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L’ultimo pilastro fu «tagliato», sollevato e asportato il 17 gennaio di quattro anni fa, momento conclusivo di una vero e proprio intervento chirurgico, durato più di una settimana: la torre campanaria in cemento armato costruita, per iniziativa spontanea (generosa e maldestra insieme) di maestri muratori locali intorno alla metà degli anni '60 a fianco della chiesa dell'Assunta, la più antica della città (1112, fondata da Matilde, moglie di Alessandro, conte di Matera), unica sopravvissuta dell’insediamento abbaziale omonimo, era stata finalmente rimossa. Sotto gli occhi attenti di don Antonio Rizzi, allora parroco di Santa Maria la Grande (l'Assunta), e con grande sollievo dei componenti del Comitato della Madonna del Carmine, che all'antica chiesa fanno riferimento e che, con il sostegno dell'Amministrazione comunale, avevano fortemente voluto il "colpo di spugna": fu la stessa impresa di Mario Montrone, maestro muratore e ancora oggi presidente del Comitato Madonna del Carmine, ad affiancare il “team” chirurgico. Intervento complesso. Per evitare dan neggiamenti alla chiesa e agli edifici circostanti - spiegò Mario Mele, ingegnere progettista e direttore dei lavori -, la demolizione “controllata” non fu eseguita mediante percussione e conseguente distruzione dei singoli elementi, bensì attraverso il taglio e la successiva asportazione degli stessi: prima la cupola, poi il solaio sottostante, di seguito il gruppo delle campane, infine, a scendere, i pilastri di sostegno dei diversi livelli-solaio. In coda, per una volta, la notizia: questa mattina, in Provincia, presenti fra gli altri l’assessore alle Politiche comunitarie Umberto Lanzo, il con sigliere Giuseppe Cristella, all’e poca sindaco laertino, il commissario straordinario del comune di Laterza, Antonio Paglialonga e il tecnico progettista Mario Mele, proprio mentre il paese festeggia (da oggi, giorno di fiera, fino a sabato) la Madonna del Carmine, sarà presentato in conferenza stampa il progetto relativo alla ricostruzione del campanile dell’As - sunta. Ri-costruzione, appunto. Anche se il campanile pre-cemento, verosimilmente ottocentesco (la chiesa ha subìto nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti), pare non abbia lasciato traccia alcuna.
» La Gazzetta del Mezzogiorno
» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno » Autore: Francesco Romano
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