosa buona e giusta.
E se poi un’opera del genere servirà pure a «tenere i bambini un po’ più lontani da Facebook – una volta si diceva “dalla strada” – e più vicini al verde», beh c’è solo da augurarselo. Motivi, data un’occhiata al progetto illustrato dal sindaco, ne avranno. Più di metà del vecchio stadio, infatti, diventerà un’area a verde attrezzata, con laghetti e area ristoro (chi la gestirà dovrà curare la manutenzione del complesso); mentre dall’altra parte sorgerà un campo di calcetto, giusto per rendere onore all’illustre “avo”. Non solo: nei 780mila euro dell’appalto, un primo stralcio affidato alla ditta Di Taranto di Laterza, c’è anche altro. Nella zona 167, sulla strada per Santeramo, sorgerà un altro campo polifunzionale attrezzato, e le due zone saranno collegate da una pista ciclabile. Muri abbattuti e cemento “cancellato”, con via Monte Sabotino che avrà finalmente uno sbocco.
Il resto arriverà col secondo stralcio, ancora da progettare (per un totale di 1,9 milioni) ma qualche idea nuova in cantiere, come il park & ride.
«Tutto ciò – spiega il sindaco ai bambini – lo stiamo facendo per voi». E, raccolta la poesia dalle mani dei bambini, non si lascia sfuggire l’occasione: «Ne faremo il nostro manifesto della bellezza, regalandolo a tutti gli amministratori e ai tecnici comunali». E a quelli un po’ più anzianotti che si lasciano andare all’amarcord (“tanti anni fa giocavamo noi su questo campo…”), basterà la seppur magra consolazione che, almeno lo stadio, una seconda chance l’ha avuta.
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Tue, 29 Nov 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Maltempo, resta l’allerta su tutta la provincia]]>
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Anche per oggi viene mantenuto “al massimo” il livello di guardia in tutti i comuni della provincia di Taranto interessata già da martedì da forti piogge che hanno investito soprattutto il versante occidentale.
E’ quanto deciso durante un vertice del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato, svoltosi ieri nella Prefettura del capoluogo jonico e presieduto dal prefetto Carmela Pagano. Un avviso di condizioni meteo avverse di elevata criticità per rischio idrogeologico è stato lanciato ieri dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e confermato dalla Regione Puglia e durerà fino a stamattina e per le successive 24-36 ore.
Sotto osservazione soprattutto il bacino dei torrenti Lato e Lama di Lenne, sul versante occidentale, dove diversi sindaci hanno anche deciso la chiusura delle scuole nella giornata di ieri e, a Castellaneta e Massafra e Palagiano, anche per oggi.
Anche le Forze dell’ordine e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco mantengono alta la vigilanza su tutto il territorio provinciale. Massima resta l’attenzione riservata al controllo dei livelli dei fiumi del versante occidentale, costantemente monitorati nel loro andamento idrometrico. In tale direzione, peraltro, molti primi cittadini hanno sensibilizzato le componenti del volontariato. Non si sono evidenziate, al momento, esigenze di evacuazione di abitazioni, sebbene resti particolarmente in fase di attenzione la situazione del torrente Patemisco, nella zona di Chiatona. La pioggia, del resto, ieri sera ha ricominciato a scendere copiosa a Massafra, Castellaneta, Marina di Ginosa, Laterza e Palagiano. Qui il sindaco Ressa ieri sera ha attivato la centrale operativa in Comune, frutto della brutta esperienza dell’alluvione dell’8 settembre 2003.
Analoga forte cautela viene riservata proprio alla zona di Marina di Ginosa, già interessata dall’alluvione dello scorso marzo, in relazione anche ai livelli di allerta del bacino lucano del Basento-Bradano; in tale direzione vi sono costanti contatti, oltre che con il sindaco del Comune di Ginosa, anche con la Prefettura di Matera e la Sala Operativa Regionale. Dalla serata di martedì, in cui maggiore è stata l’intensità delle piogge, fino a ieri mattina sono stati complessivamente una trentina gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco, che hanno riguardato per lo più svuotamento di acqua da scantinati o soccorso ad automobilisti in panne (come è successo a Maruggio, sul versante orientale della Provincia).
All’incontro di ieri hanno partecipato il sindaco di Taranto Stefàno, il capo di gabinetto e comandante della Polizia Provinciale Semeraro, il questore Mangini, il comandante provinciale dei Carabinieri Sirimarco, della Guardia di Finanza Paiano, del Corpo Forestale dello Stato Cavaliere e il comandante dei Vigili del Fuoco Boscaino.
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Thu, 24 Nov 2011 09:00:00 GMT
, comune.laterza.ta.it <![CDATA[ORDINANZA IN MATERIA DI DECORO E QUALITA’ URBANA]]>
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CONSIDERATO:
• che è stato rilevato in vari punti dell’abitato abbandono di rifiuti di ogni genere, e che tale attività, in contrasto con le norme riguardanti la tutela dell’igiene e della salubrità, è altresì causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini;
• che si rende necessario avviare una revisione dell’aspetto sanzionatorio applicato a singole fattispecie di atti vietati al fine di scoraggiare comportamenti di singoli che compromettono l’igiene ed il decoro dell’intero centro abitato; .............
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Tue, 22 Nov 2011 09:00:00 GMT
, laterza.org <![CDATA[CITIES FOR LIFE]]>
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LATERZA from Cities for Life ITA on Vimeo.

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Fri, 18 Nov 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Da un convegno sulla storia della Cantina Spagnola emerge il futuro possibile]]>
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Dentro la propria storia. Due giorni, cinque sessioni, trenta relatori di più università, molti ascoltatori, su tre temi: la cantina spagnola di Laterza, i Perez Navarrete, marchesi di Laterza e il viceregno spagnolo, organizzatrice l’infaticabile Raffaella Bongermino, storica del paese.
Lo scopo e l’esito di questo bagno dentro la propria storia l’ha colto il vescovo della diocesi di Castellaneta, cui Laterza appartiene, Pietro Maria Fragnelli: “Dal campanile al cuore d’Europa”, che è poi il magistero più proprio della storia: riuscire a vedere tutto l’universo dalla propria infinitesima porzione d’universo.
Come s’usava in antichità, per difendersi da aggressori e malaria, gli uomini laboriosi s’insediavano su alture accessibili e Laterza è stata fondata sulle pendici delle ultime murge pugliesi che dominano la vasta pianura che va verso il mare e poi nell’attuale materano, terra ricca di acque e argilla, da cui il fiorire della lavorazione delle argille, che, dicono Biancofiore e Bongermino, ha dato il nome alla “Civiltà di Laterza”. Altro luogo tipico di Laterza è la gravina, che nei momenti più bui dell’Europa meridionale ha dato vitto e rifugio ai locali e ai fuggitivi; e nell’accidentata orografia della gravina è fiorita anche una comunità religiosa che non sarebbe eccessivo definire come un seconda fase dei “Padri del deserto”, quegli eremiti, alcuni dei quali sono stati sapienti del loro tempo e poi santi, che hanno consumato i loro giorni nell’ascesi e nel lavoro per la sopravvivenza nel deserto nordafricano. Cos’altro, infatti possono essere le cripte, o chiese rupestri, che adornano tutta la gravina ionica, da Ginosa a Grottaglie?
