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Un giornalista che traduce e che usa la parola per promuovere il dialogo.
È l’immagine dell’operatore dell’informazione laico-cattolico, fornita dal dott. Aldo Maria Valli, vaticanista di Rai Tre e autore di un recente libro sul viaggio del Papa in Turchia, che è intervenuto martedì sera, presso il centro pastorale diocesano “Lumen Gentium”, durante l’incontro sul tema “Dal Concilio il nuovo dialogo Chiesa-Società”, organizzato dall’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali e rivolto in particolar modo, ai rappresentanti del mondo dei media, in occasione della festa di San Francesco di Sales, loro patrono.
La serata è stata coordinata da don Franco Conte, il quale ha subito definito il Concilio Vaticano II, sul quale, lo ricordiamo, la “Lumen Gentium” ospita sino a domenica prossima una mostra multimediale dell’Aci, “un’apertura della Chiesa dal punto di vista sociale ed ecclesiale, a diversi campi, tra i quali, quello delle comunicazioni sociali” e ha definito l’incontro “un momento di formazione per gli operatori dell’informazione”.
“Il giornalista – ha affermato Valli, riprendendo il pensiero del cardinal Martini – non è né un passacarte né un megafono, coglie un senso e lo comunica, lo porge, mettendosi nei panni dell’altro, con un linguaggio nuovo, cercando però di non tradire quel senso”. Una considerazione a cui il vaticanista è giunto, dopo aver sottolineato più volte l’urgenza di un dialogo tra la Chiesa e la società, concetto ripreso anche dal vescovo di Castellaneta, Mons. Pietro Maria Fragnelli: “Il mondo di oggi porta con sé un’urgenza di dialogo, anche interpersonale. È importante tornare a costruire spazi e luoghi di comunità”. Un compito a cui sono chiamati anche gli operatori dell’informazione ai quali spetta, secondo il Vescovo, “un servizio alla parola, che non si limiti a gestire quell’illusorio potere di mettere le parole le une contro le altre, ma che sia promotore di un dialogo che riporti ai problemi veri, al vissuto reale e alla domanda di carità”.
Valli, dopo aver sottolineato come ci sia una relazione diretta tra religione cristiana e comunicazione, come il nostro rapporto con Dio sia imperniato di comunicazione, si è soffermato su due nodi problematici: il rapporto tra la Chiesa e lo Stato, in materia di libertà religiosa, e il rapporto tra la fede e la ragione. In particolare, ha messo in luce il contrasto tra l’idea di Verità, di cui la Chiesa è portatrice, e il soggettivismo e il relativismo caratterizzanti la società attuale.
Allora, il relatore ha posto ai presenti un interrogativo: “La Chiesa vuole dialogare con la società? E la società vuole dialogare con la Chiesa?”. Valli ha risposto di notare un irrigidimento reciproco, una sfiducia di partenza, tanto da far sembrare quasi un ricordo il clima di speranza del Concilio Vaticano II, a cui ha fatto più volte riferimento, nel corso del suo intervento.
Ha aggiunto di scorgere un’infelicità diffusa nella società, dominata dalle esigenze del protagonismo personale, e di notare, invece, nella Chiesa, “un arroccamento nelle proprie posizioni nel fortificare la cittadella assediata della fede”. Come ristabilire allora il contatto? “Ai cristiani – ha suggerito il vaticanista – tocca sempre la prima mossa”. Appartiene “ai laici cattolici, che vivono in una società secolarizzata, il dovere del dialogo”. Dialogo inteso come “stare in mezzo, non sopra né sotto”, secondo l’etimologia del termine, e come intendere le differenze “motivo di crescita comune”. Al contrario, “il diavolo – ha affermato Valli – è colui che fa del male, interrompendo i rapporti, la comunicazione, disunendo”.
E dunque, un pensiero ai giornalisti: “Se il laico cattolico è anche un operatore della comunicazione, il dovere del dialogo, il parlare e lo scrivere per mettere in comune e non per possedere l’altro, diventano ancora più evidenti e necessari”.
L’incontro è stato allietato dai canti del gruppo giovani della parrocchia dell’ “Assunta” di Laterza e arricchito dalla presenza di don Vito Marotta, dell’arcidiocesi di Bari e Bitonto.
Il tutto si è concluso con un riferimento al pensiero di San Francesco di Sales, da parte di Mons. Fragnelli: “La fede non toglie nulla. È come l’ape che dai fiori ottiene il miele senza sciuparli, aggiungendo bellezza e prestigio. Questo presuppone però un grande lavoro e un cammino che dobbiamo continuare a fare. Il motto lanciato in apertura dal dott. Valli agli operatori dei media è interessante ‘Vigilate nella fiducia’”. E allora: “Vigiliamo nella fiducia”.
» Fonte: Corriere del Giorno » Autore: Francesca Piccolo
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