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«Parole tante, soprattutto sotto elezioni, poi, al momento di operare, intoppi e cavilli la fanno da padrone: e i problemi della nostra agricoltura si espandono, sempre più gravi»: Paolo Giannico, vice presidente della Coldiretti di Laterza e presidente provinciale di Agrimercato, lancia l’ennesimo grido di allarme. «Comincia a mancare l’aria, molte aziende in difficoltà si chedono se non sia il caso di chiudere, e alcune, in effetti, lo stanno già facendo». Nel mirino le istituzioni. La Regione soprattutto. Un esempio: «Per gli aiuti in regime “de minimis” destinati alle aziende del settore primario in crisi - dice Giannico - c’è da tempo il sì della commissione europea, c’è pure il provvedimento nazionale che lo ha di fatto recepito attraverso decreto del ministro Zaia, ma alla Regione Puglia si è ancora fermi alla individuazione dei criteri di assegnazione». Tempi estenuanti, insomma, anche per quei piccoli interventi che «avrebbero l’effetto di una vera e propria boccata di ossigeno - spiega il vice presidente della Coldiretti laertina - per molti produttori alle prese con mutui, scadenze e pagamenti arretrati vari che sommano disagio a disagio: chi è in difficoltà, lo è sempre di più, se è vero che a molte aziende zootecniche sta già venendo meno la fornitura di materie prime per alimentare gli animali». Appunto: «Vendere gli animali, o chiudere». Mentre altre battaglie infuriano (il latte, per qualche centesimo in più).
E, come se non bastasse - insiste Giannico - «al mancato riconoscimento dello stato di calamità per il 2009, a pratiche regolarmente istruite dall’Ispetto - rato provinciale agricoltura, si aggiunge l’impossibilità per molte aziende non in regola con i pagamenti, e comunque in crisi, di accedere ai prestiti agevolati per le calamità 2002-03». E’ il danno che si aggiunge alla beffa. A queste aziende però – aggiunge Giannico – tocca il 10% dell’importo potenziale, la parte cioè relativa agli interessi connessi alla partecipazione statale ai prestiti non ottenuti: «Bene, soltanto l’altro giorno, la Provincia ha riconsegnato a mano, in Regione, gli elenchi, rivisti, degli aventi diritto: burocrazia infinita, sperando finisca qui». No, non si respira, ripete Paolo Giannico, al colpo di spillo finale: «La determina provinciale riguardante l’ultimo elenco delle aziende joniche che hanno subito danni alle strutture per l’alluvione 2003, è stata inoltrata in Regione il 5 maggio scorso: ad oggi non risulta sia stata ancora consegnata all’ufficio liquidatore, qualche stanza più in là».
» La Gazzetta del Mezzogiorno
» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno » Autore: Francesco Romano
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