Una comunità d’asceti, ha popolato per un po’ di decenni la gravina, ma anche d’artisti; e il Petruscio di Mottola è il culmine della loro altissima arte.
In questa popolazione, ad un tempo misera e civile, affaticata e raffinata, politica e Chiesa hanno introdotto le loro usanze, castelli ed episcopi, cattedrali e chiesette, palazzi signorili e conventi e monasteri, tutti ricchi di affreschi e dipinti e sculture e libri scritti e da leggere.
I relatori, hanno raccontato il “come”, lasciando il “perché” agli ascoltatori e hanno mostrato che le opere di Laterza, dal Castello, alla Chiesa Matrice con i suoi dipinti, dalle chiese rupestri alla cantina spagnola, erano in linea con quelle del resto dell’Italia meridionale, quella parte di Grecia che aveva contribuito a diffondere “le arti nell’agreste Lazio” e in tutto il mondo, passata dal dominio romano, al buio che precedette e seguì a lungo l’anno mille, a quello barocco e paludato della Spagna.
E’ stata fatta la storia del feudo laertino, assai povero, se le entrate dei feudatari erano ricavate soltanto dal raccolto di cereali; la pastorizia, che pure, stando allo stemma laertino, era l’attività più diffusa, doveva essere al minimo della sussistenza, se non poteva pagare alcuna gabella, se non, al massimo, in natura, cioè con agnelli e formaggi.
E come avrebbe potuto l’economia laertina decollare e progredire se allora si usava che il feudatario si facesse rappresentare in loco da un suo fiduciario, sicché succedeva che il popolo, già povero, doveva mantenere due politici, o da questi essere derubato: il feudatario e il suo fiduciario. Allora, infatti, la nobiltà usava consumare senza produrre, o consumare in eccesso il poco prodotto dai poveri; la stessa Bongermino in un altro suo libro narra delle nozze del fratello di un vescovo di Matera, i cui festeggiamenti, pranzi e balli, durarono due mesi. E in sala è stato raccontato di un laertino, tal Francesco Antonio Gallo, che giunse ad essere vescovo di Bitonto che visse nello sfarzo, sfarzo poi dispersosi dalle mani bucate di una sua sorella. Forse che la fama di Francesco d’Assisi non era giunta fino a Bitonto? Oppure da far dire che la ricchezza che sprofonda nel superfluo proviene soltanto da introiti immeritati e illeciti.
In effetti, la pagina al limite dell’ignominia che il feudalesimo ha scritto a Laterza la si legge con tristezza passeggiando nel centro storico: un succedersi di povere case e catapecchie e tuguri, grotte nel costone della gravina con impervie scalinate per uscire in piano, stalle comunicanti con case e così continuando e su di esse un palazzo marchesale, un manufatto del feudalesimo già immiserito dallo scialo come stile di vita. Ed è in questi contesti che bisogna andare a cercare le cause del divario, economico ed etico, fra Nord e Sud d’Italia: secoli di estraneità al resto del mondo non possono essere recuperati in pochi decenni.
Laterza ha almeno una trentina di chiese rupestri, un enorme giacimento culturale, molte sono state stravolte in cantine e garage, altre abbandonate, molte irrecuperabili. Fra i lasciti medioevali la Cantina spagnola è la meno peggio conservata, per tenuta delle pareti e affreschi ancora leggibili; dalla Soprintendenza ha ricevuto il vincolo di bene culturale e gli studiosi avanzano ipotesi sulla sua funzione: sede di reclutamento di soldati, stante ai suoi scritti latini; ma la dama indecisa fra pretendenti che cosa suggerisce? E a che cosa fa pensare il piccolo corteo di dignitari ed ecclesiastici con oggetti liturgici? Anche la sua ubicazione deve avere un significato: in periferia, dentro il costone non della gravina ma di una propaggine murgiana, nascosta, ma di facile accesso.
La politica di ieri e d’oggi, seppure intrisa di scetticismo e di indifferenza, sa che la gravina è un bene paesaggistico e culturale che, come ieri ha dato ai suoi poveri abitanti vitto, alloggio, sacro e arte, oggi, per la sua gente, se non benestante di certo non più misera, può essere uno dei traini dello sviluppo economico. Il convegno, raccontandone la storia, ha mostrato ancora una volta un futuro possibile.
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Wed, 16 Nov 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Angelo Di Leo <![CDATA[Pd, volti nuovi in segreteria: rispettata la ripartizione fra le sei anime]]>
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Sei anime in segreteria, coordinate dal neo eletto Parisi che per giovedì ha convocato i neoulivisti, o presunti tali.
L’assemblea provinciale del Pd chiude di fatto il congresso e ricalca il canovaccio di quindici giorni fa. Pelilliani e antipelilliani incrociano le spade appena possono. Ieri è stato Mimmo Cotugno a sguainare per primo, con Scarcia che risponde a tono e Mancarelli, tra gli altri, impegnato ad abbassare i decibel della contesa, chiedendo all’intero Pd di moderare i termini dello scontro. Intanto, Brunetti chiede di sapere cosa fare al Comune: siamo in Giunta e in maggioranza, il partito si decida!
Finisce così, ma non solo, naturalmente, la riunione provinciale che domani passerà il testimone a quella cittadina. Sullo sfondo, al di là delle questioni calde che riguardano il territorio, restano la scelta del prossimo sindaco, le alleanze improbabili e quelle da rimettere su.
E quando Cotugno si chiede, e chiede alla platea, quale sia la linea reale del partito, o dei due partiti che il Pd adesso pare contenga, la bagarre è automatica e l’orizzonte torna precario. Parisi dovrà lavorare parecchio per comporre tutti i cocci, anche se negli ultimi quindici giorni il Pd ha cercato di ritrovare se stesso dopo essersi dato nuove guide e una linea, più o meno tracciata, che andrà misurata sul campo.
Non a caso, il neo segretario provinciale rompe gli induci e convoca l’avvio delle danze che dovrebbero portare, così pare, alla sessione elettiva primaria di gennaio. Giovedì in via Principe Amedeo ci saranno Sel, Idv e il Psi. Dovrebbe essere il Nuovo Ulivo ma a Taranto, come spesso accade, rischia di assumere una forma diversa da quella che Bersani in Italia vorrebbe modellare. Intanto, i nomi e i cognomi danno il senso delle scelte adottate dal Pd. In direzione entrano 111 delegati più i 40 segretari di circolo e i rappresentanti delle istituzioni.
L’assemblea ha inoltre eletto Rocco Ressa vicepresidente, su proposta di Parisi la cui segreteria è composta da
Massimo Serio, coordinatore: Giuseppe Fontana, capo segreteria politica. Walter Musillo, organizzazione. Mimmo Rochira, Enti Locali. Valerio Papa, Lavoro. Annarita Leone, Giustizia. Amleto Della Rocca, Piccole e medie imprese. Gabriella Fretta, Politiche sociali. Dino Caruso, Area occidentale. Nunzia Convertini, Associazionismo. Pino Mellone, Comunicazione. Angelo Prontera, Area Orientale. Lanfranco Rossi: Sviluppo economico. Michele Pierri, Formazione politica e responsabile rapporti con la stampa.
