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Il provvedimento è (relativamente) datato, ma è opportuno tornarci su. Dal 23 aprile scorso, e «fino alla effettuazione delle necessarie attività tecnico manutentive mirate al ripristino delle condizioni di sicurezza secondo le vigenti previsioni normative», sul ponte di via Selva San Vito che collega i due costoni della gravina è sospesa la circolazione dei veicoli di peso superiore a 2,5 tonnellate.
L’ordinanza, uno dei primi atti del commissario straordinario Antonio Paglialonga, ha fatto un salto a ritroso di ben 7 anni per diventare tale: la nota che l’ha motivata è del 3 aprile 2003, trasmessa in municipio il giorno seguente, insieme alla copia degli elaborati relativi al monitoraggio del ponte in cemento armato indicato fra le opere strategiche regionali. Le conclusioni di quel monitoraggio (eseguito nel settembre 2002) evidenziavano, infatti, che «la struttura risulta inadeguata relativamente all’applicazione dei carichi prescritti dalla normativa attualmente vigente per i ponti stradali di prima e seconda categoria», e che, di conseguenza, «le situazioni di degrado riscontrate, comportano l’esigenza di procedere alla realizzazione di una serie di opere di manutenzione mirate all’impiego in sicurezza del manufatto».
Dopo quelle operazioni, si legge nell’atto del commissario Paglialonga, «nessun’altra attività tecnica è stata intrapresa né dal punto di vista delle auspicate manutenzioni, né da quello della effettuazione di ulteriori indagini diagnostiche sullo stato del manufatto e sulle evoluzioni, nel frattempo eventualmente intervenute, in relazione alle problematiche evidenziate». Da qui il provvedimento di cui si parla, adottato dal commissario con il supporto del parere favorevole del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, e “sentito” il comandante della Polizia municipale circa «l’esistenza di validi percorsi alternativi per il traffico di attraversamento».
Percorsi, e qui si va ancora più indietro nel tempo, già ampiamente sperimentati in applicazione della precedente ordinanza sindacale - la numero 65 del 9 dicembre 2000 - che, rimasta in vigore fino al 23 aprile scorso, vietava l’attraversamento del ponte ai veicoli con peso a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Dieci anni, dunque, per ridurre di una tonnellata il peso massimo consentito: in via cautelativa, si legge nell’ordinanza commissariale. Aspettando l a manutenzione prescritta. Un'opera unica per imponenza e scenario, il ponte di Laterza: 52 metri di salto e una “freccia” di 11 metri e mezzo per unire i due lembi del “canyon” (da una parte il centro abitato, dall'altra la Selva San Vito che degrada verso lo Jonio). Finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno, fu costruito dalla Provincia jonica tra il 1960 e il 1962: inaugurazione il 14 aprile, presente il ministro Giulio Pastore. Sindaco era l'architetto Michele Giannico.
» La Gazzetta del Mezzogiorno
» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno » Autore: Francesco Romano
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