Le produzioni tipiche ed enogastronomiche del territorio jonico
stanno per fare il grande salto di qualità: presentarsi
ai consumatori nelle forme più accattivanti e con prodotti
di qualità diventa sempre più un impegno.
Seppure lentamente stiamo andando su un terreno di impegno
che non è più solo quello di assistere con piccoli
incentivi e contributi questa o quella associazione.
Il momento è tale da concretizzare al massimo la discussione
sulla importanza istituzionale del controllo della qualità.
La scelta di valorizzare e tutelare un prodotto tipico del
territorio jonico, questa volta cade su un prodotto di notevole
rilevanza economica: il pane di Laterza.
In merito, bisogna fare una seria riflessione, gli ultimi
ventanni hanno segnato una notevole crescita nelle
vendite del pane di Laterza nei mercati del nord Italia, ciò
ha determinato benefici economici crescenti e tangibili per
tutto il comparto.
Questo è il segno di una ritrovata fiducia e il frutto
di un impegno costante di tutti i panificatori di Laterza,
che per dare risposte adeguate alle esigenze della rete di
vendita si stanno sviluppando e rinnovando.
Bisogna riconoscere che la valorizzazione della crescente
dimensione economica della rete di vendita è dovuta
in massima parte a un prodotto di qualità-
La creazione del marchio di qualità "Pane di
Laterza", diventa uno strumento altamente competitivo
che potrebbe rappresentare unadeguata risposta alle
aspettative dei consumatori e permette un maggiore potere
contrattuale alle parti nei rapporti con gli operatori del
mercato.
Mercato, che va caratterizzandosi sempre più.
Da
un lato si assiste ad una domanda che tende verso modelli
a forte internazionalizzazione e si incentra intorno a un
modello igenico-salutistico-minimalista dellalimentazione.
Da altro lato si assiste al rafforzamento, la tradizione
alimentare locale che rappresenta spesso una sorta di riscoperta
per coloro che avvertono i rischi di uneccessiva standardizzazione
delle abitudini di consumo.
A tal proposito, Laterza ha compiuto un notevole salto di qualità
con l'ingresso nell'Associazione Nazionale Città del Pane", il cui
progetto - ideato e curato dall'ass.re al Marketing del Territorio,
avv. Nicola SACCOMANNI - riprende quello di massima del '97, allorquando
l'allora ass.re provinciale dott. Gregorio Colacicco ed il Sindacato
Provinciale Panificatori, si posero un obiettivo di massima per
l'istituzione di un marchio di qualità sul nostro pane.
Saccomanni ha avuto l'abilità di aggirare l'ostacolo che è
rappresentato dalle difficoltà burocratiche (e politiche) presenti
nelle istruttorie per ottenere un DOP o un IGP: prova ne è il fatto
che il pane italiano è ancora, a parte pochissime eccezioni,
sostanzialmente sguarnito di marchi di qualità.
Infatti, sedere addirittura nel consiglio direttivo delle Città del Pane
significa intanto una visibilità notevole del nostro pane in tutte le più
grandi manifestazioni nazionali e internazionali:
le BIT di Milano,
Ferrara (100 città d'arte) e Francoforte, il Salone del gusto di Torino, le feste
del pane di Mantova e Savigliano, le città d'identità a cura dell'ANCI a Roma.
Quindi la divulgazione massmediatica (stampa ma soprattutto televisione). Poi la
possibilità di determinare le scelte sulla valorizzazione del pane tradizionale.
E' obiettivo dell'associazione procedere nel 2004 all'adozione di uno specifico
programma di riconoscimento del marchio, in particolare di quello "Collettivo"
che - sicuramente - rispetto ad un DOP o IGP, risponde meglio ad esigenze di efficacia,
rapidità di esecuzione e collegamento con il territorio: quest'ultima rappresenta
la parola chiave, in quanto compito prioritario di un'amministrazione comunale è
quello di collaborare con chi sul territorio produce il pane (è superfluo
sottolineare l'importanza del buon funzionamento del Consorzio Panificatori) per
realizzare un vincente sistema tra la realtà produttiva e la valorizzazione di
quello stesso territorio.
Sindaco,
assessore e amministrazione ne sono fermamente convinti, in quanto il nostro pane,
insieme alla carne al fornello e ai prodotti lattiero-caseari e alla maiolica,
rappresenta quella continuità con un passato ricco e prosperoso che la storia di
Laterza ci ha consegnato nominandoci di fatto gelosi custodi di una tradizione che
ha bisogno di una sola cosa: la valorizzazione.