I segreteria anche Sergio Scarcia, segretario cittadino del Pd, e Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza e responsabile del forum degli eletti, e la coordinatrice delle donne, Francesca Battista. Quindi, il segretari dei Giovani democratici, il presidente della Commissione di Garanzia, il presidente della Direzione, il capogruppo della Provincia, Luciano Santoro.
Il Pd ha inoltre costituito il nuovo coordinamento politico e istituzionale: Ludovico Vico, Donato Pentassuglia, Michele Mazzarano e Michele Pelillo, Gianni Florido, Costanzo Carrieri, Raffaele Brunetti e Luciano Santoro, i sindaci dei Comuni sopra i 15.000 abitanti Rocco Ressa, Aldo Maggi, Ciro Alabrese, Gianfranco Lopane, il coordinatore e il capo segreteria, Serio e Fontana.
I tre giovani del nuovo esecutivo Giuseppe Fontana, Valerio Papa e Michele Pierri, rapresentano l’assoluta novità.
Così come Lopane, giovane sindaco che una novità l’ha rappresentata alle scorse amministrative.
Tra i volti nuovi, in segreteria, anche quelli di Nunzia Convertini e di altri giovani amministratori come Anna Rita Leone, Amleto Della Rocca e Angelo Prontera.
Una platea che divisa per aree suona così: Musillo, Della Rocca e Fretta (area Pelillo). Rochira, Caruso e Convertini (area Florido), Serio, Papa e Leone (area Vico), Rossi e Fontana (area Mazzarano).,Mellone (area Battafarano), Prontera (area Emiliano), Lopane (area Ressa). Papa, Fontana e Pierri (Giovani Democratici) sono stati indicati anche dal segretario Parisi.
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Sun, 13 Nov 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Cantina Spagnola, Laterza chiama a raccolta gli studiosi]]>
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Affreschi del ’600 e personaggi con vestiti di foggia ispano-napoletana, donne, gentiluomini, sacerdoti e soldati: sono le immagini sacre e profane raffigurate nell’ipogeo a cui è dedicato interamente il convegno internazionale di studi ‘La “Cantina Spagnola” di Laterza, i Perez Navarrete feudatari e il Viceregno spagnolo’ (11-12 novembre 2011, Auditorium “Giannico”, ex chiesa del Purgatorio, via Concerie).
Il convegno, organizzato dall’Università di Bari e dal CRSRP-Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia, diretto da Mimma Pasculli Ferrara (Facoltà Lingue, Univ. Bari, presidente CRSRP) e Raffaella Bongermino, è promosso dall’Ambasciata di Spagna, dal Comune di Laterza, dalla Camera di Commercio di Taranto, dal GAL “Luoghi del mito”, e dalla Fondazione Banco di Napoli. “Per la prima volta è attestato l’interesse degli studi internazionali verso la “cantina spagnola” – spiega Mimma Pasculli -, ipogeo affrescato che ha ricevuto recentemente il riconoscimento del vincolo come bene culturale da parte della Direzione Regionale e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Puglia. L’intervento dei relatori spagnoli suggella un rapporto antico tra il territorio pugliese (Laterza) e la Spagna, grazie alla presenza dei feudatari Perez Navarrete”.
Oltre a relatori spagnoli – il console di Spagna a Bari Bruno Gallo, Carmen Garcìa (Univ. Saragozza), Adele Condorelli (Belle Arti, Valencia) – e al direttore del Museo “Castromediano di Lecce, interverranno i professori delle Università: di Bari Pasquale Guaragnella (preside Facoltà Lingue), Elena Papagna, Pietro Sisto, I. Diliddo, M. Saccente, C. Petrarota, Pietro Grimaldi (Politecnico); del Salento Vincenzo Pugliese; della Basilicata Elisa Acanfora; della Calabria Alessandra Anselmi.
L’apertura dei lavori, venerdì 11 novembre alle 15,30, si avrà con la sessione “Mezzogiorno e viceregno spagnolo”, seguirà quella dedicata alla famiglia “Perez Navarrete tra Laterza, Napoli e la Spagna”, mentre nella seconda giornata dei lavori, sabato 12 novembre (alle 9), l’ambito del convegno sarà ampliato alle “Lettere e scienze”, alla “Città di Laterza”, per chiudere con la sessione “La cantina spagnola a Laterza”, presieduta da Cosimo Damiano Fonseca.
“La prima giornata del convegno – evidenzia Raffaella Bongermino, storica di Laterza – è incentrata sulla presenza della famiglia spagnola Perez Navarrete nel feudo laertino, dove si è insediata nel 1650. Sarà affrontato il problema della committenza degli affreschi, datati 1664. La grotta è stata scoperta negli Anni ’70, durante le campagne di ritrovamento degli antichi ipogei condotte da Cosimo D. Fonseca”. Dall’analisi di alcune scritte in latino si ritiene che la grotta fosse adibita a ritrovo per l’arruolamento dei soldati, ma non sono escluse altre ipotesi. “Ci sono dei soggetti a tema amoroso, come una dama indecisa tra due pretendenti – conclude la Bongermino -, e figure a tema sacro, con un corteo di dignitari ed ecclesiastici, con oggetti liturgici”.
La partecipazione al convegno consente il riconoscimento di crediti formativi per gli studenti della Facoltà di Lingue dell’Università di Bari e degli Istituti superiori dei 7 paesi del GAL. Info: Facoltà di Lingue, Università di Bari: tel. 080.5792435 e 080.5717466.
L’apertura dei lavori, venerdì 11 novembre alle 15,30, si avrà con la sessione “Mezzogiorno e viceregno spagnolo”. Tra gli interventi, quelli del console di Spagna a Bari Bruno Gallo, di Augusto Ressa (Soprintendenza BAP), Pasquale Guaragnella (preside Facoltà Lingue, Univ. Bari), Elena Papagna (Univ. Bari), Angelo Disanto (CRSRP), Alessandra Anselmi (Univ. Calabria) e Mimma Pasculli Ferrara (Storia dell’Arte Moderna, Facoltà di Lingue, Univ. Bari; presidente CRSRP). Seguirà la sessione dedicata alla famiglia “Perez Navarrete tra Laterza, Napoli e la Spagna”, con le relazioni di Adele Condorelli (Belle Arti, Valencia), Carmen Garcìa (Univ. Saragozza), Maria Alfonzetti (Archivio Stato Taranto), Isabella Diliddo (Univ. Bari) e Leonardo Catucci (architetto).
