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«Nessuna fuga in avanti, nessuna scorrettezza, anzi: un contributo alla riflessione e alla chiarezza, in un momento in cui c’è davvero bisogno».
Sebastiano Stano torna sulla “disponibilità” a guidare il centrosinistra alle comunali della prossima primavera, annunciata qualche sera fa in un’assemblea pubblica del Pd laertino (era presente anche l’assessore regionale Michele Pelillo). «La mia dichiarata disponibiltà non preclude la strada ad alcuno - dice -, può servire al contrario da stimolo perché altre disponibilità si manifestino e perché, in un clima di confronto sereno si arrivi ad una candidatura espressione di un progetto condiviso». Poi l’ex consigliere Sdi approdato al Pd in occasione delle ultime Regionali indica la strada per arrivarci: «Si facciano le primarie, primarie di coalizione, ampie, allargate il più possibile, percorso trasparente, democratico, serio: chi vince è candidato, gli altri restano in campo, punti di forza del progetto comune». In ogni caso, Pd scosso.
A Stano è stato contestato il “metodo”, più che la sostanza: la “disponibilità” annunciata in un’assemblea pubblica e non pre-partecipata al comitato dei “saggi” a cui nel frattempo era stata affidata la gestione provvisoria del circolo cittadino, ha avuto l’effetto del sasso nello stagno. L’interessato smorza le polemiche, sdrammatizza e richiama all’unità di intenti, irrinunciabile: «Il mio è stato un gesto di spontaneità che nulla toglie al dibattito in corso – spiega Sebastiano Stano -, così il partito fa un passo avanti, alla luce del sole: la gente vuole capire». Da qui la proposta-percorso: «Primarie larghe, primarie e programma subito».
» La Gazzetta del Mezzogiorno
» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno » Autore: Francesco Romano
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