Nella seconda giornata dei lavori, sabato 12 novembre (alle 9), l’ambito del convegno sarà ampliato alle “Lettere e scienze”, con i contributi di Dora Donofrio Del Vecchio (vicepresidente Crsrp), Pietro Sisto (Biblioteconomia, Univ. Bari), Gianni Iacovelli (pres. Accademia Arte Sanitaria), Stefano Milillo (dir. Archivio Diocesano Bari-Bitonto), Domenico Giacovelli (rettore Mater Domini, Laterza), Angelo Beccarelli (vicepres. Acc. It. Storia Farmacia), Rosa Melluso (Biblioteca Com. Ginosa). Poi l’attenzione sarà rivolta alla “Città di Laterza”, con gli interventi di Mimma Pasculli Ferrara, Raffaella Bongermino, Elisa Acanfora (Univ. Basilicata), Antonio Cassiano (dir. Museo “Castromediano”, Lecce), Vincenzo Pugliese (Univ. Salento), Marianna Saccente e Gianluca De Pinto (Crsrp), Giulio Mastrangelo (Archeogruppo Massafra), Cinzia Petrarota (Univ. Bari). Infine, le conclusioni saranno affidate all’ultima sessione, “La cantina spagnola a Laterza”, presieduta da Cosimo D. Fonseca (Accademico Lincei); i relatori: Elio Scarciglia (Amici Ceramica-Puglia), Pietro Grimaldi (Politecnico Bari), Leonardo Petrosino (CRSRP), Paola Nitti (Univ. Bari), Tommaso Galiani (CRSRP).
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Wed, 9 Nov 2011 09:00:00 GMT
, Donato Conte <![CDATA[PROGETTO MELANOMA]]>
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Il Melanoma maligno cutaneo è un tumore maligno caratterizzato da una elevata mortalità. Nella maggior parte dei casi nasce da un nevo preesistente.

La prevenzione primaria tende a ridurre l'incidenza del tumore rimuovendo le cause che lo provocano e si attua mediante la divulgazione delle misure di prevenzione atte ad evitare le ustioni solari. Gli effetti positivi si possono valutare solo a distanza di anni.

La prevenzione secondaria mira alla riduzione della mortalità e si conduce attraverso adeguate campagne di informazione e di educazione sanitaria, ma soprattutto mediante controlli dermatologici periodici in grado di consentire la diagnosi precoce di lesioni sospette e la conseguente rimozione chirurgica.

Con la presente illustriamo l’iniziativa congiunta tra il Comitato Madonna del Carmine e la Fondazione A.N.T. Italia - Delegazione di Laterza (Ta) mirata a diffondere il messaggio del diritto alla salute e della sensibilizzazione alla cura di se. Giovedì 17 novembre dalle ore 15,00, alle ore 19,00 presso la sede dell’A.N.T. alla Via A. Moro n. 4 si darà la possibilità ai cittadini di sottoporsi ad un controllo dermatologico, al fine di consentire una diagnosi precoce individuando lesioni sospette attraverso un macchinario altamente tecnologico in dotazione presso l’A.N.T.; sarà il Dott. Marcello Stante, dermatologo specialista nella cura dei melanomi, che metterà a disposizione la sua professionalità.

Il Comitato Madonna del Carmine e la Fondazione A.N.T. invitano gli organi di stampa a partecipare all’evento ed a pubblicizzarlo al fine di richiamare la cittadinanza ad aderire al progetto di prevenzione e di informazione in ordine ai melanomi.

Al fine di permettere una visita dermatologica più accurata scrupolosa si informa che le visite hanno un numero limitato di 25 persone, pertanto si rende necessario prenotare il controllo dermatologico chiamando il numero 3480152206 a partire dalle ore 17,00 di giovedì 10 p.v.; per informazioni è possibile recarsi presso la Fondazione A.N.T., Via A. Moro n. 4 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17,00 alle ore 19,00 oppure telefonando al numero 3480152206.

Si ringraziano i consiglieri componenti il Comitato Madonna del Carmine, i volontari della Fondazione A.N.T. e il Dott. Marcello Stante per l’impegno profuso e per la fattiva collaborazione.


Il Delegato dell’ A.N.T.: Sig. Donato Conte
Il Presidente del Comitato Madonna del Carmine: Sig. Mario Montrone
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Tue, 8 Nov 2011 09:00:00 GMT
, Laterza.org <![CDATA[NEL CORPO DELLA PAROLA - La parola del corpo]]>
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NEL CORPO DELLA PAROLA
La parola del corpo

70 Voci dall’Eros
Edizioni Le Nuvole – Teatro
Roma

70 Poeti italiani si confrontano sul tema dell’Eros,
tra i quali tre laertini: Dino D’Aprile, Morena Tamborrino e Nunzio Tria

“Ed è manifesto che il corpo
secondo natura e con utilità sua,
obbedisce all’anima”
Aristotele

“Su tale esplicito presupposto nasce l’idea prima, e il progetto poi, della presente “Opera a più voci” che raccoglie Settanta autori del territorio nazionale sul tema comune dell’Eros, tema quanto mai presente nell’uomo di sempre”.
A cura di Giovanni Amodio
Copertina, retrocopertina e logo di Grazia Lodeserto.
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Mon, 31 Oct 2011 09:00:00 GMT
La Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Romano <![CDATA[Il bis solitario di Clemente e il primo acuto di Minei marciatori col tricolore]]>
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Il bis di Anna Clemente, campionessa nazionale nella 5000metri femminile, il primo acuto di Vito Minei in quella maschile, i piazzamenti da podio di Erika Scolozzi e Michele Palmisano, terzi nella prova "corale" di Rieti: alla 46ma edizione dei Campionati italiani allievi di Atletica leggera, che al reatino «Guidobaldi» ha vissuto ieri la seconda delle due giornate-evento, la marcia giovanile nazionale è tutta una musica ionica. O quasi: la Don Milani di Mottola veste di tricolore due giovani atleti di Laterza e si ripropone inesauribile fucina di talenti; coach Tommaso Gentile somma titoli a titoli, confermandosi tecnico dalle mille risorse. E di poche parole: «Lavoro, lavoro e passione» ama ridimensionare, facendo da schermo ai suoi ragazzi, e lasciando che la pista ci metta il resto. I risultati.
Sabato, a sorpresa ma non troppo, era arrivato l'exploit del laertino Vito Minei, primo al traguardo con il tempo di 21'06"53: alle sue spalle il barese Francesco Fortunato, superato di slancio nel momento decisivo della gara (21'32"42), e, appunto, Michele Palmisano (fratello d'arte della più esperta Antonella, speranza azzurra, 21'56"93). Di certo, per i due allievi della Don Milani non c'era modo migliore per riscattare la cocente delusione patita il 9 luglio scorso ai mondiali di Lille, nella 10km, con la maglia della nazionale (fatale fu la campana dell'ultimo giro di pista, rimasto in canna).
Come da copione invece, ieri mattina, la corsa della pluiridecorata Anna Clemente, campionessa di Laterza: marcia in assoluta solitudine (4'32"9 al primo chilometro, il più veloce, 23'31"14 all'arrivo) per l'olimpionica di Singapore, avversaria di se stessa, in procinto di passare tra le juniores (a gennaio). Dietro di lei è praticamente un'altra gara: Nicole Colombi, bergamasca, si supera di 20" e giunge seconda (24'13"16"), davanti a Erika Scolozzi, che perfeziona la doppia coppia ionica al «Guidobaldi» e chiude in bellezza la partecipazione dell'Atletica Don Milani alla rassegna tricolore di Rieti.
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Mon, 3 Oct 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Antonio Bargelloni <![CDATA[Minei oro, Palmisano bronzo ai Tricolori Allievi]]>
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Inizia alla grande la 46ª edizione dei Campionati Italiani Allievi (16-17 anni) per la marcia targata Don Milani Mottola.
Ieri, nella prima giornata del week-end tricolore di Rieti, Vito Minei ha conquistato il suo primo titolo italiano, nella gara sui 5 km che ha visto il suo compagno di squadra Michele Palmisano piazzarsi terzo. In mezzo, a conferma del grande livello raggiunto dalla Puglia nella specialità, Francesco Fortunato (Aden Exprivia Molfetta).
Proprio quest’ultimo era il grande favorito, perché in possesso del miglior tempo stagionale, 20’37”61 (secondo miglior tempo all time dopo che il record di Giovanni de Benedictis).
Ma contro un Minei scatenato («Ho dovuto tenerlo a freno – ha confessato ieri a fine gara il tecnico Tommaso Gentile – perché è un cavallo irrequieto») il molfettese non ha potuto nulla.
Ottimo anche il terzo posto di Michele Palmisano, fratello di Antonella, al termine di una prova secondo le sue capacità. «È un fondista come la sorella – ha spiegato Gentile – e farà grandi cose sui 20 km».
Per Minei, nativo di Laterza come la più famosa Anna Clemente, ma anche per Palmisano, un bel riscatto dopo la prova dei Mondiali di Lille, dove si fermarono un giro prima per un malinteso, finendo come ritirati e mancando l’occasione per migliorare il personale (erano comunque fuori dalla zona medaglie).
Minei si è tenuto “tranquillo” nei primi chilometri, poi si è scatenato e ha vinto in 21’06”53”con un buone margine su Fortunato (21’2”42), mentre Palmisano ha chiuso in 21’56”93.
Oggi si attende il “bis laertino” di Anna Clemente (1994), che si presenta da grande favorita nella 5 km femminile. L’oro delle Olimpiadi Giovanili di Singapore 2010 (dove fece il primato italiano) ha il miglior tempo stagionale, 22’47”32, quasi due minuti meglio della seconda accreditata, Nicole Colombi (Us Scanzorosciate).
Da medaglia appare sulla carta anche l’altra allieva di Gentile Erika Scolozzi (1995), che quest’anno ha marciato al tempo manuale di 24’29”9, terzo tempo di accredito.
In gara anche Valeria Cicco (25’06”5) e la massafrese Giorgia Palmisano (25’13”3).
Nel salto in lungo, la Don Milani presenterà la manduriana Chiara Eena D’Ostuni, quinta accreditata con 5,57 metri.
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Sun, 2 Oct 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Marilena Surdo <![CDATA[Marcolana, la via toscana per far ripartire il Tessile]]>
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E’ il tessile la soluzione per la vertenza Miroglio. Presentata, o meglio “rivelata” ieri mattina nel padiglione della Presidenza della Regione Puglia alla Fiera del Levante di Bari la proposta industriale per gli stabilimenti Miroglio siti a Ginosa: Marcolana srl, azienda pratese che si occupa di alta manifattura tessile pronta ad assorbire 170 “miroglini” per le sue produzioni. All’incontro erano presenti il direttore di Confindustria Taranto, Francesco Murgino, gli assessori provinciali, Luciano De Gregorio, delegato alla Formazione, e Marta Teresita Galeota, rappresentante anche del territorio, i sindaci di Castellaneta, Laterza e Ginosa, comuni sui quali grava la vertenza dei 223 cassintegrati, rispettivamente Italo D’alessandro, Gianfranco Lopane e Vito De Palma, le tre sigle sindacali di categoria.
La presenza al tavolo regionale oltre che di Davide Pellegrino, responsabile della task force, anche della vicepresidente della Giunta, Loredana Capone, ha confermato la positività dei lavori “riservati” condotti con un gioco di squadra tra Miroglio, al tavolo con il dott. Fois, ministeri coinvolti, istituzioni e parti sociali. «Ritengo che l’evoluzione della vertenza Miroglio dimostri quale sia il vero ruolo delle Istituzioni: cercare non solo soluzioni per le emergenze – ha commentato la vicepresidente Capone – in questo caso la rioccupazione della forza lavoro, ma anche in prospettiva per lo sviluppo del territorio». Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore al Welfare Elena Gentile: «Ci auguriamo di arrivare presto al traguardo del completo assorbimento di tutti i 223 lavoratori».
Nonostante le trattative siano ancora in piedi e molto c’è ancora da definire, la Marcolana srl ha diversi elementi che giocano in suo favore: innanzitutto il rientro in patria, dalla Bulgaria, di una parte della sua produzione. «Paradossalmente mentre Miroglio sceglie di delocalizzare, la soluzione alla vertenza Miroglio – ha rilevato Giuseppe Massafra, Filctem Cgil provinciale – giunge da un’azienda dello stesso settore che invece vuole rientrare offrendo un’opportunità al Tarantino».
L’opportunità la spiega il dottor Andrea Barontini, amministratore delegato della Marcolana srl: «Abbiamo l’ambizione di voler costruire la filiera lunga per le nostre tessiture». “Dalla pecora al sopra-spalla” per dirla in soldoni, come spiegato da Pellegrino. «Devo riconoscere – ha aggiunto il responsabile della task force – il lavoro svolto, soprattutto in questa fase, da Confindustria e come tutte le parti coinvolte abbiano svolto il proprio ruolo per quelle che sono le competenze spettanti».
E proprio in Confindustria Taranto in giugno si è delineata la proposta di Marcolana srl, presentata dieci giorni fa al presidente Nichi Vendola: «Qui in Puglia – ha spiegato l’amministratore Barontini – non solo c’è uno stabilimento, quello ginosino, che è un vero gioiello ma vi è anche la possibilità di creare un distretto con gli opifici sartoriali di Martina Franca. Quindi la costruzione di un polo della moda perché acquisendo i capannoni ginosini e le professionalità delle sue maestranze, andremmo a chiudere il ciclo di nobilitazione dei tessuti». In altre parole la qualificazione del prodotto: tessuti “non pettinati ma cardati” per la confezione di abiti maschili.
Dettagli tecnici per intendere la diversificazione merceologica, ma ad interessare sono i tempi: il “trasloco in corsa” si realizzerebbe in non meno di sei mesi. Tra smontaggio e rimontaggio dei macchinari, il ritorno al lavoro delle 170 unità che dovranno essere assunte, come per Barbero a Castellaneta, entro il 31 dicembre, avverrebbe gradualmente entro un anno al massimo. La fase risolutiva avrà luogo al tavolo inter-ministeriale che si svolgerà il prossimo 5 ottobre al Ministero dello Sviluppo economico a Roma dove si vaglierà il piano industriale e in base a quello si tasterà la disponibilità del Ministero del Lavoro a garantire eventuali forme di ammortizzatori sociali e si verificherà l’eventuale ricorso a iter autorizzativi.
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Wed, 28 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Ginosa, il Gruppo Marcolana di Prato subentrerà a Miroglio]]>
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Soluzione in vista per la vertenza Miroglio: 170 lavoratori saranno assunti dal gruppo Marcolana di Prato per essere impiegati nello stabilimento di Ginosa. La notizia giunge al termine della riunione tenutasi questa mattina a Bari.
Attorno al tavolo, il vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, il responsabile della task-force sull’occupazione Davide Pellegrino, gli assessori provinciali al Lavoro e alle Politiche giovanili, Luciano De Gregorio e Marta Teresita Galeota, i sindaci di Ginosa, Laterza e Castellaneta, rispettivamente Vito De Palma, Gianfranco Lopane e Italo D’Alessandro, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e una rappresentanza degli ex dipendenti del gruppo Miroglio.
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Tue, 27 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza, Curvet fa marcia indietro]]>
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La svolta è in un fax arrivato in mattinata: la Curvet revoca la richiesta di mobilità per i 43 dipendenti.
Comincia così un’altra giornata di passione davanti alla grande cancellata dello stabilimento di Laterza, fermo da lunedì per lo sciopero ad oltranza proclamato dai sindacati di categoria. Dunque, l’azienda è giunta a più miti consigli, scottata dal braccio di ferro con gli operai (costoso per chi sciopera e per l’azienda stessa in termini di commesse e consegne) e messa in un angolo dalla pressione operata da sindacati e rappresentanti politici locali. «La revoca della mobilità – spiega in conferenza stampa Giuseppe Massafra, Filctem-Cgil – è la condizione che avevamo posto al management per trattare. Quei licenziamenti, chè tale è la mobilità, andavano ritirati dal tavolo per poter riaprire il dialogo e cercare soluzioni sia finanziarie sia gestionali a questa vertenza che vede protagonista un’azienda che, nonostante la crisi generale, ha comunque mercato, anche e soprattutto all’estero».
Linea che Amedeo Guerriero, Uilcem-Uil, sostanzialmente conferma, aggiungendo qualche particolare: «Il problema della Curvet è soprattutto di natura finanziaria, oltre che manageriale. Negli anni scorsi sono stati fatti investimenti cospicui all’estero che hanno letteralmente dissanguato le casse societarie. Oggi la Spa è sotto di almeno un milione di euro e non è più in grado di ricapitalizzare, ecco perché il management sta parlando di liquidazione e di ripartenza con un diverso assetto, ma questo non lo si può fare licenziando il personale e dimenticandosi del notevole finanziamento pubblico incassato».
Insomma, lo spiraglio c’è, ma la strada da percorrere è ancora lunga e accidentata. «Intanto, però – sottolinea Massafra – con la richiesta di cassa integrazione straordinaria guadagniamo un anno di tempo, rispetto alla mobilità, in cui studiare come uscire da questo vicolo che, oggi, sembra senza uscita».
Il fax giunto da Pesaro, in ogni caso, cambia le carte in tavola e mette i sindacati nella condizione di poter fermare lo sciopero ad oltranza e annunciare la ripresa della produzione già da ieri pomeriggio, «anche per poter completare commesse che è la condizione principale per consentire all’azienda di ottenere liquidità e pagare gli stipendi». Due giorni fa, infatti, la Curvet aveva mosso il primo passo in direzione di una schiarita, offrendo ai dipendenti il calumet della pace: una parte dello stipendio non pagato ad agosto – ciò che, tra le altre cose, aveva scatenato la protesta – e promettendo di completare i pagamenti entro la prossima settimana. Il che non spegne la rabbia dei dipendenti assiepati all’ingresso. Il loro malumore è evidente: «Quando i risultati non arrivano – dice uno dei dipendenti – si cambia l’allenatore: qui, invece, vogliono cambiare i giocatori, cioè noi dipendenti. Mentre è il dottor Mancini che andrebbe mandato via, visto che in tre anni qui non s’è visto nessun cambiamento». Di fatto, lo stato di agitazione dei dipendenti resta, ma la novità positiva di ieri quanto meno allenta le tensioni e rasserena gli animi, surriscaldati quando due giorni fa sono stati bloccati e respinti un paio di tir.
Da ieri, invece, è di nuovo possibile individuare, dopo tante incertezze, una prospettiva. A segnalarla il sindaco Gianfranco Lopane, appena giunto davanti alla Curvet assieme agli assessori Mimma Stano e Giovanni Caldaralo: «Per il tavolo ministeriale -spiega – aspettiamo solo la data di convocazione. Siamo soddisfatti della decisione dell’azienda che riporta la vertenza nella sede più adatta, sollecitando la Regione e noi come Ente locale ad individuare alternative imprenditoriali, anche sul territorio, e facendo sedere allo stesso tavolo Invitalia, che ha molte ragioni per chieder conto degli investimenti fatti».
Idea non molto lontana da ciò che chiedono i lavoratori nello striscione che campeggia all’ingresso della Curvet: «Cerchiamo certezze, non illusioni!».
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Sat, 24 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Michele Cristella <![CDATA[Castellaneta, vertenza Miroglio: si decide tutto in cinque giorni]]>
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Or volge il terzo anno.
Una folta delegazione dei 225 operai della Miroglio di Castellaneta e Ginosa, rappresentata da Mimmo Giannuzzi e assistita da Angelo Loreto (capogruppo del Pd), da Giuseppe Massafra (segretario dei tessili della Cgil) e Mario Toma (Rsu Cisl), ieri ha tenuto assemblea nell’aula consiliare con il sindaco Italo D’Alessandro e l’assessore Giuseppe Coriglione sul tema: Miroglio e Barbero hanno chiesto, quasi come “conditio sine qua non”, di acquistare le aree dello stabilimento, regolate oggi dal diretto di superficie, il Comune può e vuole prendere una decisione precisa?
Il sindaco ha fatto un breve excursus della storia del nuovo subentro alla Miroglio, la Barbero, appunto, industria di prodotti da forno, non risparmiando qualche polemica alla commissione presieduta da Giuseppe Rochira che avrebbe potuto prendere tutti i documenti che le occorrevano e prendere una decisione sulla richiesta delle aree; ed invece le ha chiesto a noi, facendo trascorrere invano il mese dal 25 agosto ad oggi. Questa delle aree, ha detto il sindaco è una storia nata nel ’95, inutile girarci intorno, pensiamo all’oggi. L’Amministrazione è dalla parte degli operai, vuole che il lavoro torni nel capannone della Miroglio e poiché la vendita delle aree ha bisogno della delibera consiliare, il Consiglio sarà celebrato lunedì prossimo. Nel frattempo, ha aggiunto Coriglione, Miroglio e Barbero verranno qui a dire la loro sul prezzo che di anno in anno il Consiglio fissa sulle sue proprietà ed è il prezzo Ute, 16 euro a mq per tre ettari, circa 500 mila euro. Nel pomeriggio l’incontro fra Barbero e Comune, per la compravendita delle aree, è stato fissato per dopodomani e l’incontro di Roma, presso il ministero dello sviluppo, previsto per giovedì è stato rinviato al 5 ottobre.
Il sindacalista Massafra ha posto in risalto la ricerca dell’affidabilità dell’azienda, l’essere sicuri di essa. Giannuzzi ha sottolineato che a Roma occorre che i dirigenti del territorio abbiano le idee chiare e univoche, in pro dei lavoratori, ovviamente.
Il capogruppo del Pd, Angelo Loreto ha anticipato l’ok del suo partito e delle opposizioni su un accordo che sancisca la contemporaneità di tre eventi: riportare il lavoro nel capannone, assunzione di 50 o più operai e vendita delle aree.
Tutti d’accordo, ma il sindaco ha assicurato i miroglini che venderà le aree al prezzo Ute, perché Miroglio aveva lamentato che il prezzo fosse un po’ eccessivo. E questo, è prevedibile, sarà il tema del dibattito consiliare di lunedì prossimo, oltre al dubbio da sciogliere del perché uno voglia comprare ciò che ha già e per giunta gratis.
Sta per chiudersi il terzo anno di ricerca del lavoro, sostenuti, gli operai, dalla cassa integrazione, la speranza si accende, la realtà sarà conseguente?
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Tue, 20 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Laterza, sciopero ad oltranza alla Curvet]]>
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La Curvet in un vicolo cieco. O quasi. Azienda che punta a «ristrutturare» e dipendenti in sciopero ad oltranza. Con un piano B tirato fuori dal cilindro dalla mediazione di sindacati e politici locali: un incontro al Ministero dello Sviluppo economico e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, evitando i licenziamenti.
Lo scontro cominciato sotto il sole di luglio continua, più forte ancora, con la prima pioggia di settembre. Il cielo grigio di ieri è anche cromaticamente la prova che la crisi è profonda e che la vertenza volge decisamente al peggio. Perchè se da una parte il direttore generale Domenico Mancini spiega che «il ritardo di alcuni giorni nel pagare lo stipendio non è motivo sufficiente per uno sciopero che aggiunge danni ad una situazione già grave», proprio mentre riceve una telefonata dal gruppo Natuzzi per avere notizie di una commessa rimasta “impantanata”, dall’altra i dipendenti hanno le loro sacrosante ragioni a sentirsi “scaricati” dall’azienda.
La messa in mobilità per tutti e 43 i dipendenti, annunciata ad inizio agosto e formalizzata ieri, è la notizia che nessuno di loro avrebbe voluto ascoltare: significa essere destinati al licenziamento, sebbene alla fine di un iter che prevede il coinvolgimento dell’Ufficio provinciale del Lavoro. Tra gli operai, piazzati al coperto davanti all’ingresso della Curvet in una specie di sit-in imposto dalla pioggia, serpeggia il malcontento: «Come si dice – spiega uno di essi ricordando i periodi di cassa integrazione – meglio feriti che morti. Ma ora qui siamo morti».
Quadro a tinte fosche che, del resto, corrisponde a quanto dall’altra parte della porta va raccontando il manager: «E’ ora di cambiare registro – spiega -. La crisi va avanti da tempo, sia nel settore sia per il nostro gruppo. Quando sono arrivato, tre anni fa, quest’azienda era destinata alla chiusura perchè aveva accumulato crediti inesigibili per diversi milioni». Situazione che, dopo un periodo di nuove commesse, si sta ripresentando con aspetti diversi: «Dobbiamo affrontare una ristrutturazione profonda perchè il core business dell’azienda è legato al mondo dell’edilizia e dell’arredo e quindi c’è un eccesso di personale in alcuni settori e carenza in altri e non è più possibile fare passaggi interni. Serve più personale amministrativo, commerciale e nell’ufficio tecnico, mentre esiste un eccesso di manodopera». Insomma, la parola d’ordine, dolorosa, è ristrutturare: il personale (avviato al dimezzamento, come già subodorano i dipendenti), il prodotto e la struttura aziendale. L’altra faccia del problema, infatti, è proprio quest’ultima, visto che il destino della Curvet Manifacturing Spa è segnato. Avviata alla liquidazione per mancanza di fondi per ricapitalizzare (le banche hanno chiuso i rubinetti), dovrebbe essere sostituita da una più leggera Srl che manterrebbe il brand e potrebbe (Mancini parla di «eventualità») subentrare nell’attività ma con una più spiccata propensione alla commercializzazione «riassorbendo gradualmente una parte dei lavoratori».
In pratica, il classico cane che si morde la coda: poche commesse, rapporti azienda-dipendenti sempre più tesi e futuro nebuloso e finanziariamente zoppicante. Anche se il manager non vuol sentir parlare di chiusura: «Non ne abbiamo proprio voglia. Tuttavia, bisogna ristrutturare…». Anche a costo di finire di pagare le rate di ammortamento dei 15 milioni di finanziamenti pubblici incassati con la legge 181 per realizzare uno stabilimento (che, ammette candidamente Mancini, «senza… non sarebbe nato») che è tra i due in Italia in grado di curvare superfici oltre i 5 metri.
Un “gioiello” che i lavoratori temono di dover pagare di tasca loro e perciò sollevano una serie di appunti alla dirigenza: dalla “mancanza di chiarezza” alla “chiusura pilotata”, dai macchinari «mai usati» ai sei forni «di cui ne lavorano solo due». Una bomba ad orologeria non ancora disinnescata ma quanto meno col timer spostato più avanti dall’intervento dei sindacati e della trojka del Pd (il sindaco di Laterza Lopane, l’on. Vico e il consigliere provinciale Cassano).
Il dialogo col dg Mancini ha infatti prodotto uno spiraglio: riportare la questione sul tavolo del Ministero dello Sviluppo economico (in pratica l’accordo di luglio, poi saltato) e rimettere in gioco la possibilità della cassa integrazione straordinaria. «Non potevamo accettare la mobilità e quindi il licenziamento – il commento di Giuseppe Massafra, Filctem-Cgil – senza riportare la vertenza su un binario diverso, cioè governandola e tenendo i lavoratori ancorati al destino dell’azienda e dei finanziamenti pubblici». Il Ministero, sentito telefonicamente, ha dato la propria disponibilità. A breve la data per “trattare”. Senza coltelli alla gola.
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Tue, 20 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Laterza, Curvet in crisi: sciopero ad oltranza dei dipendenti]]>
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Sciopero ad oltranza alla Curvet. I 43 dipendenti, da stamattina, hanno incrociato le braccia bloccando completamente la produzione dell’azienda che opera nel settore del vetro curvato. All’origine dello scontro col management, il ritardo nel pagamento dello stipendio di agosto e, soprattutto, la decisione presa agli inizi di agosto e ufficializzata proprio oggi di mettere in mobilità tutti i dipendenti, procedura che correrebbe parallela alla messa in liquidazione della Curvet Manifacturing Spa, in forti difficoltà finanziaria. Percorso al quale dipendenti e sindacati si sono fermanente opposti.
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Mon, 19 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Natuzzi, entro dieci giorni l’accordo]]>
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Importante svolta nella crisi che riguarda la vertenza Natuzzi nelle aree di crisi di Santeramo, Altamura, Ginosa, Laterza e Matera. Ad annunciarla è il parlamentare del Pd Ludovico Vico che ieri mattina ha incontrato appositamente il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia.
«Ho chiesto la riapertura urgente della pratica che riguarda l’accordo di programma per l’area murgiana e il rilancio del polo del divano – spiega Vico – e dall’on. Saglia ho ricevuto rassicurazioni in merito: il Mise riconvocherà le parti per addivenire ad un accordo più preciso entro 10/12 giorni».
La notizia giunge come una boccata d’ossigeno, considerato il piano di esuberi presentato dall’azienda (oltre 1.300 unità) e il black out occupazionale che aveva colpito oltre 2.800 lavoratori diretti.
«Lì si gioca una fetta importante della nostra economia territoriale e del nostro decantato “made in Italy” – spiega ancora Vico – e sarà opportuno rilanciare un comparto che ha già perso 7mila unità in tutta l’area di crisi. L’accordo di programma in questo senso potrebbe costituire l’architrave del possibile rilancio del settore».
Documento che vagliato dai sindacati e dalle forze politiche in campo incardina la sua struttura su un cofinanziamento Stato-Regioni. Le strutture regionali coinvolte sono quella della Puglia e della Basilicata.
«Occorrono 80 milioni e il Governo finalmente sembra voler quantificare in maniera precisa la sua parte di finanziamento individuando una modalità che assegnerebbe alle Regioni la metà dell’investimento previsto in quei territori – spiega ancora l’on. Vico –. Ora si tratta di coordinare velocemente le attività propedeutiche alla stipula dell’accordo di programma per tornare a ridare dignità e speranza a tutti i lavoratori».
Subito dopo l’incontro con l’on. Saglia il parlamentare del Pd ha provveduto ad informare i referenti delle Regioni Puglia e Basilicata e i segretari generali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Nicastri, Gallo e Bevilacqua.
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Sat, 17 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[A Castellaneta incendio brucia 15 ettari di pineta e macchia]]>
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Un incendio di vaste proporzioni ha bruciato 15 ettari di pineta e macchia mediterranea in zona Montecamplo a Castellaneta. La bella zona collinare, a confine con Laterza è stata interessata, da diversi focolai che, alimentati dal vento e dal caldo, si sono estesi dopo mezzogiorno sino al pomeriggio e hanno interessato, anche se fortunatamente solo in maniera molto parziale, alcune masserie invase dal fumo nero e denso.
Per oltre quattro ore due pattuglie dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Taranto e del Distaccamento di Castellaneta, nonchè diversi volontari dell’Airf (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) e uomini del Corpo Forestale hanno dovuto combattere contro le fiamme sempre più minacciose ed invadenti tanto da devastare un’ampia zona di macchia mediterranea e diversi pini e sino quasi a lambire alcune masserie presenti in zona.
Per spegnere l’incendio è stato poi necessario far intervenire un fire-boss che, decollato dall’aeroporto di Grottaglie, ha effettuato diversi lanci d’acqua. Operazioni che hanno consentito agli uomini a terra di poter tornare a tenere sotto controllo le fiamme ed arrestare il loro cammino definitivamente.
Gli attimi più preoccupanti sono stati vissuti quando il fuoco sembrava dirigersi verso due masserie. Per fortuna l’intervento dei Vigili del fuoco, degli uomini della Forestale e dei volontari dell’Airf ha scongiurato il peggio. Limitando i momenti di tensione alla dispersione di una vasta nuvola di acre fumo nero.
Secondo gli esperti potrebbe trattarsi di un incendio doloso visto che i focolai accertati sarebbero diversi, e non uno solo, e che quindi possa esserci la mano di un piromane. Non è da escludere nemmeno che qualche contadino possa aver invece appiccato il fuoco ad alcune sterpaglie cercando così di pulire il terreno da coltivare in maniera più celere e meno faticosa, invece di usare la tradizionale zappa. Ma perdendo il controllo avrebbe poi causato gravi danni all’ambiente circostante.
Il caldo afoso di un insolito settembre fa dunque registrare l’ennesimo, ed in un periodo insolito, incendio estivo che ha causato un ulteriore ingente danno all’ecosistema oltre che al naturale paesaggio territoriale. Con ulteriore sovraccarico di lavoro per Vigili del fuoco, Forestale e volontari già ridotti in numero sufficiente per interventi di routine.
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Tue, 13 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Massimo D'Onofrio <![CDATA[Polo del salotto, pressing di Vendola]]>
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Sulla crisi del distretto del salotto non si può più perdere tempo: è ora di decidere. E soprattutto di mettere soldi su un piatto che piange da parecchio. Il pressing del presidente Nichi Vendola, che ieri ha scritto al ministro Paolo Romani, serve proprio a chiudere la partita finanziaria che dovrebbe dare sostanza all’accordo di programma per il settore del Mobile Imbottito dell’Area Murgiana. La posta in palio è la possibilità di dare nuovo slancio ad aziende come il Gruppo Natuzzi, gravato da 1280 esuberi e che nel Tarantino basa la sua produzione su due grossi stabilimenti, a Laterza e Ginosa, con quasi 1100 dipendenti.
Di qui la missiva di Vendola, che ricorda l’incontro svoltosi il 7 settembre scorso al Ministero dello Sviluppo economico, nel quale «è stata presentata alle parti sociali una bozza di Accordo di Programma elaborato sulla base di un testo già condiviso con le parti sociali e frutto del lavoro congiunto degli uffici ministeriali e regionali». «Alle parti sociali ed agli enti locali interessati – scrive il presidente pugliese - è stato chiesto in tempi assai brevi di fornire eventuali osservazioni sul testo, che potrà successivamente considerarsi definitivo. Definiti gli strumenti che ciascuna parte metterà a disposizione per provare a dare risposte ai territori interessati ed ai lavoratori coinvolti, si pone ora la necessità di una condivisione politica con il suo Ministero e con la Regione Basilicata, volta a definire l’entità delle risorse finanziarie a disposizione dell’intervento e le modalità di coordinamento tra lo Stato e le Regioni coinvolte». «La situazione di crisi del settore – sottolinea Vendola - sempre più preoccupante, ci impone di non differire oltre tale momento». La richiesta inoltrata a Romani è la logica conseguenza del quadro disegnato da Vendola: «La convocazione di un apposito incontro politico che definisca l’ammontare delle risorse finanziarie disponibili per l’Accordo».
Sullo sfondo l’importante scadenza di ottobre: il rinnovo della cassa integrazione straordinaria per centinaia di lavoratori del settore, legata a doppio filo con il via libera all’accordo di programma. Come si dice: il tempo è denaro.
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Tue, 13 Sep 2011 09:00:00 GMT
Corriere del Giorno, Corriere del Giorno <![CDATA[Incendio distrugge sette ettari di pineta nei pressi di Laterza]]>
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Continua l’emergenza incendi in Puglia e più precisamente nella provincia tarantina. Un incendio boschivo spento nella tarda serata di ieri nel comune di Laterza (TA), nella Murgia Fraggennaro, ha distrutto 7 ettari pineta e 35 di pascolo. Stando a quanto comunicato dalla Regione, per spegnere le fiamme sono stati necessari circa 40 lanci d’acqua con liquido ritardante eseguiti da quattro velivoli fire boss e del lavoro di numerose squadre di Vigili del fuoco, Corpo forestale, Arif e volontari. L’intervento si e’ protratto fino a tarda sera. Squadre a terra stanno invece completando in queste ore le operazioni di bonifica della località Monte Spigno, nel comune di Sant’Angelo (FG), interessata ieri sera da un altro incendio boschivo per il quale si e’ reso necessario anche l’intervento di tre fire boss, a supporto delle squadre a terra.
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Tue, 6 Sep 2011 09:00:00 GMT